lunedì 31 ottobre 2011

LA DILIGENZA CHE NEL 1888 COLLEGAVA ORIA A MANDURIA RECAVA LA SCRITTA "L'INVIDIA CREPI E LA FORTUNA TRIONFI" (JANET ROSS, STUDIOSA BRITANNICA)

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Segue da: precedente articolo (Janet Ross).

Ed ecco come Oria fu fondata dai Cretesi tre generazioni prima della caduta di Troia; Troia fu bruciata novecentodiciassette anni prima di Cristo; aggiungete novanta a novecentodiciassette, ed è chiaro che Oria fu fondata mille e sette anni prima di Cristo. Omero, Erodoto, Esiodo e Newton (Sir Isaac) tutti furono da lui citati, e se io fossi stata di opinione che una generazione oltrepassasse i trent'anni, allora la fondazione di Oria diveniva così antica da ritenersi favolosa; ragguagli del resto non ero disposta a confutare. Seppi poi che il mio erudito aveva tratto quelle informazioni da un libro dilettevole: "Della Fortuna di Oria" di Don Gaspare Papatodero, stampato nel 1715, per cui egli non aveva fatto che aggiungere centodieci anni per arrivare coi suoi calcoli sino all'epoca presente.

Ci recammo a piedi dalla stazione fin sopra alla città, onde poter ammirare con tutto comodo il superbo castello fabbricato da Federico II nel 1227, sulle rovine di un'antica fortezza. Questo castello è la sola piazza forte che possa menar vanto di aver tenuto testa con successo al biondo figliuolo. Quando Manfredi si fu impossessato di Guardia Lombarda, spaventando Papa Alessandro IV ed i suoi Cardinali residenti a Napoli, sino al punto che questi dovettero disporre che la flotta si tenesse pronta a partire in ogni momento, ricevette nuove dalla Terra d'Otranto che il suo rappresentante e cugino Manfredi Lancia era ivi disfatto.
I Brindisini avevano assediata e presa Nardò, uccidendo buona parte degli abitanti e dei soldati del Lancia.
Brindisi, Oria, Mesagne, Lecce ed Otranto erano tutte in aperta ribellione alla casa Sveva; per cui Manfredi si frettò a ritornare rimettendo l'ordine dappertutto meno che però ad Oria.
Un Bastione non era appena caduto, che un altro se n'alzava nell'interno; le sue torri mobili gettavano fuoco su chiunque si avvicinasse al castello, sicché Manfredi decise di ridurre Oria con la fame. La città oppose vivacissima ed ostinata resistenza; ma avrebbe finito forse coll'arrendersi, se in quel tempo Papa Alessandro IV non avesse mandato un suo legato, il cardinale Ottaviano degli Ubaldi in Capitanata, con grande forza armata; per cui Manfredi fu costretto ad abbandonare L'assedio e correre a trincerarsi in Lucera, dove riunì le sue truppe Germaniche e Saracene per tenere fronte all'esercito del Papa.

(...) Il castello è di forma triangolare con uno spiazzo immenso, e due torri circolari, ed una delle quali mezza distrutta. È circondata da una fila doppia di bastioni con quarantacinque piccole torri, ed occupa tutt' intera la sommità di una delle due colline; sulle quali è costruita la città.
(...) Mi ricorderò sempre dell'allora sindaco di Oria, Luigi De Angelis, perché mi parve l'incarnazione del moto perpetuo.
Mandammo a casa sua per avere le chiavi della "Torre dello Sperone" onde godere di lassù la meravigliosa vista dei due mari, ma egli era "fuori a passeggiar". Ci trattenemmo e prendemmo molto tempo, aggirandoci per le strade pittoresche, piene di balconi ed archi graziosissimi, e ci recammo a visitare la cattedrale piuttosto importante, ma deturpata dai restauri e dalla calce. Nella cripta vi sono delle nicchie con parecchi scheletri di appartenenti a confraternite, qualcuno adorno da appassite ghirlande di fiori, in guisa da suscitare come di uno spettacolo macabro.
II panorama, visto dalla piazza, proprio in fronte alla chiesa, è incantevole. Voi vedete tutta la campagna smaltata di verde, picchettata dalle bianche masserie, e dalle macchie rosee di fiori di mandorli e dei peschi; Manduria in lontananza e sopra tutto questo stendersi un cielo dal più puro cobalto.
Ritornammo dal sindaco per la chiave, ma il sindaco passeggiava ancora; e quando tornammo da Manduria, trovammo che era uscito a passeggiare in carrozza!
Intanto sotto alle mura del castello è stato costruito un bel giardino. Pini, lauri, cipressi, abeti, eucalyptus crescono rigogliosi, festonati da rose e da grappoli di lillà; vi sono gardenie, viole a ciocche e vainiglie; un vero giardino di Armida!
La diligenza che fa servizio da Oria a Manduria, è un veicolo affatto originale; altissimo da terra, è invece basso di copertura; dipinto di color giallo canarino, pieno di ornati sulla parte posteriore, fra cui è scritto in cubitali lettere nere: "L'invidia crepi e la fortuna trionfi".


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