lunedì 25 aprile 2011

25 APRILE ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE. RIFLESSIONI DI SALV. FILOTICO

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Oggi è il 25 aprile, una giornata che dovrebbe ricordare a TUTTI GLI ITALIANI, IN MANIERA CONDIVISA LA LIBERAZIONE DALL’OPPRESSIONE NAZIFASCISTA.
Siamo in una fase politica molto delicata nella quale è possibile che a qualcuno vengano in mente idee revanchiste che spingerebbero l’Italia in una deriva autoristica ( e ne sono testimonianza le ultime sortite del premier e le proposte di modifica della Costituzione nonché gli squallidi e beceri attacchi alla Magistratura ed alla scuola pubblica).
Ancora una volta mi tocca osservare gli imbarazzati e imbarazzanti silenzi ed assenze del presidente del consiglio e del ministro della Pubblica Istruzione (che sembrano più preoccupati dell’istruzione privata, e dell’atacco all’indipendenza della Magistratura che delle sorti della libertà dei Cittadini e della difesa dei loro diritti primi fra tutti quelli al lavoro , all’istruzione, all’informazione ed alla salute).
Ma mi tocca ancora registrare l’assordante silenzio delle forze politiche cittadine e dello stesso Commissario Prefettizio. Nessuno ha pensato di ricordare ai giovani ed a noi tutti questa giornata che, grazie al sacrificio di tanti Italiani, restituì a noi tutti indistintamente, la libertà.
Anche le stesse forze di sinistra, SEL prima di tutte hanno fatto molto poco per ricordare l’Anniversario della Liberazione.
Vorrei farlo utilizzando due poesie. La prima è l’epigrafe di Piero Calamandrei, il nostro massimo Padre Costituente; l’altra è un brano del compianto poeta e cantautore Pierangelo Bertoli.
Cordiali saluti e W La Resistenza.
Salvatore Filotico

Epigrafe di PIERO CALAMANDREI
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre RESISTENZA



IL CENTRO DEL FIUME
[P.A. Bertoli ]
Figure di carta che devono nuovi pensieri
E fragili miti creati dal mondo di ieri disperdono giovani
forze sottratti al domani
Lasciando distorte le menti e vuote le mani
Consumi la vita sprecando il tuo tempo prezioso
Raggeli la mente in un vano e assoluto riposo
Trascorri le ore studiando le pose già viste
Su schermi elettronici di false riviste
E tieni le orecchie tappate agli inviti del suono
E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei
figli dell’uomo
Deciso a sfuggire il tuo tempo che soffia e ribolle
Non abile a prendere il passo di un mondo che corre
Coraggio è soltanto una strana parola lontana
Tu cerchi rifugio in un pezzo di canapa indiana
Il sesso che prendi con facile e semplice gesto
Rimane ancora e di nuovo soltanto un pretesto
E ancora nascondi la testa alla luce del sole
Il sesso è scoperto però hai coperto l’amore
E tieni le orecchie tappate...
Fai parte di un gregge che vive ignorando il domani
E corri da un lato e dall’altro ad un cenno di cani
Il mito di un lupo mai visto ti ha fritto il cervello
E corri perfino se il branco ti porta al macello
E dormi nel centro del fiume che corre alla meta
E niente che possa turbare il tuo sonno di seta
Qualcuno ti grida di aprire i tuoi occhi nebbiosi
Ma tu preferisci annegare in giorni noiosi
Non senti che ti stanno chiamando con voce di tuono
E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei
figli dell’uomo.
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