martedì 28 giugno 2011

DEMOCRAZIA E POTERE AD ORIA. DICESI CHE LA STORIA E' FATTA DI CORSI E RICORSI.

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Pillole d’Illuminismo
Forse qualcuno ricorda che per un certo periodo di tempo in Oria è stato stampato e distribuito un Foglio di Politica e Cultura, supplemento a “SENZACOLONNE” di Brindisi, dal titolo L’ILLUMINISTA, sottotitolo: “L’ILLUMINISMO E’ L’USCITA DELL’UOMO DALLO STATO DI MINORITA’ (I. KANT).”Sulla prima pagina di uno dei numeri si poteva leggere un’editoriale a firma di uno dei redattori, il Prof. Francesco FISTETTI: “Ho incoraggiato fin dal suo sorgere un foglio come “L’Illuminista” non solo per le risonanze culturali che a questo nome sono storicamente legate,……….nel nostro piccolo Comune è proprio di un leale e robusto confronto tra le idee che abbiamo bisogno, affinché tutti possiamo crescere e maturare nella nostra visione del mondo e nel nostro modo di valutare ciò che ci avviene intorno…..Credo che “l’Illuminista” non si risparmierà nel combattere le “tenebre” di questa ignoranza e di questo analfabetismo culturale e morale.”

Sul numero di dicembre 1998, i cittadini oritani ricevevano la seguente pillola di illuminismo: Dialogo tra la signora DEMOCRAZIA e il signor POTERE


POT. - Buongiorno, signora Democrazia.
DEM. - Buongiorno, signor Potere.
POT. Ti vedo in forma. Un pò bruttina, ma...
DEM. - Per favore, non prendermi in giro. Sei tu invece che stai tanto bene, sei così gioviale, contento e mi sembra che gli anni non passino mai per te.
POT. -Bé, devo dire che non me la passo proprio male. Piuttosto, dove sei stata fino ad ora?
DEM. - Lo sai benissimo: io non sono ricercata quanto te. Tutti mi scansano. Dicono in pubblico di volermi, di amarmi, di desiderarmi pazzamente e poi in realtà mi mettono sempre da parte. E tu in quanti posti sei stato?
POT.- Cara mia, io non prendo mai posa. Tutti mi vogliono, tutti mi cercano proprio come il "barbiere di Siviglia".
DEM. - Possibile che gli uomini ti amano ancora tanto? Suvvia, raccontami dove sei stato.
POT. - In tanti posti, cara Democrazia, e non da ora. Sono secoli che vado in giro: mi cercano i re, i padri di famiglia, i preti più di tutti e, non mi crederesti, anche quelli che sogliono farsi chiamare democratici.
DEM. - Non ci credo, lo so che adesso mi stai raccontando una bugia bella e buona.
POT. - Non sono mai stato tanto serio e ti dico di più: mi amano non solo dalla Corte dello Zar fino alla Sublime Porta, ma anche in piccoli paesi, dove quasi tutti si conoscono. Ce ne sono tanti che non sanno proprio fare a meno di me.
DEM. - Se tutto ciò che mi stai dicendo è vero, allora fammi un esempio concreto.
POT. - Se così desideri, cercherò, per quanto mi è possibile, di dirti tutto quello che posso.
DEM. - Era ora. Cerca adesso di dirmi tutto e...... mi raccomando, non dimenticare niente e sii veramente sincero.
POT. - Va bene, ci proverò. C'è un paese nella provincia di Brindisi che si chiama Oria. E’ un paese molto antico e famoso sia per la nascita del grande architetto Francesco Milizia, sia perché ha dato i natali a Gianbernadino Bonifacio, Donnolo, Quinto Mario Corrado. Per questo è famosa tra i vari paesi e non perché, come credono loro, gli oritani (mi sembra si chiamino proprio così!) per una manifestazione estiva davvero di cattivo gusto. Poveri illusi!
DEM. - E dimmi, signor potere, chi è che regge questo paese? Io non lo conosco proprio, non l'ho mai sentito, mai nessuno mi ha cercata laggiù.
POT. - E sì, cara mia. Tu in quel posto non sei certo la benvoluta. Ma mi meraviglio di questo fatto, dato che i reggenti del luogo hanno sempre il tuo nome sulla bocca.
DEM. - Mai visti, mai sentiti.
POT. - Pensa che il Sindaco di questa ridente cittadina (si fa per dire, ovviamente), quando si accinge a baciare la mano al vescovo, per poco non gli si spezza la spalla.
DEM. - Ma probabilmente sarà un cattolico fervente in un paese governato da cattolici.
POT. - No, o almeno a me non risulta. So che dice di appartenere ad un partito laico e se ne vanta pure.
DEM. - E fa bene! Ma come mai tante genuflessioni di fronte a sua Eccellenza.
POT. - Mi vuole bene, cara Democrazia, mi vuole bene.
DEM. - Ma che tipo è? Raccontami. Questo fatto mi incuriosisce.
POT. - E' sempre allegro e scherza sempre con tutti, ma quando è serio lo sa essere fino in fondo. Ama tanto i tamburi e le bandiere al vento che sarebbe disposto a dissanguare le casse del Comune per sostenere questi spettacoli (pur essendo, ad onor del vero, un pò taccagno). Quando però gli chiedono di finanziare la biblioteca, allora va su tutte le furie, diventa rosso, sbuffa, insulta e va via. Mi ricorda a volte un mio grande amico tedesco che quando sentiva la parola "cultura", metteva sempre mano alla rivoltella! Ma, cara Democrazia, come dice il poeta, "non ti curar di lor........".
DEM. - Veramente strano questo tipo, ma che cosa puoi raccontarmi di questo altrettanto strano posto?
POT. - Stavo pensando al fatto che tu non conoscevi questo posto. Che non ci sei mai stata. Questo spiega tante cose.
DEM. - Sii più chiaro, non essere ambiguo, come è tuo solito.
POT. - Sarò più chiaro. Ci sono dei partiti e dei movimenti politici in questa cittadina che sono, almeno sulla carta, tutti democratici.
DEM.- Roba da uscir matti. Io in quel paese non ci sono mai stata, te l'ho detto e te lo ridico. Lo sai che non racconto bugie.
POT. - Ti credo, va bene, non t'arrabbiare.
DEM. - Continua, dunque.
POT.- In questo paese, ti stavo dicendo, vi è un movimento dove i coordinatori e il leader maximo (o almeno tale si reputa lui), cioè persone che si sentono a capo del movimento, non sono stati mai eletti né dal popolo né dai simpatizzanti di quel movimento stesso.
DEM. - Questo è troppo! È impossibile che in un paese moderno e democratico come dovrebbe essere l'Italia accadano ancora cose di tal genere.
POT. - Ti ho detto di credermi, non sono mai stato cosi sincero e ti dirò altro. Gli assessori appartenenti a questo movimento, più che dare ascolto ai consiglieri, si sentono legittimati solo se il loro operato è approvato dal leader maximo.
DEM. - Cioè da colui che non si è messo in lista e non è neanche stato eletto internamente al partito come segretario o quant'altro si possa dire?
POT. - Esattamente, le cose stanno proprio così.
DEM. - Se le cose vanno così, non ci siamo proprio. A capo di un partito o di un movimento o quant'altra diavoleria inventino gli uomini, chi coordina deve avere l'approvazione democratica degli iscritti a quel partito o movimento anche attraverso una piccola votazione interna.
POT.- Che in quel movimento non c'è mai stata.
DEM. - Inoltre, fammi finire!, coloro che fanno politica attiva e vogliono o credono di rappresentare qualcuno o qualcosa devono candidarsi per ottenere anche un sol voto. Quel solo voto gli darà la legittimità democratica di parlare, di proporre, di scombinare, di tessere alleanze, ma sempre con l'approvazione di tutti.
POT. - Come sei ingenua, cara mia, vivi ancora nel mondo dei sogni o se ti fa piacere, e so che te ne fa, nelle parole e negli scritti dei filosofi.
DEM. - Possibile che non ci sia nessuno che si ribelli a questo stato di cose?
POT. - Per la verità, qualche facinoroso in giro c'è che semina parole spazzate dal vento.
DEM. - E il popolo, la gente tutta, i cittadini, che cosa dicono, che cosa fanno per cambiare questo stato di cose?
POT.- Forse, io credo, manca la cultura adatta per capire come vanno e dovrebbero andare veramente lo cose.
DEM. - Ma questo accade perché probabilmente non sono andati a scuola, perché non leggono o....
POT.- Esatto, l'ultima cosa che hai detto, l'hai azzeccata. È proprio perché non leggono! Che bel paese, come mi trovo a mio agio.
DEM. - Ma scusa, non esiste una biblioteca in quel paese? Che cosa fa l'assessore alla cultura?
POT.- Devo dire che si impegna, lavora, è una persona giusta al posto giusto. Ma, a me sembra, alla cura delle biblioteche preferisce gli spettacolini delle sere d'estate e i drappi per sua eccellenza.
DEM.- Basta, chiudiamo il discorso, lo riapriremo quando potrò andare a far visita a questo paese.
POT. - E allora ci rivedremo tra due secoli.

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