giovedì 22 dicembre 2016

ORIA - MOSTRA PRESEPI IN TERRACOTTA A CURA DEL GRUPPO DI PROMOZIONE UMANA.



Mostra: " I Presepi e la Maternità di Maria "
                                             nelle opere del Maestro Cosimo Giuliano
   Si terrà Venerdì 23 dicembre alle ore 19,00 presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi la seconda iniziativa promossa dal Gruppo di Promozione Umana e la Parrocchia di S. Francesco d’Assisi. Per tutto il periodo natalizio sino al 2 febbraio saranno esposti nella chiesa dei bellissimi Presepi e delle raffigurazioni della maternità di Maria nelle opere in ceramica del Maestro Cosimo Giuliano.

      Chi vorrà capire le idee ispiratrici dei presepi del prof. Giuliano, deve attrezzarsi non solo degli elementi stilistici, artistici propri, ma anche delle prefigurazioni culturali da cui sgorgano i presepi con tutte le varianti ambientali. Sono proprio le varianti ambientali che suggeriscono di pensare all’Incarnazione del Figlio di Dio al suo diventare bimbo in una famiglia, in una casa, in un ambiente storico.
 
     L’ambiente storico palestinese di 2000 anni fa è quello povero delle costruzioni dell’area mediterranea, fatte con materiali residuali: forche e travi di legno, paglia, canne e sassi piccoli o massi più pesanti, quelli, per intenderci per costruire muri a secco, imposte di legno grezzo, un minuscolo comignolo che indica un camino e un focolare, una pavimentazione sconnessa e smozzicata segni di una povertà dignitosa. Ancora in campagne delle nostre terre pugliesi, dove luce e asfalto non hanno raggiunto quelle contrade, troviamo gli ambienti raffigurati nei presepi esposti, uniti a vegetazioni confacenti. Nella coreografia essenziale di muri, stanze, finestrelle, c’è una varietà di piante e arbusti che fanno tutt’uno con l’abitazione: un nodoso vitigno a forma di pergolato che s’inerpica e s’abbarbica alla casa, piante di fichi d’ India, e il più utile e umile e robusto ulivo.
 
     L’osservatore dei molteplici presepi troverà una grande varietà di personaggi non esibiti in un unico grande presepe ma in una successione di monoblocchi cromatici: l’angelo, i coniugi Giuseppe, Maria e il bambinello, fanciulli o adulti presenti con cesti o doni in segno di solidarietà e condivisione di poveri doni per ringraziare del dono della natività, lavoratori che fanno fruttificare la terra col lavoro delle loro braccia. I tratti dei volti, dei corpi danno efficacia a una corpulenza che non è segno di abbondanza; ma nella visibilità corporea tangibile c’è la grandezza dell’avvenimento. C’ è il segno e il significante.
 
      C’è l’incontro del visibile con l’Invisibile. La successione dei presepi finisce per dare all’osservatore, quando li ha passati in rassegna tutti quanti, che la Palestina è qui, in questa Puglia che conosce, che abita. L’incarnazione nel tempo supera i tempi perché è nell’oggi di ogni casa e di ogni uomo, donna, lavoratore, di ogni povero che non si sente abbandonato da Dio. Gli smalti, i tenui colori non contraddicono la rusticità degli ambienti, ma appena forniscono quel tanto di smalto, o meglio di luminosità, a un Bambino che è il Figlio del Dio Luminoso.
 
              Il Maestro Cosimo Giuliano, scultore latianese già dal 1973, è molto conosciuto per le tantissime mostre in diverse città d’Italia e per le tante opere monumentali pubbliche, civili e religiose realizzate sia in Italia che all’estero. Basta citarne alcune, come il monumento "I giochi del mediterraneo" a Bari, i bassorilievi dell’Olocausto nella sala consiliare della Regione Puglia e il bassorilievo del Papa Giovanni Paolo II presso l’aeroporto di Bari, la "Via Crucis" a Sarajevo, le porte in bronzo delle chiese di San Michele Salentino e San Vito dei Normanni, i bassorilievi in ceramica nel San Raffaele di Roma. La mostra sarà inaugurata con una presentazione di Don Raffaele Giuliano, biblista e Parroco della Basilica Cattedrale di Oria con una relazione su " Nato da Donna, nato fuori ….legge". Interverranno per i saluti il Sindaco Cosimo Ferretti, l’Assessore alla Cultura Egidio Conte, il Presidente del Gruppo Emilio Pinto, il Parroco sac. Domenico Spina.
   
   La mostra è patrocinata dalla Città di Oria, dall’Ass. Europassione per l’Italia e dall’Ass. Euopassion.

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