mercoledì 6 gennaio 2016

ORIA - CALENDARIO 2016 GRUPPO PROMOZIONE UMANA. PRESENTAZIONE A CURA DEL DR. PASQUALE SPINA. (Prima puntata)

(Ringrazio il Dr. Emilio Pinto ed il Dr. Pasquale Spina per avermi autorizzato a pubblicare)
 
PRESENTAZIONE DELLE FOTO DI SANDRO DELL’AQUILA SCATTATE DURANTE LA NEVICATA DEL 31/12/2014 e inserite nel CALENDARIO DELLA PASSIONE del 2016

Pasquale Spina – Chiesa di San Francesco d’Assisi 19/12/ 2015
Quando, qualche tempo fa, l’amico Emilio mi chiese se avessi voluto essere io a presentare il Calendario 2016 della Passione organizzata dal Gruppo di Promozione, sono stato a lungo dibattuto se accettare o meno la proposta che pure mi lusingava parecchio:  inizialmente prevaleva il desiderio di rifiutare, anche se a malincuore, la proposta perché mi sembrava abbastanza riduttivo presentare un calendario, pensavo, infatti, che un calendario si presenta da solo con le sue immagini, le sue didascalie e i suoi numeri … Poi, piano piano, però, prevalse il sì: decisi, così, di accettare la proposta per una serie di motivi che ora brevemente vi illustrerò; il primo di questi motivi è stato il desiderio di ringraziare con questa mia partecipazione il Gruppo di Promozione per quanto ha fatto in tutti questi anni per la nostra Città. Innumerevoli sono le manifestazioni, le iniziative culturali, le pubblicazioni di libri nate in seno al questo Gruppo Un altro dei motivi, forse il più importante, che mi ha convinto ad essere qui stasera è stato quello che, nonostante Oria sembri una città molto viva e dinamica dal punto di vista culturale, quella di stasera è una delle poche occasioni che ci viene offerta per parlare, anche se attraverso un calendario e delle bellissime fotografie, della nostra Città, dei suoi monumenti e della sua storia. Quindi in definitiva non volevo lasciarmi sfuggire l’opportunità di una così ghiotta occasione di parlare della mia Città e delle sue bellezze, ma anche dei punti dolenti che verranno evidenziati dalle stesse fotografie a causa del suo degrado in gran parte provocato dai suoi stessi cittadini. Eppure sembrerebbe, e questa ipotesi è confortata da tutta una serie di indizi, che gli oritani amino profondamente la propria città. A Oria lo sappiamo tutti esistono centinaia di associazioni culturali e di promozione del territorio alcune a livello nazionale come la Soc di Storia patria per la Puglia, l’Istituto per la Storia del Risorgimento, l’Archeo club, moltissime a livello locali la Pro loco, Laboratoria , il Pozzo e l’arancio  lo stesso Gruppo di Promozione umana  e naturalmente tante altre che non potrò citare per non tediarvi;  esistono poi e questo è un fenomeno più recente un numero altissimo di gruppi su face book in particolare da foto antiche di Oria, la Chiazza di Oria, sei di Oria se, un’ idea per Oria, uno che si occupa della Chiesa di San Sebastiano e tantissimi altri coi quali mi scuso per non averli citati che hanno più o meno tutti lo scopo dichiarato di riscoprire le antichità di Oria, le sue tradizioni, la sua lingua: ma in molti casi aldilà delle dichiarazioni di intenti non vedo iniziative concrete che affrontino la discussione della storia di Oria in modo scientifico e non lasciandosi trascinare dall’emotività legata ai ricordi, alla nostalgia e ai rimpianti: queste tre parole, come diceva il grande storico Jacques Le Goff devono essere bandite dal vocabolario di chi si occupa di storia. Dopo questa forse lunga ma necessaria premessa entriamo nel vivo della presentazione.

 PRIMA FOTO (COPERTINA)
      Cominciamo a vedere insieme le bellissime foto di Sandro Dell’Aquila partendo da quella che doverosamente è stata messa in copertina e che è quasi inutile dirlo rappresenta piazza Lorch ossia San Domenico letteralmente sommersa dalla neve: Questa foto, grazie Sandro per averla realizzata, rappresenterà per noi ma soprattutto per le generazioni future  una testimonianza di straordinaria importanza.

 Il motivo lo capite tranquillamente: a parte la bellezza della foto,  è che una foto così non potrà mai più essere scattata, perché questa piazza non sarà più così. Bene quindi questo calendario rappresenterà per le generazioni future un documento di eccezionale valore. Sappiamo tutti le polemiche che in questi ultimi mesi hanno praticamente spaccato in due la popolazione oritana tra chi era favorevole al progetto che ci sta dando una nuova piazza Lorch e chi avrebbe voluto che le cose rimanessero come erano arrivando a parlare di distruzione di uno dei luoghi più amati dagli oritani, almeno a quelli delle generazioni che hanno superato gli anta. Non sono assolutamente d’accordo con chi la pensa così perché sono stati ben altri i monumenti e i luoghi caratteristici di Oria che gli stessi oritani hanno distrutto. Se pensiamo alla cinta muraria che chiudeva la città e collegava la tre porte sino alla seconda metà dell’ottocento, se pensiamo a Porta Lama, al portario grande, al portario piccolo, alla Cattedrale romanica, la Necropoli sul Monte Sant’Andrea distrutta per realizzare un campo di calcetto, il vecchio Macello comunale di via Isonzo distrutto per ralizzare un insulso edificio , lo stabilimento della macchina a vapore dei Salerno Mele, della Chiesa ipogea di sant’Ustinu e il Canale Reale e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Se penso a tutto quello che gli oritani hanno fatto per distruggere Oria  mi viene in mente l’incontro tra il Cardinal Ercole Consalvi, Segretario di Stato di Pio VII e l’imperatore Napoleone. Napoleone con una delle sue straordinarie uscite annunciò al Nunzio che lui in un paio d’anni avrebbe distrutto la Chiesa di Roma. Il Cardinal Consalvi non si perse d’animo di fronte a un annuncio così catastrofico e prontamente gli rispose: Maestà, sono milleottocento anni che noi stessi tentiamo di distruggerla e ancora non ci siamo riusciti! Bene possiamo stare tranquilli che nemmeno noi riusciremo a distruggere questa nostra Oria ! Chi ha dimostrato la sua contrarietà alla ristrutturazione di Piazza Lorch lo ha fatto non perché  Piazza Lorch gli piacesse particolarmente così come era, ma unicamente per i ricordi che quel luogo suscitava in lui come in tantissimi altri oritani, me compreso. Era il luogo di incontro di tutti i giovani oritani che senza cellulari e nemmeno telefoni fissi, quasi per magia si ritrovavano per parlare dei loro problemi, delle loro speranze, dei loro primi amori girando e rigirando intorno al Monumento ai caduti come un cavallo girava intorno al pozzo riempendo la vasca con l’acqua portata su dalla ngegna per cui il  scia’ facimini to’ vaschi o quantu vaschi ta fattu osci erano le frasi che comunemente ci si scambiava incontrandosi su san Domenico.    Per cui questa Piazza rappresenta per tanti la gioventù, la nostalgia, i rimpianti di un tempo purtroppo ormai passato e che non potrà mai più tornare. In effetti, però, l’attuale piazza Lorch era davvero messa molto male  e se andiamo ancora indietro nel tempo lo era ancora di più: Pensate che fino agli anni cinquanta addirittura priva di pavimentazione era cioè sgarufata, anni prima  non era nemmeno livellata e le quote di livello seguivano l’andamento della roccia.  Non vi dico che cosa si è trovato nello sbancamento effettuato lungo via Torre: c’era, probabilmente risalente all’ottocento, una vera e propria discarica in cui venivano gettate le carcasse degli animali macellati nel largo San Domenico. Poi  ogni quaranta, cinquanta anni  c’è stato qualche intervento di miglioramento e gli oritani si sono adeguati, molto probabilmente saranno pure rimasti soddisfatti e contenti. Non riesco assolutamente a capire le tante critiche al nuovo progetto che darà alla nostra piazza una sistemazione adeguata a tempi se non addirittura futuristica. Diciamocelo con estremità sincerità era dagli anni settanta che non si faceva un intervento serio di ammodernamento: quella piazza Lorch che conosciamo noi andava bene fino a cinquanta anni fa. Ora non più.     Quindi non ci resta che aspettare un po’ di tempo e di vedere il progetto finito, ci potrà o meno piacere, potremo essere più o meno d’accordo, ma di una cosa dobbiamo convincerci era necessario. …   

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