martedì 24 dicembre 2013

"LO STRILLONE" NON HA CHIUSO I BATTENTI, E' VIVO E VEGETO. PAROLA DI DIRETTORE!


LETTERA APERTA, LO STRILLONE NON HA CHIUSO I BATTENTI

Caro Franco,
nei giorni scorsi ho letto come sempre con attenzione il tuo blog, ma un certo punto mi sono imbattuto in un post che mi tocca da vicino. Quello cioè nel quale il 20 dicembre scrivi di libertà d’informazione e di critica sostenendo, tra le altre cose, «Lo Strillone cartaceo, nato come quindicinale, sta avendo problemi e nel corso di quest’anno sta uscendo a singhiozzo. (oggi 20.12.2013 aggiungo che in pratica ha chiuso i battenti!)». Ho ricevuto diverse chiamate, in primis da collaboratori, amici e partner commerciali che mi chiedevano giustamente conto di questa “novità”, che ho dovuto smentire.

Ecco, non contesto il contenuto del post e comprendo la tua finalità di evidenziare come tu nel tempo sia rimasto da solo, a Oria, nel segnalare ciò che non va e non – come da qualche parte si sostiene – per il puro e sadico gusto di criticare, bensì perché le cose da te segnalate possano di volta in volta rappresentate oggetto di discussione ed essere eventualmente corrette da chi di dovere.

Non conosco le ragioni per cui gli altri da te additati nel post siano venuti meno – stanchezza, appagamento, annichilimento, aderenza al “potere”? Non so dirlo – ma posso certamente spiegare con la massima tranquillità quella che è la situazione de Lo Strillone.

Nato nel 2011 come quindicinale dall’idea di un gruppo di amici prim’ancora che di colleghi, Lo Strillone è uscito regolarmente per circa un anno e mezzo reggendosi solo ed esclusivamente sulle proprie gambe: nessun finanziamento né pubblico né privato, nessun appoggio politico, nessun pelo sulla lingua, insomma niente di niente.

Nel frattempo, la crisi si è acutizzata e abbiamo anche noi – come tutti – dovuto adottare delle contromisure: se i commercianti non spendono più come prima in pubblicità, va da sé che devi un attimo stringere la cinghia anche tu. Così abbiamo preso a uscire non ogni due settimane, ma ogni tre. Alla fine, e parliamo di quest’anno, abbiamo anche cambiato formato e periodicità: mensile.

Ci siamo ripresi e, a differenza di tanti altri, non abbiamo chiuso e non avvertiamo la necessità di chiudere. Ci sono state anche avanzate delle proposte di essere “acquistati” da qualcuno, le abbiamo valutate e alla fine siamo giunti alla conclusione – al termine di una ovvia comparazione costi-benefici-opportunità – che non valeva la pena vendersi.

Per farla breve, grazie al supporto di altri amici che hanno voluto darci una mano, si è trovato un equilibrio: oggi non ci sarebbero problemi economici – per fortuna – a uscire di nuovo regolarmente con cadenza mensile, ma siccome non si vive di sola libertà d’informazione, espressione e critica, dobbiamo a nostra volta – ahinoi – fare i conti con la realtà.

Tutti noi dello Strillone – e anche questa è una fortuna, di questi tempi – ci occupiamo di altro, principalmente di altro. Insomma, abbiamo altri lavori: chi nello stesso settore, chi in ambiti diversi dalla stampa. Ragione, questa, che ci ha indotto a mettere offline anche il sito internet che pure tante soddisfazioni – in termini di visite giornaliere – ci stava dando: meglio niente, che un portale scarsamente aggiornato.

La principale mission dello Strillone non è mai stata quella di produrre reddito, ma di fare informazione reale, senza padroni né padrini, come piace dire anche a te, e però nei limiti umani del possibile.

Le uscite a singhiozzo – come tu le definisci – derivano proprio da questo: se capita di non riuscire ad andare in stampa, dipende principalmente da motivi organizzativi personali. Ché purtroppo sembra anche normale si privilegi il dovere e poi, se rimangono tempo e modo, il piacere.

Per noi, questo è Lo Strillone: il piacere di proseguire un progetto genuino ed entusiastico. Fosse possibile, ci dedicheremmo anima e corpo h24 allo Strillone. Se il nostro periodico deve invece presentarsi come un qualcosa di raffazzonato – magari un contenitore di pubblicità o di contenuti poco approfonditi, di teorie e opinioni per riempire le colonne, come tanti se ne vedono in giro – preferiamo risparmiarci l’uscita e la magra figura.

Che decidiamo o siamo costretti, non disponendo del dono dell’ubiquità o di tempo in eccesso, a saltare un giro, non significa però che abbiamo mollato o, peggio, che abbiamo deciso di accettare supinamente il “potere”.

Ci scusiamo con i lettori e con i nostri sponsor se possiamo aver dato quest’impressione, niente di più lontano dalla realtà dei fatti.

Tanto ti dovevo, nella speranza che possa andare avanti all’infinito con il tuo blog e che possa puntare il dito contro coloro che davvero lo meritano.

Buone feste.

Eliseo Zanzarelli


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