martedì 27 novembre 2012

ORIA - IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO METRANGOLO: "CHI PARLA DI RINVIO A GIUDIZIO O ADDIRITTURA DI VOTO DI SCAMBIO E' IN MALAFEDE O, FORSE, LO FA PER EQUIVOCO....."

Premetto che il comunicato stampa qui riportato (e pubblicato su vari spazi web oritani) non mi è stato inviato dall'interessato. Ho ritenuto comunque opportuno pubblicarlo per dare voce al diretto interessato, con lo stesso spirito col quale ho riportato una settimana fa la notizia apparsa su due giornali quotidiani di questa provincia, nonchè il comunicato dei partiti di opposizione di Oria, che hanno chiesto le dimissioni di Metrangolo da Presidente del Consiglio Comunale.


da Lo Strillone online :
[Chi parla di rinvio a giudizio, o addirittura di voto di scambio (che è un reato diverso previsto per le associazioni politico-mafiose) è in malafede o, forse, lo fa per un equivoco perché io non sono stato mai rinviato a giudizio e nessun giudice è stato mai interessato alla vicenda che, oltremodo, è stata riportata in maniera distorta dai giornali considerato che è partita da un esposto anonimo (e non firmato) e le indagini non hanno reperito un solo elemento di prova e di colpevolezza degli indagati: almeno 5 dei 7 sventurati indicati nell’esposto anonimo non sanno neppure come è fatto un buono di benzina. Si è scritto che sarebbero stati dati buoni di benzina per circa 200 euro e non è vero, perché ne sono stati acquisiti ben 268 (dal 1 gennaio al 1 giugno 2011, utilizzati dai mezzi impiegati dalle forze dell’ordine in occasione dell’emergenza profughi accolti presso il campo allestito sulla Provinciale Oria Manduria in quel periodo) e di questi solo 1 (UNO) hanno voluto attribuirlo ad un tale Memmola Roberto che non ha mai visto un buono di benzina e che neppure conosco. Nei miei confronti sino ad oggi ha deciso tutto il Pubblico Ministero che rappresenta solo una parte del processo, e cioè rappresenta soltanto l'accusa. Ora, finalmente, questa richiesta dell'accusa dovrà essere valutata da un Giudice e solo allora, se dovessi essere condannato, mi dimetterò. Tuttavia, vista la infondatezza delle accuse e delle lettere anonime sulle quali è basata, non credo si presenterà mai questo problema e, quindi, perché dovrei dimettermi ora? Sono sereno e sono anche innocente e lo dimostrerò facilmente nel corso del giudizio perché a me hanno sempre insegnato che esiste una garanzia a tutela dei cittadini, rappresentata dalla figura del Giudice che, appunto, giudica e valuta le richieste del Pubblico Ministero, cioè dell'accusa, ma solo dopo avere valutato anche le ragioni della difesa quando, quest’ultima, viene posta nelle condizioni di dimostrare il contrario di quello che pensa il Pubblico Ministero. Respingo al mittente qualsiasi strumentalizzazione della vicenda. 
Il presidente del consiglio comunale Antonio Metrangolo]

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