sabato 8 settembre 2012

ORIA - LA VICENDA NOMINA REVISORI DEI CONTI SECONDO LA STAMPA.

ORIA - Roberto Carucci è stato nominato presidente ma il più suffragato dai consiglieri è stato Roberto Gianfrate. - «Guerra» sui revisori dei conti con colpi bassi e qualche sorpresa. Una specie di partita a poker tra maggioranza e opposizione.
ORIA - Consiglio Comunale travagliato quello che l’altro ieri ha condotto finalmente - dopo una seduta rinviata e l’azzeramento della giunta, ancora da ricostituire - all’elezione del collegio dei revisori dei conti: Roberto Carucci, presidente, Roberto Gianfrate e Silvia Conte, componenti. Questo l’esito di una maratona, caratterizzata da colpi di scena e polemiche. Tutti presenti i supporter dell'amministrazione guidata da Cosimo Pomarico; assente solo Lino Spina, colpito da un lutto familiare, per la minoranza.
I primi due punti all'ordine del giorno sono affrontati e liquidati in surplace. Quando si arriva al terzo punto, il primo colpo dì scena: uno dei papabili, Pierangelo Putignano, nelle grazie di parte della maggioranza e dell'opposizione, con un fax delle 15,24 aveva ritirato la sua candidatura. Fuori dai giochi uno dei favoriti della vigilia, spuntano tre nuove proposte, che si aggiungono alle auto-candidature dei mesi scorsi: Alessio Epicoco, indicato da Cosimo Ferretti (Io amo Oria), Silvia Conte,
indicata da Emilio Pinto (Pd), e Roberto Gianfrate, indicato da Tommaso Carone (Oria è). Il terzetto, con unica sorpresa, Epicoco, rispetto ai nomi circolati nei giorni passati, concorre con: Giuseppe Salonna; Roberto Carucci; Beniamino Pozzessere; Fabio De Angelis. Ciascuno dei consiglieri è chiamato a esprimere due preferenze tra i candidati in lizza.

Prima di procedere a votazione - all'unanimità - si decide che: sulla scheda non sarebbe stata apposta alcuna preferenza in ordine alle cariche di presidente o componente; il più suffragato tra i candidati, compatibilmente con i requisiti professionali, avrebbe ricoperto la carica di presidente; in caso di parità di voti, avrebbe prevalso il candidato con la maggiore anzianità d'iscrizione nell'albo professionale d'appartenenza. Gli uomini di Pomarico giocano sul velluto: il centrodestra non ha i numeri, è apparentemente facile l'elezione dell’intero collegio da parte della maggioranza. I quattro dell'opposizione - Pino Carbone (Impegno sociale). Ferretti e Angelo Mazza (Io amo Oria), Ermanno Vitto (Pdl), con Antonio Farina (Impegno sociale) sempre più vicino alla linea dell’amministrazione - s'inventano una giocata da pokeristi consumati.
La proposta di Epicoco é soltanto un bluff: non riceverà alcun voto. La minoranza, infatti, indica da una parte Pozzessere, dall'altra Gianfrate, uno dei candidati della maggioranza. Cosi, quando il presidente del consiglio Antonio Metrangolo (Noi centro) e i due scrutatori delegati - Vitto da una parte, Fullone dall’altra - procedono allo spoglio, dall’urna spunta l’ennesimo colpo di scena: Gianfrate 12 preferenze; Carucci 9; Conte 7, Pozzessere 4. L’abaco della maggioranza va in tilt: i conti - è proprio il caso di dirlo - non tornano. Metrangolo proclama eletti i primi tre, con il più suffragato Gianfrate presidente, ma c’è un problema: Carucci, iscritto unicamente nell’albo dei revisori contabili, può fare soltanto il presidente, come evidenziato da Mazza. Cosa fare, cosa non fare? Sospensione di mezz’ora, poi diventata un’ora, durante la quale il sindaco e i suoi cercano una soluzione.
Rientrati in aula, cambia tutto. Metrangolo torna sui propri passi e legge una proposta di deliberazione che rovescia le carte in tavola: presidente è Carucci, componenti Gianfrate e Conte. La legge non prevede espressamente che il più suffragato debba presiedere il collegio, la spiegazione.
A questo punto l’opposizione insorge: “È una vergogna”. Segue un acceso botta e risposta tra Metrangolo e Ferretti, messo a tacere, per il quale: “È stata scritta la più brutta pagina di questo consiglio comunale”. Alla fine il centrosinistra delibera a maggioranza la nuova composizione del collegio dei revisori. Rimarrà in carica per tre anni, salvo ricorsi, esposti e ulteriori colpi di scena. (Fonte Gazzetta del Mezzogiorno del 6.9.2012 - Eliseo Zanzarelli)

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