martedì 20 dicembre 2011

E SE A PAGARE FOSSE CHIAMATO CHI SBAGLIA?

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Il consigliere comunale Angelo Mazza titola il suo ultimo articolo sul blog personale con "E SE L’AVVOCATO SE LO PAGASSERO LORO? ", riferendosi ai consiglieri comunali di maggioranza (quelli pre-sentenza del Tar di Lecce, sindaco compreso) che si apprestano a ricorrere al Consiglio di Stato avverso la decisione dei giudici leccesi di togliere il premio di maggioranza attribuito nel giugno scorso dalla Commissione Elettorale Centrale, presieduta dal giudice Palmieri (nella foto di T. Carbone, qui pubblicata).

Nella sentenza del Tar si legge:
[In definitiva, l’Ufficio elettorale centrale ha sbagliato ad attribuire alle liste collegate al candidato Sindaco eletto Cosimo Pomarico il premio di maggioranza previsto dall’art. 73, 10° comma, prima parte del d.lgs. 10 agosto 2000, n. 267, avendo le liste collegate al candidato Sindaco sconfitto Giuseppe Carbone superato il limite del 50% dei voti di lista validamente espressi (in particolare, avendo conseguito n. 4.923 voti che superano il limite di 4.887 voti che rappresentano il 50% più 1 dei voti di lista validamente espressi, complessivamente pari a n. 9.773); di conseguenza, gli ultimi due seggi attribuiti alle liste collegate al candidato Sindaco eletto Cosimo Pomarico (in particolare, agli ultimi due Consiglieri eletti Sigg. Antonio Fullone e Pietro Pasulo) devono essere attribuiti ai primi due non eletti delle liste collegate al candidato Sindaco sconfitto Giuseppe Carbone e, quindi, ai ricorrenti, Sigg. Antonio Monticelli ed Egidio Conte. In questo senso deve pertanto essere corretto il risultato elettorale; sussistono ragioni per procedere alla compensazione delle spese di giudizio tra le parti.]

A questo punto mi/vi pongo una domanda: "E' giusto che i ricorrenti debbano sopportare spese legali per errori altrui? Il classico detto: "al danno si aggiunge la beffa"! Non solo sono stati privati di svolgere il ruolo di consigliere comunale come stabilito dalla legge, dalla volontà degli elettori e per ultimo dal Tar di Lecce, adesso si vedono costretti anche a pagare le spese legali .... e magari sopportarne di altre per il conseguente iter presso il Consiglio di Stato, a causa di ricorso che sarà presentato dai sodali di Pomarico, come preannunciato ieri dal medesimo a Telerama e dal consigliere Tommaso Carone durante i lavori del consiglio comunale."
Sarebbe più giusto far pagare le spese legali (almeno dei ricorrenti) ai componenti la Commissione Elettorale Centrale, la quale a dire del Tar di Lecce ha sbagliato?

Scrive il dr. Angelo Mazza nel suo articolo:
[A questo punto è legittimo chiedersi: come sarà pagato l’avvocato per una causa che si preannuncia costosissima? Semplice: con i nostri soldi, cioè con quelli dei contribuenti oritani. Ma è corretto tutto ciò? A Cagliari, dove si è verificata una situazione analoga, il capogruppo del PDL Giuseppe Farris si era così espresso con riferimento alla costituzione del Comune dinnanzi al TAR: «Una scelta illegittima e, a mio avviso, illecita. Così si profila il reato di abuso d’ufficio. L’Avvocatura del Comune dovrebbe costituirsi in giudizio per tutelare l’interesse della collettività, ma in questo caso è solo l’interesse di una parte: l’interpretazione dei risultati data da un ufficio elettorale non è un interesse diffuso». ]

Sono del parere che se si verificherà effettivamente quanto paventato dal Dr. Mazza qualcuno (o in molti) dovrebbe (ro) inoltrare denuncia per abuso d'ufficio contro chi si difenderà con i soldi dei contribuenti oritani.
E, rimanendo in tema di codice penale, forse non sarebbe sbagliato denunciare il sindaco Pomarico per il reato di abuso d'ufficio per la palese illecita nomina dello staffista (ricordate? L'inventore della -bambola dalle gambe di mollica-).

Rivolgo una domanda al Dr. Palmieri (chissà .... magari mi legge). La domanda è la seguente: "Se potesse tornare indietro di sei mesi rifarebbe lo stesso errore? " A mio parere sarebbe stato meglio decidere di non attribuire il premio di maggioranza a Pomarico. D'altronde una sentenza del Consiglio di Stato non è legge e non era obbligato a tenerne conto. In tal caso a fare ricorso al Tar sarebbero stati eventualmente i sodali di Pomarico.
Inoltre, particolare da non trascurare, anche la composizione della Giunta poteva essere diversa in considerazione del fatto che diversi sarebbero stati i nomi dei "primi non eletti" nell'UDC e in NOI_CENTRO. Pietro Pasulo non sarebbe stato nominato Consigliere e pertanto poteva essere nominato assessore per evitargli un trasferimento al nord.

Una curiosità: mi è stato riferito che il giudice Palmieri a breve cambierà ufficio, andrà a lavorare presso il TAR (forse quello di Bari), ragion per cui non presiederà più la commissione elettorale centrale e non rischierà più di sbagliare nell'attribuzione di seggi elettorali (Tar di Lecce dixit).

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