sabato 28 luglio 2012

IL PRESIDE COSIMO MAZZA A PROPOSITO DELLA CHIUSURA DEL CASTELLO DI ORIA E DELLO ZOO DI SAN COSIMO ALLA MACCHIA.

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L'appassionata lettera aperta, indirizzata al defunto Mons. Alberico Semeraro, vescovo di Oria dal 1947 al 1978 , nonchè a varie autorità e cittadini oritani, così termina:

"Non mi pare che si possa tollerare, caro don Alberico che un privato - sia pure il legittimo proprietario -, approfittando di lavori di risanamento e ristrutturazione, stravolga l’immagine di un monumento nazionale (il castello di Oria, NdR), testimonianza di diversi periodi della storia non solo di Oria, ma dell’Italia e dell’Europa intera. Come non si può tollerare che l’Autorità religiosa locale consenta di distruggere impunemente testimonianze eloquenti del nostro passato o di sopprimere uno dei pilastri fondamentali del nostro turismo, senza che nessuno abbia nulla da eccepire perché "è proprietà privata ”, come si può leggere nel foglietto pubblicitario dell’Amministrazione Comunale.
Mi pare che si possa rilevare come oggi vi sia troppa miopia, in contrasto con la lungimiranza di ieri. Col passare del tempo, però, gli oritani hanno imparato a cogliere la differenza e a valutare: mentre condannano la pochezza dei nostri giorni, manifestano un sempre più convinto apprezzamento per chi, tra l’aspirazione alla carriera e la trasformazione della nostra realtà, preferì quest'ultima e ad essa dedicò il suo impegno e gli averi propri e della famiglia.
Non aggiungo altro, caro don Alberico. Prima di salutarti, ti rivolgo una sola preghiera: dalla tua posizione cerca di proteggere il nostro Santuario, perchè continui ad essere centro di spiritualità e di preghiera, e non perda l'aureola che si è guadagnato col favore dei Santi Medici e con la paziente opera di alcuni pastori di questa nostra diocesi.
Ringraziandoti per l’ascolto, ti porgo deferenti saluti.
Oria, 30 giugno 2012.
Cosimo Mazza"

(Distribuzione gratuita)

N.B.: Nell'estate 2007 il preside Mazza ebbe a scrivere un'altra lettera aperta, indirizzata al suo nonno paterno, in occasione dell'acquisto del castello da parte della Borgo Ducale srl.

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