domenica 14 agosto 2011

ORIA - CHIESA MADONNA DELLA SCALA DEL '300 FAGOCITATA DA MEGA PANNELLI FOTOVOLTAICI.

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PREMESSO che sono socio ArcheoclubItalia;
INFORMO CHE:
- Il Comune di Oria ha imposto che lungo il perimetro dell’impianto dovrà essere messa a dimora una barriera di alberi di altezza idonea a minimizzare l’impatto visivo dall’esterno dell’area.
- La Regione Puglia - Area Politiche per l’Ambiente, le Reti, la Qualità Urbana - Servizio Urbanistica, per quanto attiene gli aspetti paesaggistici, ha rilevato che l’area oggetto interessata dalla installazione della centrale fotovoltaica ricade in un Ambito Territoriale Esteso di tipo “E” di valore normale non sottoposto a tutela diretta dal P.U.T.T./P e che in merito alla realizzazione delle aree interessate dall’installazione dei pannelli fotovoltaici, si prescrive di non realizzare l’impianto di illuminazione esterna perimetrale, di ridurre l’altezza della recinzione ad una altezza massima di 1,50 mt. e di adottare, come misura di mitigazione dell’intervento, l’impianto di siepi perimetrali con essenze autoctone quali viburno-timo, corbezzolo, lentisco e biancospino.
La barriera di alberi e la siepe perimetrale non sono stati ancora realizzati, mentre proprio di fronte alla chiesa si nota un manufatto (cabina ed altro) di notevole impatto visivo. Inoltre la recinzione è alta oltre DUE metri anziché mt.1,50 come prescritto.
Vedasi foto seguenti (cliccare per ingrandire).
Di recente è stato realizzato in agro di Oria un parco fotovoltaico, in contrada Palombara, su un vasto terreno di proprietà della famiglia D'Antona, particolare quest'ultimo che ha dato la stura ad un botta e risposta, a suon di comunicati stampa, fra Maurizio Friolo (vicecoordinatore provinciale PDL) e il presidente della provincia Ferrarese (la cui moglie è appunto una D'Antona). Per approfondimenti cliccare QUI e QUI, oppure in Google inserire le parole "Ge.Fin Energy Palombara Oria".



L'impianto ha ottenuto tutti i permessi previsti dalla legge ed in particolare l'AUTORIZZAZIONE UNICA prevista dall'art. 12 del D. Lgs. 387/03.

Dalla lettura di detta autorizzazione si rileva che nessun Ente che ha partecipato alla Conferenza dei Servizi Unificata ha fatto un minimo accenno all'esistenza di detta antica chiesa.
In particolare:
- Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, prot. n. 4066 del 04.03.2010, fa presente che il territorio interessato alla realizzazione dell’impianto non risulta sottoposto alle disposizioni di tutela paesaggistica di cui al D.Lgs. n.42/2004 e pertanto non rientra nelle competenze istituzionali della scrivente;
- Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, prot. n. 5846 del 13.04.2010, comunica che l’area interessata dalle opere in progetto (impianto fotovoltaico, infrastrutture connesse e opere di connessione alla cabina di consegna “Oria”) non è sottoposta a provvedimenti di tutela ai sensi del D. Lgs. 42/04. Questa Soprintendenza per quanto di competenza relativamente ai lavori che comportano asporto di terreno al di sotto delle quote di campagna e stradali attuali, non ravvisa motivi ostativi alla realizzazione delle opere purché siano rispettate le seguenti condizioni: (...omissis)
- Comune di Oria - con nota prot. n° 17568 del 17/09/2010 integra e rettifica il parere precedentemente espresso in data 11/06/2010 prot. n° 11503, rilasciando parere favorevole alla realizzazione dell’impianto sotto l’aspetto urbanistico, alle seguenti condizioni:
1. l’area da asservire all’impianto sia pari a 13 ettari;
2. lungo il perimetro dell’impianto dovrà essere messa a dimora una barriera di alberi di altezza idonea a minimizzare l’impatto visivo dall’esterno dell’area;
3. sia sottoscritta apposita Convenzione con il Comune con la quale la società proponente si impegna a realizzare a proprie spese e cedere al Comune un impianto di potenza pari a 20 KW, da installare su edifici comunali, quale misura di compensazione ambientale;
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Siccome sono ignorante in materia copio incollo il seguente testo tratto dal sito: www.utopieconcrete.it

Impianti FER: pubblica utilità, indifferibili e urgenti.
La costruzione e l'esercizio degli impianti FER: soggetti ad una Autorizzazione Unica, rilasciata dalla regione o altro soggetto istituzionale delegato dalla stessa. L'autorizzazione è rilasciata a seguito di un procedimento unico nell’ambito della Conferenza dei Servizi, al quale partecipano tutte le Amministrazioni interessate (Legge 241/90 e s.m.i).
L'autorizzazione non può essere subordinata né prevedere misure di compensazione a favore delle regioni e delle province. Nulla si dice a riguardo dei Comuni.
Gli impianti possono essere ubicati anche in zone agricole.
La Conferenza Unificata, su proposta di MSE, MATTM, MiBAC, approva le Linee guida per lo svolgimento del procedimento autorizzativo.

Autorizzazione Unica

I procedimenti per il rilascio dei necessari atti di assenso si svolgono in un contesto unitario.
Soggetti dell’AU: nuovi impianti, modifiche, potenziamenti, rifacimenti, riattivazioni di impianti esistenti; include esame opere connesse e infrastrutture indispensabili alla realizzazione dell’impianto.
Contenuti (es. non esaustivo da valutarsi caso per caso): permesso costruire, eventuali VIA e valutazione incidenza, autorizzazione alla costruzione e all’esercizio elettrodotto, autorizzazione svincolo idrogeologico, nulla osta paesaggistico, autorizzazione per terreni gravati da usi civici, nulla osta ENAC e ENAV, etc…
L'autorizzazione costituisce titolo a costruire e esercire l’impianto.

Conferenza dei servizi
I procedimenti di valutazione si svolgono nel contesto unitario di una conferenza di servizi convocata dalla Regione (o ente delegato) entro 30 gg. dalla presentazione della richiesta.
Le amministrazioni coinvolte sono tutte e solo quelle che nel vigore della precedente
disciplina avrebbero dovuto rilasciare un atto di assenso alla realizzazione/esercizio dell’impianto.
Temine massimo per la conclusione del procedimento: 180 giorni

Disciplina artt. 14 e ss. L.241/1990 e s.m.i..
• convocazione delle amministrazioni interessate
• avviso di avvio del procedimento agli eventuali espropriandi
• istruttoria: possono essere chiesti, una sola volta, chiarimenti o ulteriore
documentazione; opportunità di pretendere il contraddittorio
• amministrazioni partecipano con un rappresentante per tutte le decisioni di competenza


Potenziali enti coinvolti

• Regione (con tutti gli uffici competenti)
• Comune/i territorialmente competente/i
• Provincia/e territorialmente interessata/e
• Comunità montana/e interessata/e
• Soprintendenza per i beni architettonici e
per il paesaggio
• Soprintendenza per i beni archeologici
• Ministero della Difesa - Genio Difesa
• Aeronautica Militare
• Marina militare
• Corpo Forestale dello Stato
• Comando di Reclutamento e Forze di
Completamento (RFC)
• Autorità di Bacino
• Consorzio/i di bonifica
• ASL competente/i
• Ministero delle Comunicazioni
• ARPA regionale
• Ente Nazionale per l’Aviazione Civile
(ENAC)
• Amministrazione preposta alla tutela
dell’incolumità pubblica
• Azienda Sanitaria Locale competente
per territorio
• Enel, Terna, distributore locale
• Altri Enti titolari di rilascio di
autorizzazioni, pareri o nulla-osta

Conferenza dei servizi

La conferenza adotta la determinazione motivata tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse (dai presenti ritualmente invitati).
Si considera acquisito l’assenso dell’amministrazione il cui rappresentante non abbia espresso definitivamente la volontà della rappresentata (silenzio assenso).
Se il dissenso è espresso da un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, la decisione è rimessa, a seconda dei casi, al Consiglio dei Ministri, alla Conferenza Stato-Regioni, alla Conferenza Unificata.
L’Amministrazione è chiamata a bilanciare l’interesse all’esercizio dell’attività imprenditoriale con le esigenze correlate alla tutela di valori non economici (come il paesaggio e l’ambiente), ricercando una soluzione comparativa che valuti, fra le possibili alternative, quella che meglio soddisfa i contrapposti interessi.
Adesso parliamo un pò della chiesa, servendoci di testi e foto (la maggior parte prelevati dal sito web del Gruppo di Promozione Umana di Oria)

La Chiesa sorge a circa 3 Km dal centro abitato verso sud in direzione Manduria. La costruzione risale tra il XIII e il XIV sec. ed è vicina al Canale Reale, luogo ricco di caverne,grotte e laure basiliane, tra cui la chiesa rupestre di S.Ustino (oggi non più visibile per l’opera di bonifica agricola).Tale luogo era già frequentato nel V-IV sec. a.C. e riutilizzato dai monaci greci tra l’VIII e IX sec. che testimoniava la fioritura cenobitica di cui rimane, oggi, solo la Chiesa, quale punto di unione tra la cultura orientale ed occidentale. La Chiesa doveva essere, forse, un piccolo Monastero benedettino vista la parte centrale rettangolare (adatta per il rito religioso latino) ed è esempio di rinnovamento spirituale e punto di riferimento per quei monaci basiliani che ad opera dei benedettini, abbandonarono il rito greco per abbracciare quello latino. L’edificio, in stile romanico, è costruito in pietra di carparo e mostra una pregevole manifattura nella nitidezza delle sue semplici linee sulla cui facciata è visibile un piccolo rosone strombato.
L’interno della chiesa la cui navata centrale, con volta a sesto acuto, è tutta imbiancata di calce; nelle pareti laterali sono visibili tracce di affreschi in stile bizantino e ai lati sono presenti sedili in pietra,secondo i canoni della ritualità greca. L’abside, rimaneggiata nel XVIII sec. , è occupata da una mensa d’altare e fiancheggiata da due nicchie. I vani che si trovano ai lati sono articolati su due piani,tutti con volta a botte ad eccezione di uno con volta a stella (sec. XVIII). Interessanti sono le tracce di pitture murali delle celle superiori, raffiguranti scene dell’Antico Testamento e
dell’Apocalisse quale testimonianza della tipica chiesa-eremo.
La ricorrenza della festa si celebra ogni anno il terzo giovedì dopo Pasqua e, rientra in una delle tradizioni della Chiesa oritana: le Perdonanze.


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