mercoledì 14 dicembre 2011

C'ERA UNA VOLTA UN GRAN BEL PRESEPE AD ORIA. (a cura dell'arch. Alessio Carbone)

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C‘era una volta un gran bel presepe ad Oria.
Io ho incominciato a vederlo da piccino e ogni anno aspettavo di rivederlo perché sennò proprio non mi sembrava Natale.
Era come andare a teatro, tutti in platea, sul palco una grandiosa scenografia. Una collina con speroni rocciosi affioranti, piccoli tortuosi sentieri , ulivi, e poi i pastori le pecorelle, i contadini, gli Angeli, e la Grande Famiglia come silenziose ombre tremanti al fioco candore delle torce.
Tutto era semplicemente luce. Dal buio, sotto un cielo stellato e l’aria pungente si componeva uno straordinario affresco il cui punto di fuga culminava con uno controluce che stagliava la figura di Giuseppe che sollevava al cielo il Figlio di Dio.
Ti sentivi il cuore in gola.
Non era una sagra, alla maniera dei tantissimi presepi viventi che si possono visitare in giro.
Non era una banale rappresentazione del folclore.
Ad Oria nasceva Gesù e a noi veniva concesso in gran silenzio di assistere a quel miracolo come spettatori privilegiati.
Qualcuno osava dire: ma è sempre la stessa cosa!
Certo! Se vai a teatro e vedi l’Aida è sempre la stessa storia. Ma cambiano l’esecuzione, i tempi, il nostro animo.
Lo vedi quando sei bambino e lo percepisci in un modo, lo rivedi da grande e ti sembrerà certamente diverso.
Gesù rinasce ogni anno da 2012 anni.
Ad Oria certamente accadeva qualcosa di magico e i nostri bambini non lo sanno più.
Ad Oria un Ebreo, nasceva tra gli Ebrei, proprio sulla collina che culla tra gli ulivi le dormienti spoglie di quegli ebrei che vissero ad Oria e contribuirono a renderla grande. Forse anche questo è un particolare magico che a molti sarà sicuramente sfuggito.
Arch. Alessio Carbone

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