martedì 11 giugno 2013

ORIA - IL CONS. COM/LE TOMMASO CARONE INTERVIENE SULLA VICENDA ZOO SAN COSIMO.

MOVIMENTO POLITICO "ORIA È"
Non può lasciare indifferenti la querelle scatenatasi sugli organi di stampa tra il Sindaco di Oria Cosimo Pomarico e S.E. il Vescovo Vincenzo Pisanello.
Non ci lascia indifferenti e con riferimento ai toni usati, per la verità sorprendenti in ragione della levatura istituzionale dei protagonisti, e con riferimento al merito della questione e cioè ill rilievo economico-sociale e storico-culturale del Santuario di San Cosimo.
Imprudente forse il Sindaco lo è stato, ma al netto delle modalità dell'esternazione, Egli rappresenta la preoccupazione di una comunità stretta dalla crisi economica che vuole, in un momento così difficile per tutti, vedere occasioni per coltivare la speranza di un riscatto sociale e di una  rinascita economica.
Che poi la questione del giardino zoologico sia una questione privata dell'Ente Santuario è vero se tutto rimane nell'alveo del rapporto privatistico tra locatario e locatore cui S.E. fa riferimento, perché assurge a rilievo pubblico se guardiamo a tutto quanto ruota intorno al Santuario.

Senza volere minimamente, e ovviamente, entrare in questioni di fede e di tutela e cura dei fedeli,  non può negarsi come le attività economiche e le strutture che erogano pubblici servizi i comunque aperte al pubblico presenti nell'area del Santuario abbiano sicuramente  una rilevanza sociale ed economica assolutamente non trascurabile.
E ciò è avvenuto grazie alla collaborazione istituzionale fra l'autorità statale e quella religiosa, che consentì la creazione del giardino zoologico e che poi ha garantito la dotazione di importanti infrastrutture, anche con il fondamentale contributo di cospicui fondi pubblici ed il generoso contributo di cittadini e fedeli.
Ebbene, a questo spirito collaborativo auspicherei si tornasse per non fare dell'area e delle attività del Santuario un fortino da difendere o da conquistare a seconda della prospettiva dalla quale si muove.
Anzi, ad una espressa e forte integrazione di spirito e di ruoli si deve assolutamente venire per garantire che le attività economiche dell'area del santuario non rimangano come cattedrali nel deserto e si riesca finalmente nello scambio virtuoso fra Santuario e Città dei flussi e delle presenze di turisti e di fedeli con grande e reciproca soddisfazione.
E' vero che da troppo tempo sono aperti in Oria cantieri, troppo a rilento vanno i lavori che stanno ritardando oltremodo i tempi per la riconsegna alla città di spazi e piazze, discutibili sono gli stessi risultati che ad oggi hanno deluso i più: e tuttavia, pur se è vero che l'amministrazione comunale ne porta ovviamente delle responsabilità, non possono essere ragione di dissidio e di contrasto dirimenti, a meno che non costituisca pretesto per rivendicazioni ben più importanti.
Il problema non è chi deve assumere chi, né interessa allo scrivente così come credo non interessasse al Sindaco, ma lavorare insieme per costruire occasioni di occupazione giovanile nel rispetto assoluto dei ruoli, di quelli privati come di quelli pubblici.
Tanto importante è anche il dato storico-culturale determinato dalla presenza del Santuario, da avere contribuito alla stessa identità cittadina e a un forte legame religioso, ed anche laico, tra fedeli e cittadini e luoghi sacri.
La piccata replica di S.E. il Vescovo, quand'anche giustificata dalle esternazioni del Sindaco, vorremmo fosse rivisitata alla luce di tali argomenti che peraltro il Sindaco ha pure, sebbene parzialmente, rappresentato.
Ed in ultimo S.E. il Vescovo vorrà avere la compiacenza di valutare come l'intera area del Santuario, e di quella connessa del giardino zoologico, abbia una grandissima capacità di attrattiva turistica così come altra grandissima capacità di attrattiva turistica ha il Castello(!): dopo il Castello anche il Santuario?
Non possiamo consentire che la Città continui a perdere occasioni, che la Città sia alienata da formidabili chances di sviluppo a causa di comportamenti e per situazioni di cui i cittadini, primi danneggiati da tutto ciò, non hanno colpa alcuna.
Vorremmo quindi che del Santuario si parlasse e di discutesse con animo pacato ma con ferma risoluzione per garantire alla Città ragioni di sviluppo economico e progresso sociale: è per questo che proponiamo di mettere mano alla preparazione e al varo di una conferenza programmatica che veda la presenza e il contributo delle istituzioni politiche e religiose, degli operatori economici, dell'associazionismo cittadino e del terzo settore per cercare di dare alla questione la centralità e le soluzioni che merita.
     Per il Movimento “Oria è”  
                                        Il consigliere comunale Avv. Tommaso Carone

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