mercoledì 4 febbraio 2015

17° ANNIVERSARIO DELL'INIZIO (4.2.98) DEL DEGRADO POLITICO-CULTURALE AD ORIA.


PER NON DIMENTICARE! OVVERO: UN'OCCASIONE PERSA PER ORIA...... ACCELERAZIONE DI UN DEGRADO POLITICO-CULTURALE.

"MI DIMETTO, PERCHE'”
Fonte: Click O’Clock – Il giornale di Oria –

di Gianrosita Fantini, numero di febbraio 1998
Al dott. Sergio Ardito
Sindaco della città di Oria
Ai sensi del secondo comma dell'art. 50 dello Statuto presento le dimissioni da membro della Giunta Municipale………………...
Non sono necessarie molte parole per giustificare la decisione che ho preso; dopo i colloqui dei giorni scorsi, niente mi ha convinto che quanto sto facendo sia sbagliato, devo anzi ritenere che sia forse la cosa più giusta. Ci sono due serie di motivi che mi inducono a pensare quanto sopra. In primo luogo esiste un modo differente di concepire la gestione dell'ente e l'attività dell'esecutivo che non sempre si possono giustificare con la diversità che esiste tra "l'essere tecnici " e "l'essere politici": alla fine tutto si riduce, per quanto mi concerne, alla mancanza di un gruppo consiliare che possa supportare certe scelte ed all'apprezzamento soltanto verbale (virtuale) di certe idee. Una seconda serie di motivi, che definirei di carattere "soggettivo" ma strettamente correlati con i primi, mi fanno credere che non c'è il giusto rispetto per la carica che mi è stata assegnata le cui funzioni non possono essere soltanto quelle di sostituire il Sindaco in adempimenti meramente burocra­tici, ma anche quello di rappresentarlo pubblicamente. Alcune iniziative intraprese sono state dilatate nel tempo, altre ritardate o addirittura cancellate (ordinamento degli uffici e dei servizi, proposta di modifica del regolamento di contabilità, ecc.). Non credo che si possa giustificare tutto con la "ragione politica" anche perché non ho mai rifiutato il confronto politico che talora ho addirittura invocato, purtroppo invano. La non totale condivisione delle scelte politiche sul futuro assetto da dare alla struttura amministrativa (mi riferisco all'opzione di ricorrere esclusiva­mente a collaborazioni esterne) non può non indicare in questo il momento migliore per uscire, senza che eventuali dissidi futuri possano minare il concretizzarsi di scenari già prefigurati da altri in materie pur oggetto della delega conferitami. Resta la soddisfa­zione di aver contribuito, nonostante le iniziali perplessità di qualcuno, a predisporre il bilancio di previsione 1998 che tiene conto delle aspirazioni e dei programmi delle forze politiche senza fare leva su un aumento della pressione fiscale. Al di là della scelta fatta, resta intatta la stima personale che, nel formulare auguri di buon lavoro, con la presente formalmente rinno­vo............................................................
Oria, 04.02.1998 Roberto Carucci

Oltre al fatto puramente celebrativo dell’evento in contesto, ho deciso di rinfrescare la memoria a me ed a voi amici oritani per vari motivi.
Fra gli importanti i seguenti: 1)-informare di certe “cose di politica nostrana” i fanciulli di allora che sono i giovani maggiorenni di oggi, i quali andranno a votare sia in occasione delle imminenti elezioni politiche sia alle prossime provinciali, regionali e amministrative locali. Il futuro si suol dire è dei giovani ed io aggiungo che oggi si deve costruire il futuro tenendo presente il passato per non incorrere negli stessi errori commessi da altri; 2)-aiutati da quel proverbio che recita: “QUAL MIGLIOR MEDICO DEL TEMPO PER MEDICARE LE FERITE?” molti concittadini sono portati a pensare “che forse si stava meglio prima” tuffandosi in una sorta di “revisionismo” di un periodo passato, ma non proprio lontano. Io sono del parere che Oria e con essa tutta la politica oritana ha perso una grande occasione 10 anni orsono con le dimissioni da ViceSindaco e contestuale fuoriuscita dalla Giunta guidata dal sindaco Ardito, del dr. Roberto Carucci. Nessun partito che allora sosteneva detta maggioranza mosse un dito in favore del Dr. Roberto Carucci. Non è il caso in questa sede di tessere lodi in favore di detto nostro concittadino. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo a fondo come me sa perfettamente cosa intendo dire; 3)-altri nostri concittadini sono altresì del parere che l’inizio del 2° mandato del sindaco Ardito segnò una brusca svolta verso il basso del degrado politico-culturale già esistente nella città.
Comunque, ai posteri l’ardua sentenza.

N.B.: da un attento esame della lettera di dimissioni sopra riportata appaiono evidenti alcuni “mali della politica” di allora che sono identici a quelli di oggi, anzi taluni ebbero inizio proprio a quell’epoca (esempio: abuso nel dare incarichi a collaboratori esterni).

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