giovedì 20 dicembre 2012

IL CONSIGLIO DI STATO CONDANNA IL COMUNE DI ORIA A PAGARE CIRCA 100MILA EURO, PER UN QUALCOSA CHE, SECONDO I CONSIGLIERI DI MINORANZA, SI POTEVA FORSE EVITARE.


A seguito di due dettagliati servizi (cliccare QUI e QUI) pubblicati nei mesi scorsi dal giornale Lo Strillone, siamo stati informati di questa ingarbugliata vicenda, che va avanti da molti anni e la cui ultima tappa (almeno in ordine di tempo) è stata segnata da una recente sentenza del Consiglio di  Stato che ha condannato il Comune di Oria al pagamento di circa 100mila euro.

Orbene, proprio a seguito  dell'attività di informazione del suddetto periodico, nel mese di maggio, i sei consiglieri di opposizione hanno presentato una interrogazione al sindaco Pomarico (il quale li ha praticamente ignorati, non avendoli degnati finora di un sol rigo di risposta), nella quale, fra l'altro scrivono: [.....che potrebbe sembrare all’opinione pubblica, se non adeguatamente informata, che l’attuale Amministrazione Comunale di Oria, con riferimento alla delicata questione che ci occupa, non abbia esercitato in maniera sufficiente ogni azione volta alla tutela del proprio patrimonio, il che risulterebbe particolarmente grave in un periodo in cui (la S.V. lo va ripetendo ad ogni occasione) le casse comunali sono vuote e le tasche dei contribuenti sono messe a dura prova dalle continue manovre fiscali....]

Che dire? Tanto e niente ..... in presenza di tanto materiale e tanta carne messa a cuocere. Sinceramente devo far rilevare che, almeno per quanto mi riguarda, non mi riesce difficile condividere totalmente il contenuto di detta INTERROGAZIONE, anche in considerazione del fatto che il Consiglio di  Stato   ha ignorato le motivazioni addotte da una persona interessata (Michele Mangia), in quanto il suo intervento ad  opponendum era pervenuto oltre i termini consentiti dalla normativa e quindi inammissibile.

Concludo col dire che ho motivo di ritenere che di questa faccenda si parlerà ancora ... e non solo su internet, per varie ragioni ......  e mi fermo qui .... per il momento.

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