lunedì 11 novembre 2013

A PROPOSITO DI VERDE PUBBLICO E TOPONOMASTICA DI ORIA: UN TUFFO NEL PASSATO ANCHE PER RICORDARE IL "GRANDE" PROF. MICHELE MAZZA.

Alcune immagini di V. Grande Europa tratte da Google Map (che erroneamente riporta Via Pisacane)
 Non tutti sanno l'origine del toponimo Viale Grande Europa e degli alberi di tiglio ivi dimoranti.
Dal libro del Dr. Pasquale Spina "Oria - Strade vecchie, nomi nuovi; Strade nuove, nomi vecchi", vi trascrivo qualcosa in merito:
GRANDE EUROPA (viale)
[La denominazione ufficiale che inserisce questa via tra quelle del tessuto urbano risale al 1981.
 Ha un percorso costruito artificiosamente in quanto costituito dalla traversa che unisce Via Torre S. Susanna alla Via vecchia per San Cosimo, l'attuale Via Carlo Pisacane, più il tratto di quest'ultima, che necessariamente cambia nome, fino al termine, indefinito, del centro abitato. Anche la delimitazione usata nello stradario comunale è piuttosto vaga in quanto pone il termine di questa strada in contrada Salinelle. 
Questo stratagemma fu escogitato perché si voleva rimediare ad una dimenticanza in cui erano incorse negli anni antecedenti tutte le amministrazioni. 
 Per poter capire come è nato Viale Grande Europa è necessario tornare dieci anni indietro rispetto a quando, 1981, questa strada fu denominata. Risale, infatti, al 1971 l'inaugurazione ufficiale di quello che si voleva che diventasse un immenso, lunghissimo viale alberato che unisse Oria al santuario di San Cosimo alla Macchia. 
M. Mazza, Foto P. Mangia
Questa era l'idea del Comitato Verde e del suo dinamico presidente l'ins. Emanuele Mazza (meglio coniusciuto come Michele, NdR), che allora ricopriva anche la carica di vice-sindaco. 
La Provincia aveva da poco sistemato la via vecchia per San Cosimo allargandone la sede ed asfaltandola: finalmente Oria riaveva il collegamento diretto col Santuario. Lo straordinario flusso di gente diretto verso il Santuario non poteva transitare su un'anonima strada provinciale, ma lungo un ombroso e accogliente viale alberato. 
Ipotesi validissima e suggestiva, ma di difficile realizzazione. Nessuno degli enti pubblici territoriali poteva o voleva intervenire per cui fu il Comitato verde a chiedere alle amministrazioni di città e paesi di Puglia e Basilicata il dono di alberi per il viale. L'idea suscitò un certo entusiasmo, si ebbero delle risposte positive e si scelse anche il nome per il viale: si sarebbe dovuto chiamare Viale Interregionale. 
Ci fu la cerimonia d'inaugurazione con l'intervento delle autorità e con la posa a dimora delle prime piante. Nei mesi successivi l'opera venne in effetti completata, ma come succede spesso l'impatto con la dura realtà fu tremendo: la scelta sbagliata di alcune essenze no nadatte al nostro arido clima, la problematica messa a dimora ai margini delle già strettissime banchine che poneva, spesso, gli alberi a non più di cinquanta centimetri dalla sede stradale, l'assoluta mancanza di qualsiasi cura e protezione fecero sì che nel giro di pochissimo tempo la maggior parte degli alberelli non esisteva più. 
Solo le piante in prossimità di Oria ebbero miglior fortuna e molte si salvarono: a parte della strada su cui questi alberi erano piantati, e che sarebbe stato bellissimo denominare Viale del Santuario, fu dato l'astruso nome di Viale Grande Europa.]
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Inoltre, Forse non tutti sanno che nel periodo fascista Via Latiano, per qualche anno, venne ridenominata Via Tunisi. Dallo stesso libro di Pasquale Spina vi trascrivo qualcosa riguardante i tentativi (risalenti fine anni sessanta, inizio anni settanta) di cambiare nuovamente la denominazione a Via Latiano.
[..... L'ultimo attentato al nome di via Latiano avvenne nel 1970 quando sembrava ormai cosa fatta che il nuovo nome dovesse essere quello di Viale dell'Amicizia. Prima di parlare di quest'ultimo non riuscito tentativo è necessario inquadrare brevemente alcuni aspetti della vita oritana agli inizi degli anni settanta. Oria visse in quel periodo anni particolarmente ricchi di iniziative e di successi: le numerose manifestazioni sfornate a getto continuo dall'attivissima Pro-Loco, una per tutte quella straordinaria del Torneo dei Rioni, l'esplosione del turismo religioso nel Santuario di San Cosimo alla Macchia da poco completamente trasformato grazie a mons. Alberico Semeraro, la realizzazione, sempre a San Cosimo, del Piccolo Zoo, il gemellaggio con Lorch, le Giornate Federiciane appartengono tutti a questo periodo. Questo rilancio della Città avrebbe dovuto essere seguito da un miglioramento dell'aspetto della Città che, né le instabili Amministrazioni, dal 1965 al 1970 Oria ebbe tre sindaci e un commissario, né l'impegnatissima Pro-Loco, potevano assicurare. 
Sorse così, ad iniziativa di alcuni cittadini, la maggior parte dei quali già impegnati nella vita politica
M. Mazza, Foto P. Mangia
cittadina, quello che venne definito il Comitato verde che aveva lo scopo di promuovere tutte quelle iniziative tendenti a incrementare e migliorare il verde pubblico in Oria. 
Tra le varie iniziative che il comitato intraprese la più importante fu quella di voler abbellire Via Latiano con la messa a dimora di alberi di Hibiscus al posto degli ormai radi e sbilenchi ligustri. 
L'onere economico di questa realizzazione fu sostenuto mediante una sottoscrizione volontaria da parte di quei cittadini che si dimostrarono particolarmente sensibili a questa operazione. 
Accanto ai cittadini che donano gli alberi, alcuni vengono offerti da genitori a nome dei figli, quasi l'albero fosse un banco della chiesa, vi sono persone e imprese che offrono prestazioni o materiali necessari per la realizzazione dell'opera; già sono pronte le targhe toponomastiche con la nuova intestazione che quelli del Comitato Verde vorrebbero si desse a questa strada che, a ricordo del sentimento che ha animato tutti coloro che hanno creduto nella realizzazione, non può che essere quello di Viale dell'Amicizia. 
Lavorando alacremente si riesce a completare la messa a dimora degli alberi per la primavera del 1970, giusto in tempo per far ammirare l'incipiente polìcroma fioritura degli Hibiscus anche ai numerosi turisti che accorreranno per assistere al Corteo Storico. Non resta ora che procedere al cambio della denominazione ed è questa l'unica cosa che il Comitato Verde non può fare ma, che farà senz'altro l'Amministrazione in carica sostenuta da quelle forze politiche di cui la maggior parte dei componenti il comitato fanno parte. 
Non ci dovrebbero essere problemi di alcun genere, ed invece... il bel sogno dei componenti del Comitato Verde di avere un viale in Oria dedicato all'Amicizia si infrange nella seduta del Consiglio Comunale del sei aprile 1970. Il cambio di denominazione non viene approvato per mancanza del numero legale. 
Ma il comitato non demorde: passa più di un anno, cambia ancora una volta il sindaco, ma nemmeno nella seduta del primo luglio 1971, il tanto sospirato cambio viene approvato e, questa, sarà l'ultima volta in cui si parlerà di Viale dell'Amicizia. Penso proprio che ormai il vecchio nome di Via Latiano potrà dormire sonni tranquilli.]

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