domenica 11 marzo 2012

LA GRANDE UTILITA' DI UN ARCHIVIO: POTER DARE DEL BUGIARDO O DELL'INCOERENTE A QUALCUNO A DISTANZA DI TEMPO.

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Come prevedibile, il mio post sulla vendita del castello di Oria tramite un'agenzia immobiliare online di lusso, ha dato la stura ad una serie di articoli pubblicati sui quotidiani di questa provincia, nonchè a reazioni da parte di soggetti interessati. Infatti, ieri è apparso un primo articolo su Senzacolonne, mentre oggi nuovamente sullo stesso giornale, nonchè sul Nuovo Quotidiano di Puglia (a firma di F.sca D'Abramo) e sulla Gazzetta del Mezzogiorno (anonimo di redazione, il quale a differenza degli altri giornalisti ha preferito non citarmi).

Tornando al titolo di questo mio post vi invito a leggere quanto appresso, riservandomi di tornare in qualsiasi momento sull'argomento castello, ogni qualvolta sento la necessità, avvalendomi dell'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948: "Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere."
Nell'occasione lancio un appello rivolto a quanti conoscono bene la lingua inglese al fine di tradurre i miei scritti e pubblicarli in bilingue, affinchè possano leggere anche i potenziali acquirenti stranieri del castello, in considerazione del titolo dell'odierno articolo della Gazzetta del Mezzogiorno: "AAA, castello ristrutturato di recente si vende al miglior offerente (straniero)"

[Giuseppe Romanin, proprietario del castello di Oria: "Il restauro è costato ben 5 milioni di euro e abbiamo fatto tutto senza alcun contributo di denaro pubblico. Vogliamo che il nuovo castello di Oria rispetti in pieno la tradizione, ciò che è stato e ciò che significa per la gente del posto. Di certo non diventerà una banale sala per ricevimenti, anche perché abbiamo a soli 30 chilometri di distanza una struttura che fa la stessa cosa, Borgo Ducale, sarebbe assurdo quindi farci concorrenza! Pensiamo più a convegni ed eventi culturali in generale che possano arricchire la comunità.
Per farlo abbiamo reso fruibile anche quella zona che prima era interdetta al pubblico perché residenza privata. Anche l'accatastamento è cambiato: da dimora privata ad attività economica. Cosa mi ha spinto in questa impresa? Beh, per essere un castello originale, 8 milioni di euro non sono poi così tanti, se pensiamo che ci sono ville in Sardegna che costano molto di più! Anche ristrutturarlo e rivenderlo poteva essere un'attività fruttuosa. Ma non è quello che intendiamo fare, perché è come se la storia che si respira qui ci sia entrata dentro... Alla sera ho quasi difficoltà a tornare nella mia casa a Brindisi, vorrei rimanere qui. Questo è un castello vero, non qualcosa che vi assomiglia. La passione mi ha spinto a fare questo passo, ora che il sogno si è avverato, io posso uscire di scena. Castel d'Oria è infatti un regalo che ho fatto a mia figlia Emanuela, sarà lei a gestirlo e ad occuparsene d'ora in poi."(Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia del 9 nov. 2010)].

[Giovanni Colonna, segretario della Direzione Castello di Oria: ".... un progetto imprenditoriale ben preciso, in cui una fetta importante è la valorizzazione del territorio e la sua crescita. Si basa su tre cose la nostra idea di Castel d'Oria: turismo, convegni e iniziative culturali e anche ricevimenti. Ci è stato impedito di portare a termine il nostro progetto a causa di lungaggini burocratiche. Ora quindi, la possibilità della vendità è un'ipotesi anche perchè i costi gravano sulle altre aziende di famiglia. ......."(Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia dell'11.3.2012]
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