sabato 17 settembre 2011

LA SUPERIORA DELLE SUORE DEL DIVINO ZELO SMENTISCE L'IPOTESI DI VENDITA DEL CONVENTO DI "SAN BENEDETTO"

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Gentilissimo Sig. Franco ARPA,
a proposito dell’articolo del 13 settembre 2011
[RUMORS: IL CONVENTO DELLE MONACHE BENEDETTINE DI ORIA A BREVE POTREBBE DIVENTARE ALBERGO PERTINENZA DEL CASTELLO.]
Devo congratularmi per la ricchezza di fantasia ma devo smentire quanto scritto perché mai da parte della Comunità Religiosa vi è stata la volontà o la richiesta di vendere.

Preciso che le Monache Benedettine mancano da Oria da un secolo e le Suore Figlie del Divino Zelo che attualmente gestiscono la struttura sono presenti dal 1909, da quando Sant’Annibale Maria Di Francia l’acquistò per le orfane scampate al terribile terremoto del 28 dicembre 1908 a Messina.

Da allora noi Suore, pur tra tante difficoltà, abbiamo accolto, curato ed educato tanti bambini/e e non abbiamo interrotta l’attività mai, neanche per un giorno.

La struttura attualmente si configura come Comunità Educativa per Minori, in questo momento accoglie pochi minori ma è sempre aperta e disponibile ad accoglierne altri in situazione di disagio inviati dai Tribunali Minorili o dai Servizi Sociali.

L’Equipe socio-educativa anche quest’anno è al servizio dei minori affidati nelle due Comunità “Gardenia e Nazarena”, mentre sta lavorando per la prossima apertura di un Gruppo Appartamento “madre-bambino” per il quale si è in attesa delle autorizzazioni da parte degli Organi Competenti.

A tale scopo si è resa disponibile la struttura ad accogliere gestanti e madri con figli a carico in difficoltà con l’obiettivo di rispondere sia ai bisogni materiali immediati che a quelli psico-educativi tanto delle giovani madri che dei minori.

Consapevole di questa responsabilità, la Comunità Religiosa “Suore Figlie del Divino Zelo” e l’“equipe tecnica” hanno promosso il 16 maggio u.s. all’interno della propria struttura, un convegno, patrocinato dagli Enti Locali e accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia, sul tema: “La metodologia di rete nella progettazione dei piani d’intervento sui minori”.
Destinatari sono stati - oltre le comunità delle Figlie del Divino Zelo e dei Padri Rogazionisti di Oria - gli assistenti sociali e gli educatori che operano nelle Province di Brindisi, Taranto e Lecce.
Il programma si è avvalso di relatori responsabili delle Istituzioni: il Presidente dell’Ambito Territoriale n.3, il Sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Taranto, il Giudice del Tribunale per i Minorenni di Lecce, un esperto in politiche di Welfare–Coordinatore dell’Osservatorio Sociale di Brindisi–Coordinatore del Centro Risorse per la famiglia, uno psicoterapeuta – Dottore di ricerca in scienze dell’educazione, un docente di Metodologie e tecniche della progettazione sociale- Giudice onorario del Tribunale per i Minorenni di Taranto.
Alto è stato l’interesse dei partecipanti, oltre 130, entusiasta l’accoglienza, occasione di conoscenza ed apprezzamento per il C.E.M.: “Comunità Educative per Minori: Nazarena, Gardenia, Perla”, Oria (BR) Via Castello 28.

Per quanto su menzionato e prima di diffondere notizie, che non corrispondono a verità, la prego Sig. Franco Arpa di aggiornarvi e colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.

SUORE FIGLIE DEL DIVINO ZELO
Via Castello, 28 Oria (Br)
La Superiora Suor Delia Urso
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Ringrazio Suor Delia Urso per questo Suo prezioso contributo. Tengo comunque a precisare che la mia non era notizia bensì "rumors" (equivalente di voci non confermate, pettegolezzi), alimentate, probabilmente, da qualcuno che ha appreso che il mese scorso un'educatrice, con contratto a tempo indeterminato, dopo cinque anni di lavoro, ha ricevuto una lettera di licenziamento, motivata dalla mancanza di lavoro dovuta all'assenza di bambini nell'istituto. Inoltre, non può essere considerata pura fantasia la circostanza che per la sua ubicazione il convento può essere entrato nei progetti di qualche imprenditore, al fine di realizzare una struttura ricettiva di una certa portata, di cui la città è priva.

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