martedì 30 novembre 2010

ORIA - Il sindaco potrebbe dimettersi nelle prossime ore.....

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.... in quanto stasera uno dei 10 consiglieri, Sorrento, che finora lo ha supportato, si è astenuto in occasione del voto sull'argomento: "Variazione assestamento di bilancio". Ha motivato la sua scelta in modo consequenziale e coerente alla sua presa di posizione assunta nel precedente consiglio comunale allorquando si dichiarò fuori dal PDL.
Ha detto testualmente che "Gli anatemi del sindaco non lo spaventano..... un sindaco che negli ultimi mesi ha provocato uno scollamento non solo con l'opposizione, ma con la stessa maggioranza e l'intera città."
Articolo completo su www.ilcontrovento.it.

lunedì 29 novembre 2010

ORIA - SEGNALETICA STRADALE PERICOLOSA - Consigli del giorno per evitare di....

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Vi informo che due segnali di stop, posti sulla trafficata via alle spalle della scuola media Fermi di Oria, non sono visibili. Fate attenzione e massima prudenza alla guida di veicoli per evitare di farvi la bua e farla anche ad altri .... e mi raccomando, fatelo per l'Immacolata ... visto che è iniziata la novena, NON BESTEMMIATE I DEFUNTI AI RESPONSABILI DI QUESTE GRAVI CARENZE (amministratori e dirigenti comunali).

ORIA - Solenne rito intronizzazione dell'Immacolata. Foto e video.

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Bellissimo evento, ricco di fede e partecipazione numerosa di fedeli. A differenza di tutte le altre funzioni e processioni religiose si è registrata la grande assenza di politici ed amministratori comunali ad eccezione del prof. Malva, consigliere di opposizione.

domenica 28 novembre 2010

ORIA - Martedì 30 nov. 2010: Consiglio Comunale.... salvo mal di pancia.

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Come è stato scritto su Il Controvento, martedì prossimo ci sarà un consiglio comunale importante sia per quanto riguarda l'odg sia per quanto riguarda la verifica di tenuta della maggioranza. E' inutile nasconderlo.... da un pò di tempo le riunioni dei nostri massimi rappresentanti locali saltano ... a volte per la mancanza dell'11° di turno. E, per l'ennesima volta, la stessa scena potrebbe ripetersi fra due giorni. Uno degli undici nel pomeriggio di martedì è impegnato e quindi la convocazione è stata spostata alle ore 19:00 anziché le solite 16:30 .... proprio per garantirsi la presenza di tutta la maggioranza. Inoltre, una chianca mi ha sussurrato in un orecchio di aver appreso che uno della maggioranza da qualche settimana soffre di continui mal di pancia, ragion per cui la sua presenza non è certa in detti lavori consiliari. In verità mi ha precisato che non era certa la presenza di detto tizio, ma altri soggetti della maggioranza, sindaco compreso, si son dati un gran da fare per farlo guarire da questi fastidiosi mal di pancia. Si sono rivolti a grandi luminari della medicina e pare che è stata individuata una efficace terapia a base di un nuovo prodotto denominato "TFVIC" e quindi la sua presenza è diventata certa. Ho chiesto maggiori dettagli all'amica "chianca", al fine di sapere il nome del principio attivo di detto farmaco, ma mi son sentito rispondere che sicuramente sarò aiutato da qualcuno ... magari attraverso un sogno! Ma io devo sempre ricordare a me stesso la famosa frase: "Nò dà retta a suenni!"

Qualcuno sa niente dei concorsi in atto al Comune?

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Il 2 novembre scorso ho pubblicato un articolo con il quale rappresentavo la mancanza di chiarezza in due bandi di concorso del Comune di Oria. Nessuno finora mi è stato di aiuto .... nessun consigliere di opposizione ha avuto la sensibilità di approfondire la questione.
Stanotte ho fatto uno strano sogno ...... una voce mai sentita prima mi ha preannunciato nome, cognome e paternità del giovane oritano che vincerà il concorso per Istruttore Amministrativo - Cat. C posizione economica C1 - Settore Economico Finanziario.
Pur ricordando la famosa frase "Nò dà retta a suenni", la cosa mi sta facendo riflettere molto. La domanda nasce spontanea: "E se il sogno, molto dettagliato, dovesse avverarsi?"

sabato 27 novembre 2010

Natale di naftalina. (poesia di Tina Massa)

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Son qui che penso….
e sento attorno a me come reale
il ricordo del vecchio Natale
al mio paese, Oria, e i suoi odori,
insieme all’ansia di preparare onori
al presepe e alla tavola imbandita,
celebrando la gioia della vita!
.................................continua:
QUI

venerdì 26 novembre 2010

Cresce il turismo in terra di Brindisi..... ed il castello di Oria vola alla BIT di Milano.

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Prima di passare a leggere la bella notizia diffusa oggi dall'Azienda di Promozione Turistica della nostra provincia, circa il significativo incremento di turisti, voglio riferirvi di aver appreso che il regista ed autore cinematografico Romeo Conte, originario di San Vito dei Normanni (da anni vive fra Prato e Milano), realizzerà un cortometraggio avente per oggetto il castello di Oria che sarà pubblicizzato alla prossima BIT di Milano.

[APT: cresce il turismo in terra di Brindisi. (fonte notizia: www.brindisium.net) Brindisi, 26/11/2010 -
Dati estremamente positivi per il turismo in provincia di Brindisi. Li ha illustrati il Commissario dell’Azienda di Promozione Turistica Francesco Nacci nel corso di un incontro con i rappresentanti dei Comuni del Brindisino e degli organi di informazione.
Nel periodo che va ad aprile a settembre del 2010 si è registrato, per il quinto anno consecutivo, un dato in crescita.
In particolare, rispetto allo stesso periodo del 2009, le presenze sono state superiori del 3,59%, con un aumento del 2,26% per i turisti italiani e addirittura del 12% per quelli stranieri. Il tutto, per un totale di 1.308.000 presenze ed un fatturato di 190 milioni di euro, con un aumento di sette milioni di euro rispetto all’anno precedente.
“Siamo di fronte ad un dato estremamente confortante – ha affermato Nacci – soprattutto se si considera che anche il turismo è in crisi per effetto delle difficoltà economiche, mentre in provincia di Brindisi continua a crescere. Tutto questo è merito degli operatori economici, ma anche del coordinamento tra Enti che ha funzionato perfettamente, finalizzando gli investimenti nel settore del marketing territoriale, sia in Italia che all’estero”.
Dopo la illustrazione dei dati riferiti al 2010, si è passati a discutere delle iniziative da intraprendere per il 2011.
I rappresentanti di tutti i principali Comuni della provincia di Brindisi a vocazione turistica hanno concordato sulla necessità di elaborare un programma particolarmente mirato, che tenga conto dei collegamenti aerei internazionali disponibili e che si basi sulla opportunità di realizzare un contenimento dei costi.
Tutti d’accordo, infine, sulla necessità di chiedere all’Azienda di Promozione Turistica di continuare a svolgere un ruolo di coordinamento.
Nei prossimi giorni sarà contattata l’Amministrazione Provinciale che in questa occasione è risultata assente.
Il tutto, con l’obiettivo di velocizzare i tempi di definizione del programma 2011.]

Cose del passato oritano: LU CAPUCANALI.

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Questa usanza è nata nel Salento un paio di secoli fa e consisteva in un ricco pranzo offerto dai proprietari terrieri ai contadini alla fine di importanti lavori della terra: potatura di uliveti, raccolta di olive, di uva, tabacco, mietitura di grano.
In seguito si estese anche ai muratori, i quali giunti all'ultimo solaio (in dialetto "toppu l'urtima gittata") si aspettavano lu CAPUCANALI, consistente in un banchetto al quale prendeva parte, insieme all'intera squadra di "fabbricaturi", "mestru" compreso, l'intera famiglia proprietaria della nuova casa, le cui donne preparavano il pranzo consistente in pasta fatta in casa (pizzarieddi), involtini di carne di cavallo (brascioli), polpette, formaggio, sedano, frutta di stagione e noci, con l'immancabile buon vino locale. Lu capucanali ai muratori è un'usanza tuttora esistente in alcuni paesi salentini. Nel tempo il pranzo preparato in casa è stato sostituito da una "mangiata in pizzeria o ristorante".

Lettera aperta al maestro disegnatore Francesco Corni.



Preg/mo maestro Francesco Corni,
Le scrivo questa lettera aperta attraverso il mio blog per ringraziarLa per aver prestato attenzione al castello normanno-svevo della mia città (Oria - BR), del quale è presente un bellissimo disegno fra i 1200 che compongono il Suo archivio online di "luoghi dell’architettura e della storia" .
Ciò premesso Le chiedo di correggere sul suo sito internet www.francescocorni.com/ la regione di riferimento che per errore è indicata la Sicilia anziché la Puglia.
La saluto cordialmente, in attesa di poterLa conoscere personalmente qui ad Oria (magari in occasione di una visita al castello, che è stato di recente restaurato dai nuovi proprietari).

SIMONA PICONESE- Qualcuno di voi la conosce? Pare sia di Oria e viva al nord da un pò di anni. VIDEO


Cliccare QUI per visionare il video.

giovedì 25 novembre 2010

CASTELLO DI ORIA - PROMOTIONAL VIDEO.

Documentario sul castello di Oria andato in onda su Telerama domenica scorsa con la partecipazione del prof. Giuseppe d'Amico, già docente di latino e greco presso il locale Liceo Scientifico (dove per anni ha svolto anche funzioni di responsabile Fiduciario del Preside), nonché raffinato poeta di lingua latina e studioso di storia locale.
Articoli correlati al prof. D'Amico in questo blog: QUI, QUI e QUI.

Ci è tòrtura all'acqua li tócca........ Cose del passato oritano.

Ci è tòrtura all'acqua li tocca (Se è tòrtora andrà all'acqua). Così diceva il giovane quando attendeva la ragazza vicino alla fontana. Come le tortorelle vanno sempre dove c'è l'acqua, così la ragazza che amava il suo ammiratore, per incontrarlo, usciva da casa e andava a prendere l'acqua alla fontana pubblica. Il corteggiamento, infatti, avveniva presso le fontane dove le ragazze, alquanto imbellettate, andavano a prendere l'acqua per gli usi domestici. Facevano più viaggi per farsi ammirare dai giovani che a gruppi sostavano nei pressi della fontana. Quando un giovane riteneva che la ragazza avesse intuito le sue intenzione l'andava a "fermare", per farle la dichiarazione d'amore, iniziando quasi sempre con la frase fatta: "Signorina permetti una parola?" Tuttavia il primo approccio era sempre... un disastro! Appena il giovane si avvicinava e timidamente incominciava a balbettare, la ragazza, con fare altezzoso, lo interrompeva dicendo: "Vabbànni stu carniàli ci nò mò ti tìru la minzàna a ncàpu" (Vattene .... questo carnevale ..... se no adesso ti tiro l'anfora in testa), oppure: "Alleviti ti nànti ca nnò si peti pi la scarpa mìa" (Togliti davanti che non sei piede per la mia scarpa), per fargli comprendere che non era suo paragone. A questo punto il giovane avvilito non trovava altre parole, quindi tornava vicino ai suoi amici come un cane bastonato. Quando invece la ragazza ci stava un pò, diceva: "Ti ni puè scìri ca mò nnò portu càpu" (Te nei puoi andare che adesso non ho in mente di fidanzarmi), oppure: "Lassimi scìri ca sò vagnòna" (Lasciami andare che sono piccola), per voler dire che non aveva l'età per fidanzarsi. Frasi queste che lasciavano sperare ed il giovane continuava il corteggiamento, magari per mesi, fino a quando la ragazza, assicuratasi delle buone intenzioni del giovane, gli diceva: "Sì". Spesso, però, a condizioni che, al più presto, le doveva portare a casa i propri genitori per il fidanzamento ufficiale. In quell'occasione, con l'accordo dei rispettivi genitori, si scambiavano "lu litràttu" (la foto), che il giovane metteva nel portafogli, comprato apposta, portandola sempre con sè per mostrarla ad amici e parenti.
(Fonte: Proverbi, detti e modi di dire oritani, di Damiano Pipino - Ed.Archeo 2000)

martedì 23 novembre 2010

A proposito del castello di Oria e dei nuovi proprietari (a cura di Pierfrancesco Conte già assessore al Turismo del Comune di Oria).

Rispetto a tre anni fa sono ormai pochissimi gli oritani che avrebbero preferito che ad acquistare il castello fosse stato il Comune, esercitando il diritto di prelazione. E' normale ed anche giusto per certi versi che non tutti la pensino allo stesso modo. Nei giorni scorsi mi è capitato di sentire taluni che non hanno apprezzato il nuovo look del maniero normanno-svevo-angioino; a qualcuno non piace vedere su alcuni punti delle pareti esterne della "verde-rame; qualche altro ha nostalgia degli alberi alti e maestosi che una volta attorniavano "il gioiello di pietra"; ad altri non piace l'attuale aspetto della piazza d'armi e sentono la mancanza di quelle piante rampicanti che rivestivano le pareti, oppure preferivano il brecciolino o la ghiaia di una volta alla pavimentazione di oggi. Libertà è anche questa, un nostro diritto inviolabile di esprimere liberamente il proprio pensiero. L'importante è esercitare detto diritto in modo civile e nel rispetto altrui ed, in questo caso, nel rispetto dei nuovi proprietari del castello di Oria.
Quello che sto per dire sicuramente farà storcere il naso a qualche oritano contemporaneo, legato per vari motivi al responsabile della permuta avvenuta nel 1933 fra il cosiddetto palazzo Martini ed il castello. Mi riferisco al podestà Rocco Greco, alla cui figura oggi non voglio mancare di rispetto, ma non posso privarmi dal manifestare seri dubbi circa la bontà di quell'operazione, di quella permuta. Invito voi tutti a riflettere sul contenuto dell'atto notarile, nel quale si evidenziava in maniera forte lo stato disastroso in cui versava il castello, ma non si faceva alcun riferimento alla cripta dei Santi Crisante e Daria e a tutto il vasto giardino circostante che affaccia su Via Dragonetto Bonifacio. Da non dimenticare che il Martini-Carissimo riserbò "a sé per soli (sic!) 10 anni l’usufrutto sui vani a pianterreno del suo immobile".
Per una comparazione della superficie delle due proprietà in questione che allora furono oggetto di scambio date un'occhiata alla foto scattata dall'alto qui pubblicata.
Cliccare sopra per ingrandire. La parte tratteggiata di verde è quella relativa al castello, mentre quella evidenziata col rosa è Palazzo Martini.

Altro particolare da non dimenticare è la seguente unica clausola inserita nell'atto notarile del 1933: "Il detto Com.re Martini Carissimo restaurerà il Castello come meglio crederà, dandone avviso alla Sopraintendenza alle Antichità e Belle Arti, e farà visitare le torri nei giorni e nelle ore che egli stesso vorrà designare a quei cittadini e forestieri che vi si recheranno a scopo culturale e storico."
Ciò premesso vi propongo di leggere una lettera aperta agli oritani scritta nell'estate 2007 dall'amico Pierfrancesco Conte (Piero per gli amici), all'indomani delle sue dimissioni da Assessore al Turismo ed alla vigilia della comprevendita del castello. Ve la propongo perché a mio parere è attualissima, basti pensare, per esempio, al seguente passaggio: "Secondo me il torpore che spesso attanaglia i politici, in questa occasione, lambisce le menti di quelli nostrani perché, l’unica azione da intraprendere, credo non sia stata ancora intrapresa: parlare con i prossimi proprietari e sincerarsi che oltre alle parti che obbligatoriamente dovranno lasciare visitabili, riservino anche altri spazi, contenitori culturali e quant'altro per rendere più appetibile l’offerta turistica. Programmare con loro e non contro di loro. La vendita del castello può finalmente essere la svolta che renda Oria centro d’eccellenza per qualsiasi attività si voglia insediare all’interno. Perché, che lo si voglia o no, lo scenario non è replicabile altrove."
Ricordo a me stesso che dall'agosto 2009 non abbiamo un assessore con delega al Turismo ed allo Spettacolo, deleghe che il sindaco ha tenuto per sè dopo le dimissioni dell'assessore Michi D'Addario.

Qui di seguito la lettera di Piero Conte:

[Sento la necessità di scrivere da cittadino che vuol dire la sua sulla vendita del Castello di Oria e mi auguro che così facciano presto in tanti. In questi ultimi giorni si è parlato tanto del Castello di Oria. Si è detto di tutto ed è intrigante osservare quanto scalpore ed interesse stia suscitando la vendita del maniero. Girando per la città, sulle vetrine di alcuni negozi, sulle porte di alcune case private ed in altri punti, evidenti al viandante, si possono scorgere piccoli cartelli con su scritto: “IL CASTELLO AGLI ORITANI”. Improvvisamente è come se l’oritano si fosse risvegliato da un torpore plurisecolare e si fosse accorto, tutto d’un tratto, di avere un bene, preziosissimo, sul quale qualcuno stà facendo progetti a sua insaputa. - L’oritano non ci stà! Nessuno si permetta di comprare il castello “scippandolo” agli oritani! - Perchè l’azione dei signori Romanin-Caliandro, rispettabilissimi imprenditori, a qualcuno evidentemente è sembrato uno scippo e per questo ha messo in moto una serie di azioni volte ad esercitare il diritto di prelazione sulla vendita del maniero. Capisco che in questo momento la mia possa sembrare una voce fuori dal coro ma, mi chiedo: se anche fosse possibile acquistare il castello, sottraendolo così alle attenzioni dei privati, creando una cordata tra Stato, Regione, Provincia e Comune, che fine farebbe il maniero dopo? Finirà in mano a chi sarà impossibilitato a sostenere costi di ristrutturazione, manutenzione e gestione? Finirà nelle mani di chi dice che bisogna acquistarlo perché va salvaguardata “l'identità del territorio”, ma non ci sa dire per farne cosa? Verrà chiuso o tornerà ai fasti del 1227? La famiglia Martini Carissimo è responsabile di non aver lanciato segnali ufficiali alle istituzioni in merito alle intenzioni di vendita. E’ responsabile di aver fatto trovare gli oritani di fronte al fatto compiuto. Ma tutti sapevano che prima o poi l’argomento sarebbe venuto a galla, perché in un modo o nell’altro si sarebbe dovuto parlare del monumento che aveva bisogno di interventi sostanziosi per i quali mancavano le risorse economiche. Dalla recente conferenza di servizi indetta sull'argomento e disertata dalla Regione Puglia è trapelato che, sia Comune che Provincia sono disposti ad accollarsi il 25% a testa, degli otto milioni di euro necessari ad esercitare il diritto di prelazione, aspettando che altrettanto facciano gli altri due partners che pare abbiano, da indiscrezioni delle ultime ore, raccolto la supplica. D’altronde sull'argomento un po’ tutti hanno sentito il dovere di proferir parola: qualcuno ha suggerito di creare una società mista pubblico-privato con gestione privata. Qualcun altro invece ha ipotizzato una sottoscrizione pubblica, stimando in poche centinaia di euro procapite la quota a carico di ogni cittadino, per arrivare all’obiettivo. Mi chiedo ancora! Quale sarà l’obiettivo? Se la famiglia Martini Carissimo oggi esce di scena dalla quasi millenaria storia del castello dopo “soli” 74 anni dall’acquisizione c'è da riconoscerle il ruolo di chi ha fatto sì che il castello fosse tale per tutti, per generazioni; vantasse nobili ospiti e brillasse di luce propria attirando attenzioni sull'intera comunità oritana che, comunque, pur avendo ben tremila anni di storia, non è mai stata adeguatamente valorizzata per mille motivi che non stiamo qui ad indagare. Se l’obiettivo è quello di preservare l’immagine del castello, sottraendolo alle grinfie di chi, per fini squisitamente speculativi, ne può alterare la bellezza, allora mi sfugge un passaggio, che da giorni cerco sulla bocca degli innumerevoli cittadini che amano occuparsi, ormai quotidianamente, della questione: la logica mi dice che imprenditori che vantano attività con fatturati eccellenti, che hanno alcune centinaia di dipendenti e producono con successo da anni, non spendono il loro denaro per il gusto di farlo. La logica mi dice anche che, se otto milioni di euro sono stati spesi per l’acquisto e cinque sono quelli stimati come necessari per la successiva, improrogabile, ristrutturazione è certo che vi saranno anche altre spese, ingenti anch’esse, che serviranno proprio al rilancio dell’immagine del maniero e, certo, indirettamente a quella di Oria tutta. O qualcuno pensa che i coniugi Romanin-Caliandro vogliano trainare altrove il Castello di Federico II? Secondo me il torpore che spesso attanaglia i politici, in questa occasione, lambisce le menti di quelli nostrani perché, l’unica azione da intraprendere, credo non sia stata ancora intrapresa: parlare con i prossimi proprietari e sincerarsi che oltre alle parti che obbligatoriamente dovranno lasciare visitabili, riservino anche altri spazi, contenitori culturali e quant'altro per rendere più appetibile l’offerta turistica. Programmare con loro e non contro di loro. La vendita del castello può finalmente essere la svolta che renda Oria centro d’eccellenza per qualsiasi attività si voglia insediare all’interno. Perché, che lo si voglia o no, lo scenario non è replicabile altrove. Tra gli altri mi ha sorpreso la giornalista Paola Moscardino, quando nei giorni scorsi dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno ammoniva:”che il castello non diventi luogo per ricevimenti”! Sicuramente non sapeva che lo è stato fino al mese scorso, per volontà dei proprietari uscenti e nessuno ha mai pensato che questo fosse un’onta. Pierfrancesco CONTE, estate 2007]

lunedì 22 novembre 2010

ROMOLO, IL RE DEI "CRONISTI" di Oria (poesia di Tina Massa)

Ciao Franco,
sono davvero dispiaciuta per la morte di Romolo.....un altro tassello di infanzia se ne va. Sono appena tornata dal lavoro ed ho scritto velocemente questa poesia per lui.... come se fosse una "crona" in suo omaggio. Ciao, Tina.

ROMOLO, IL RE DEI “CRONISTI”

Almeno un nome illustre al tuo destino
di rimanere sempre e sol bambino,
la mamma tua ti volle consegnare
mentre il suo pianto voleva placare.
Infatti, anche se Roma non fondasti,
la fama certamente conquistasti
tra gas e fiori da recapitare
a vivi e morti, sempre tanto ilare,
ingenuo e puro in ogni circostanza
di vita quotidiana nella manovalanza.
Tu ci hai insegnato che la vita è bella,
eri la mascotte della “chiazzella”,
la dignità è tutta personale
e l’autostima la potevi regalare,
perché non c’è nessuno che resista
a chi dichiara di essere un cronista
se porta le “crone” al cimitero:
sfido chiunque a dir che non è vero.
Sei stato maschera al cinema, ricordo,
e ti donavano anche lì qualche soldo..
mentre sognavi sbirciando qualche scena
di accarezzar alla diva la sua schiena!
Conservo un video mentre tu inventavi
le strofe per la mamma, e le cantavi!
Se l’arte è fantasia, non t’è mancata,
ma m’è rimasta impressa nella mente,
lo scorso agosto, senza dire niente,
quell’aria rassegnata
che piano piano ti ha portato via
lasciandoci quaggiù
a respirar per sempre l’allegria
dell’unico, l’er più,
cronista, che invece dei titoloni
portava “li croni”.

Tina Massa

ORIA - 21 NOV.2010 - ARCHEOPASSEGGIATA. FOTO E VIDEO.

Pubblico foto e video realizzati da me ieri in occasione dell'archeopasseggiata solo ed esclusivamente a beneficio di quei lettori che lo meritano e fra questi certamente non trovano posto tutti quei soci dell'associazione ArcheoclubItalia (di cui sono uno dei fondatori su Oria e tuttora socio) che continuano a ripudiarmi come socio. Nessuno mi informa di quelle che sono le attività dell'associazione delle quali apprendo qualcosa solo attraverso terzi. Nella giornata di ieri ho anche scoperto che il libricino che veniva distribuito (non gratuitamente) ai partecipanti, conteneva una relazione del Prof. Giuseppe D'Amico (assente all'evento) relativa al "distico del Corrado posto sul frontone del cimitero monumentale", che è identica a quella pubblicata in questo mio blog (cliccare QUI), che, ovviamente, non viene citato.
Il presidente pro-tempore Chiedi nel salutare i partecipanti riferiva che è intenzione dell'associazione realizzare "un prodotto turistico di eccellenza" e quindi questo porta ad ignorare che in Piazza Cattedrale erano in bella mostra dei sedili danneggiati da vandali (vedasi foto), così come all'interno del cimitero monumentale nessuno si è preoccupato di mettere in evidenza che alcune storiche cappelle gentilizie sono a rischio di crollo (come da me già segnalato in questo blog il 3 c.m.).

domenica 21 novembre 2010

Oria continua ad essere una location preferita per realizzare scene di film.

Nell'agosto 2009 il regista Sergio Rubini per alcune scene del film "L'uomo nero" si è servito della nostra Oria e di alcuni oritani come comparse.
Questa mattina a molti di noi non è sfuggito il particolare che sia in Piazza Donnolo che in Piazza Cattedrale sono state girate alcune scene di un film, a cui hanno partecipato anche alcuni residenti come comparse, Lorenzo Cacciatore, Giovanni Carone, Oronzo Carrieri, Annarita Lomartire, Marco Argentiero.
Si tratta del cortometraggio di Pier Luigi Ferrandini per la "Puglia Film Commission" dal titolo "Lutto di civiltà", la storia dell'Onorevole Socialista Peppino Di Vagno ucciso negli anni '30 in un agguato da parte dei fascisti.
Nelle due foto seguenti alcuni momenti della scena girata in Piazza Cattedrale con alcune comparse oritane. Cliccare sopra per ingrandire.

Romolo Nigro non è più con noi .... ieri 20 nov. 2010 è volato in cielo all'età di 68 anni.

Chi ad Oria non ricorda il simpatico e benvoluto Romolo Nigro? Per anni ha lavorato come "portatore di bombole di gas -GPL" presso il negozio di elettrodomestici di Guido Pipino. In pratica Romolo era incaricato di consegnare al domicilio (e montarle previa sostituzione di quelle vuote) le bombole del gas da cucina ai clienti di detto negozio. Per anni (specie anni '70-'80) abbiamo visto Romolo per le vie del paese con il caratteristico carrellino al seguito.
Altra attività di Romolo è stata quella di "portatore di corone di fiori" in occasione dei funerali, in cambio di un piccolo compenso.
In paese i buontemponi hanno inventato nel tempo dei veri e propri culacchi aventi per oggetto queste due attività che venivano volgarmente denominate "bombolista" e "cronista". Capitava quindi che veniva raccontato il culacchio quando qualche giovane "portatore di bombole o di corone" si recava al distretto militare di Lecce per i prescritti accertamenti medici e psicofisi-attitudinali in occasione del servizio militare di leva. Il culacchio consisteva nel raccontare che il "portatore...." interrogato circa l'attività lavorativa svolta, rispondeva "faccio il bombolista", "faccio il cronista", scatenando la immaginabile ilarità dei presenti! Più o meno come è successo nel seguente video:

sabato 20 novembre 2010

In ricordo di ARCHIMETI .... poesia di Tina Massa.

Caro Franco ti ricordi di Archimede?
Io ho soprattutto un ricordo iconico della sua figura e di quella della moglie, Rusaria, una donna anziana dal viso delicato e dolce, ma dagli occhi furbi della commerciante, contornati da un paio di occhialini da vista tutti trasparenti. Lui me lo ricordo vestito in modo piuttosto colorato e sempre con un berretto in testa, con la visiera (una specie di Mario Bross). La cartoleria-giocattoli, forse l'unica, all'epoca, era molto piccola e piena di tutto: un bazaar! Vendeva, mi pare, anche dolciumi per bambini.......... A Natale illuminava a giorno tutto l'esterno, era bellissimo, e attaccava una cassetta postale rossa dove si potevano imbucare le letterine. Era un personaggio molto simpatico e bizzarro e, se ricordo bene, faceva anche l'elettricista. Tutti ci fermavamo incantati ad ammirare le luci fuori e dentro, e tutto il resto. Era proprio una magìa.
Ho scritto una poesia poco fa su di lui... se vogliamo proseguire il tema natalizio.


Archimeti

Quannu ‘nc’era Archimeti
tutti sciumu all’appeti
cu vvitimu li rricali
ca nnucìa Babbu Natali;
cc’era bbellu lu treninu
ti taula, e llu bbambinu,
li bbambuli ca chiutiunu li ‘uecchi,
li pupi ti lu presepiu
e ttanta nninnnulecchi.
nni critiumu ca iddu scia a’n cielu
e li tava li lettiri, alla veru,
ca ‘mpushtaumu intr’alla casodda
alla porta ti la putiodda.
Mo’ ‘nci shtannu li super mercati
e ssimu tutti motorizzati:
Babbu Natali shtai a tutti vanni
‘mpirnicatu ,ma faci tanni!
Comu sia ca tutti lu canuscimu,
e ss’è llibberatu ti lu bbambinu:
lu prisepiu nò ffaci bbisi(busy)
megghiu li sordi, ca pò li pisi.
Apposhta Archimeti si n’è sciutu,
ma noni ch’è sparutu……………..
s’è spizzittatu ‘ntra lli cori nueshtri
sia ch’è reliquia, comu li meshtri
ti prima, ca cu lla fantasia
vinniunu li shcattuni
pi ffari la mascìa
ti nnu Natali semplici e purieddu
ca allu stress, alla depressioni,
allu lussu sfrenatu, alli finti amicuni
li tirava lu cueddu!

Tina Massa

Momento di riflessione: vale la pena continuare?

Non è la prima volta che mi capita ed oggi è l'ennesima. Poco fa mi chiedevo: "Vale la pena continuare con questa mia attività di blogger rompiscatole? Vale la pena continuare a farsi nemici, non solo fra politici, pubblici amministratori, dipendenti comunali, ma anche fra gente comune e .... qualche pubblico esercente? Vale la pena accumulare calunnie e falsità sul proprio conto ..... che (-da Il Barbiere di Siviglia-) come un venticello... Un'auretta assai gentile Che insensibile sottile Leggermente dolcemente Incomincia a sussurrar. Piano piano terra terra Sotto voce sibillando Va scorrendo, va ronzando, Nelle orecchie della gente .... ???? Vale la pena sentirsi dire che la mia intensa attività di libero blogger deriva dal fatto che non ho un cazzo da fare dal mattino fino alla sera? E che sarei stato licenziato dal mio datore di lavoro perchè sarei un ESAURITO? Vale la pena scoprire che per i soliti noti VIGLIACCHI, miei detrattori, io sarei lo SCEMO DEL VILLAGGIO? Per quanti oritani (QUESTA E' LA DOMANDA PIU' IMPORTANTE CHE MI PONGO) vale la pena che io continui a sopportare tutto ciò?"

venerdì 19 novembre 2010

Stasera su Telerama il prof.Giuseppe D'Amico ci parlerà del castello normanno-svevo di Oria.

Questa sera su Telerama, alle ore 21,30 potremo assistere ad un documentario sul castello di Oria a cura del prof. Giuseppe d'Amico, già docente di lingua latina presso il locale Liceo Scientifico (dove per anni ha svolto anche funzioni di responsabile Fiduciario del Preside), nonché raffinato poeta di lingua latina e studioso di storia locale.
Articoli correlati al prof. D'Amico in questo blog: QUI, QUI e QUI.

mercoledì 17 novembre 2010

Lettera aperta al Signor Prefetto di Brindisi per comunicargli che......

Eccellenza,
Le scrivo questi pochi righi per rivolgerLe pubblicamente una semplice domanda: "Le è mai capitato di avere la sensazione di essere preso in giro da una istituzione, da un'autorità?"
A me è capitato e sta capitando tuttora .... purtroppo.
Dal 31.01.2008 al 27.4.2009 ho ricevuto tre lettere identiche a quella che ho qui pubblicato. Con un mio articolo su questo blog avevo previsto "la presa in giro" nei miei confronti. Concludo con un invito: "Provi ad immaginare Lei al posto mio.... cosa proverebbe?"
Per leggere in questo blog gli articoli correlati cliccare QUI.
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L'ordine dei giornalisti potrebbe essere abolito. Lo dichiara .......

(ASCA) - Roma, 12 nov - ''Da anni sostengo la necessità di abolire l'Ordine dei Giornalisti. La vicenda di Vittorio Feltri, con una condanna-bavaglio di 3 mesi è l'esempio di come gli Ordini, oltre ad essere corporativi, siano spesso politici e politicizzati. Al direttore Feltri, indipendentemente dall'accordo o dal disaccordo su singole questioni politiche, va la mia piena solidarietà per una pena che ha tutto il sapore di un verdetto politico''. Lo dichiara in una nota Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera Deputati.

E intanto aumentano i siti web del GIORNALISMO FAI DA TE. Uno degli ultimi nati è:
www.siamotuttigiornalisti.org
Apprendiamo quindi che:

Pochi mesi fa è nato il primo polo editoriale italiano che adotta il modello di wikipedia: ognuno può contribuire a migliorare la qualità dell'informazione in piena libertà.

www.siamotuttigiornalisti.org offre a chiunque la possibilità:

* di poter disporre di una panoramica di tutti i principali mezzi di informazione italiani e stranieri
* di poter accedere a tutti i contenuti del sito per poter usufruire di un'informazione il più possibile libera da condizionamenti politici o da interessi economico-finanziari
* di pubblicare liberamente contenuti (notizie, opinioni, articoli, studi, interviste, testimonianze, casi emblematici) e di commentarli, contenuti che possono consistere in contributi di servizio, di denuncia, di conoscenza, di stimolo alla crescita del paese, etc. Contenuti mai banali che tendono ad illuminare gli avvenimenti
* di evidenziare, qualora occorra, le manipolazioni a cui spesso le notizie vengono sottoposte
* inoltre di organizzare eventi, lanciare campagne di opinione, aprire dibattiti, lanciare sondaggi, porre domande ai politici, allegare documenti, segnalare altri siti o indicare riferimenti bibliografici, suggerire nuovi contenuti, proporre miglioramenti.

I principi ispiratori che sono alla base dell'iniziativa sono sostanzialmente due:

* La "notizia" é patrimonio di tutti e quindi tutti sono chiamati a contribuire alla sua formazione e al suo controllo. Da qui il titolo "SiamoTuttiGiornalisti"
* Il sito appartiene a chiunque contribuisca ad arricchirlo di contenuti e/o a sostenerlo sia economicamente che con il proprio lavoro. Ognuno godrà di una "compartecipazione" la cui quota sarà misurata sulla base del proprio coinvolgimento

In questo modo chiunque potrà agire al contempo da "Lettore", Giornalista ed Editore (vedere la voce "Chi siamo" sulla home page del sito).

Il team di SiamoTuttiGiornalisti

Se anche tu sei venuto a conoscenza, tramite altri mezzi di comunicazione o in modo autonomo, di notizie interessanti da condividere pubblicale sul sito! Soprattutto se si tratta di notizie importanti, ma trascurate dai media che contano, perché troppo interessati ai discorsi dei politici!
Per pubblicare occorre registrarsi!
… e non dimenticarti di diffondere la notizia tra gli amici e i conoscenti !

lunedì 15 novembre 2010

'Ntunucciu Ntramalonga.... e uno strano fungo!

Caro Franco,
ti scrivo la prisente per dirti che in famiglia acquà a Cellie Mesapico no nci la passiamo morto bene, i cazzanculi no mancunu mai, come speriamo anche di te e della tua famiglia. Tanti saluti da parte di moglierima, di figlioma Rocchino e di canatoma Rocco, lo quale dice ca nata ogni giurnu nel tuo blogghisi LIBBRI DI NOTTI, dove la quale è detto di riferirti ca nò à capito una mata cazzatora pecchè solo DI NOTTI E NO' DI GIURNU.
Affettatissimo amico mio Franco, debbo cercarti un conziglio... un favore meglio. Siccomo a questo paisi sono molto assai bravi a truccare i concorsi e nò tenno tempo per rispondere a me medesimo sottoscritto, vedi di potere addomandare al Cumune di Oria se ti sanno a dire il nome di un fungo che sono trovato alla campagna fori l'altro ieri. Ti mando due litratti con la posta littronica. Ti specifico che sto razza di fungo non stava sotto un albero di fica ma di aulia e, cosa strana molto assai, è che quando sono passato io si è alzata la capo, non ti so dire cosa poteva signifisicare. Forse mi voleva salutare? Forse li sono piaciuto? Sia como sia.... non ho riuscito a capire come si chiama questo bestia della natura.
Ti ringrazzio con anticipazzione e ti saluto molto defecatamente nell'attesa di poterti abbrazzare personalmente di persona. Molto sproloquiamente saluto anche tutti i tuoi lettori.
'Ntunucciu Ntramalonga

DAL DISGUSTATO SPECIALE: FATE ATTENZIONE AL PARCHEGGIO A PAGAMENTO PRESSO L'AEROPORTO DI BRINDISI.

Caro sign. Arpa,
l'ultima volta che ti ho scritto qualcosa del genere è stato il 31.3.2008.
Ti scrivo per aggiornare te e i tuoi lettori circa lo schifo della mancanza di parcheggi auto gratuiti nei pressi dell'aeroporto di Brindisi (o del Salento.... come piace a qualcuno). Per 32 minuti ho pagato la bellezza di QUATTRO euro e non di 3 euro come indicato nel cartello qui pubblicato, risalente al marzo 2008.
Possibile che nessuno si ribella?

ORIA - Dal mese di dicembre sarà possibile visitare nuovamente il castello.

Come da cartello esposto in questi giorni all'ingresso del castello di Oria, dal mese di dicembre, previo appuntamento, sarà consentito a -gruppi organizzati- di visitare nuovamente la zona museale.
Tel.- Fax 0831845659 - Cell. 3290525252

domenica 14 novembre 2010

Poesia dedicata ai nonni. (di Tina Massa)

Franco,
ti invio una filastrocca che, con il Natale incipiente, mi ha riportata ad Oria a circa 50 anni fa..... insieme alla mia nonna. Mi piacerebbe condividerla con tutte quelle persone desiderose di rivalutare la ricchezza dei nonni, pilastri incrollabili della vita di ognuno, ma che oggigiorno sono spesso trascurati, ignorati, abbandonati... specialmente nelle città. Una solitudine assurda.......per una giostra che gira inesorabilmente per tutti!

NONNA, MI PUOI RACCONTARE......

- Nonna, mi puoi raccontare
di quando eri piccola tu,
di cosa potevi sognare?
A Natale, sognavi anche tu?

- Piccina, sognavo e aspettavo
la neve venire dal cielo.
I giorni e le ore contavo
in attesa del soffice velo.
Col naso sui vetri appoggiato,
in mano una palla di lana,
alitavo con tutto il mio fiato
e vedevo la nebbia lontana.

- Ma a Natale, nonnina mia bella,
non vedevi brillare una stella?
Ti aspettavi anche tu qualche dono
come spetta a ogni bambino buono?

- Mi aspettavo anch'io, sì, qualche cosa
nella candida notte nevosa.
Certe volte riuscivo ad avere
cinque arance e, forse, tre pere,
una piccola pupa di pezza
a cui fare una dolce carezza.

- Di pezza, nonna, era la tua pupa?
Forse era più bella, quella non si sciupa!

- Eh, sì, doveva assai durare,
era solo quella, ma mi faceva sognare
lei mi parlava tanto, e io a lei;
ci dormivo d'incanto insieme a lei.

- Ma come, solo quello: arance e pere?

- No, non solo quello, bimba mia,
io ricevevo anche l'allegria
di stare tutti insieme a desinare
col dolce della festa da mangiare.
Un dolce assai sognato, veramente!
Negli altri giorni non c'era quasi niente.
E poi, nei giorni prima di Natale,
la mamma mi metteva a pasticciare
insieme a lei con zucchero e farina.
L'odore c'era ancora, la mattina!

- Ma, nonna, non avevi un vestitino
da mettere a Natale, col lustrino?

- Il vestitino, sai, anch'io l'ho avuto,
un vestitino rosso, di velluto,
che aveva già portato mia sorella,
zia Nina, la più grandicella.
Per me era come nuovo, quel vestito:
lavato, stirato, nemmeno un pò sgualcito.
Non m'importava affatto dei lustrini,
mi divertivo a stare coi bambini.

Avevi, nonna mia, anche tu, amici?
Dei tuoi giochi, cosa mi dici?

- Il giorno di Natale, col gruppetto,
ci mettevamo accanto al caminetto
e parlavamo di quel vecchio bianco
che in questo giorno è sempre tanto stanco:
Babbo Natale che viene dal camino
e visita proprio ogni piccino.
Si scommetteva perciò di non dormire,
così lo potevamo poi sentire
quando giù per la canna si calava..........
Ma ogni volta la mamma ci portava,
addormentati, dentro il nostro letto
senza avere mai visto il bel vecchietto.

-Oh, nonna, questa storia è bella
Mi fai una pupa come quella
che tu mi hai raccontato,
del mondo tuo passato?

- Bambina, quella bambola la trovi
se tu mi guardi fissa e non ti muovi.
Dentro i miei occhi, la vedi una bambina?
Son la tua bambola! Se tu vuoi giocare,
insieme si può tanto ancor sognare.
Vedi, Natale è bello perchè torna,
così come ogni bimbo alla sua nonna.

ISTANTANEE IN CITTA' - AD ORIA IN TOPOLINO!

E' sempre un piacere vedere qualche bella auto d'epoca come questa.

ORIA - ISTANTANEE FUORI PORTA (cicloturismo tra la monnezza abbandonata dai soliti porci oritani)

Che dire? La solita questione da PORCI!

La Oria fumosa, le chianche rossicce in Piazza Manfredi e una poesia di Tina Massa.

Povera Oria mia....
la tua storia non piace più,
ci vuole un marchio nuovo ....un colore nuovo...
e illustri nomi nuovi da immortalare.
Conta l'immagine, stare al passo con gli scempi !
Ami i tuoi figli, ma non sei da tutti corrisposta.
Fuma, Oria, ti prego, fuma ancora più che puoi
fino a offuscare ogni occhio che debba guardare le tue ferite,
così che non abbia a soffrire insieme a te!
Chianche rosse... intrise di dolore,
di sangue infiammato di passione per te, o di vergogna, forse!?
Tina Massa
Avete notato oggi come la nostra Oria sembrava avvolta da fumo? Questa foto è stata scattata alle ore 13,15. Sarà stato fumo da arrosto? Bohh?? Speriamo.... non vorrei che fosse molto fumo e poco arrosto!

sabato 13 novembre 2010

Il castello di Oria, di origini sveve o normanne? Costruito o ampliato da Federico II°?

Pur nella consapevolezza che a qualcuno può dare fastidio che da un pò di giorni continuo a parlare del castello di Oria, non posso non pubblicare alcune considerazioni che ho fatto oggi dopo aver letto articoli di diversi storici vissuti in varie epoche. A mio parere ci sono molti elementi che fanno credere che il castello, oggi di proprietà della famiglia Romanin-Caliandro, è stato solo ampliato per ordine di Federico II° e non costruito di sana pianta fra il 1227 ed il 1233.
Fra l'altro in molti scritti si legge che "secondo tradizione il castello è stato costruito da Federico II°.... o addirittura da suo figlio Manfredi".
Tradizione .... questo termine mi ricorda alcuni scritti presenti anche su internet circa il Torneo dei Rioni: ".... secondo la tradizione ha origine nel 1225 con Federico II di Svevia, il quale decise di insediarsi nel territorio di Oria in attesa della promessa sposa Isabella (detta anche Jolanda) di Brienne. " Tutti noi oritani sappiamo che ciò non è vero in quanto prima del 1967 (ovvero prima della geniale idea avuta da Gino Capone, supportata da dirigenti della Pro Loco di allora, di inventare i giochi de lo torneamento ) nessuno ha mai parlato o scritto del Torneo di Oria e del relativo Bando di Federico II°.

Quindi.... per analogia è probabile che nel corso dei secoli si è tramandato qualcosa di sbagliato circa le vere origini del castello di Oria.

A conforto della mia ipotesi riporto stralci di documenti di tre esperti:

1) - Gennaro Basile di Castiglione (1865-1920), ingegnere e scrittore di cose d'arte, nel suo libro CASTELLI PUGLIESI così scrive:
« Il castello, strumento potentissimo dell'Autorità Regia, residenza signorile e spesso sontuosa di chi — Governatore o Preside, Castellano o Feudatario quell'autorità rappresentava — vide sempre entro l'ambito delle sue mura le sorti supreme della città e della terra » .
Con intendimenti non certo diversi Federico II di Svezia giudicò opportuno che si fortificassero le città di Puglia, dove costruì i castelli di Bari, di Trani e di Brindisi, e aumentò le opere difensive di Oria, perchè — come dice Cantù — « trovando continuamente rivoltose le città soggette, egli volle frenarle con lo spediente dei tiranni: le fortezze ».

2)- Il contemporaneo Benedetto Vetere, Professore Ordinario di Storia Medievale presso la Facoltà dei Beni Culturali dell'Università del Salento, a proposito di Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme, suocero di Federico II°, per l'Enciclopedia TRECCANI ha scritto : "Era evidente che con il matrimonio di Jolanda con Federico di Svevia il controllo della situazione passava all'imperatore di Germania, re di Sicilia nello stesso tempo. La cerimonia di nozze fu, ad ogni modo, celebrata nella cattedrale di Brindisi agli inizi di novembre del 1225 con il fasto che si addiceva a una coppia imperiale. Con uguale magnificenza la regina e il suo seguito erano stati accolti all'arrivo in città, dove ad attenderli vi erano il futuro sposo e il padre che, intanto, avevano soggiornato nel castello di Oria."

3)- Antonio Diviccaro, esperto in storia dei castelli federiciani, su una pagina web così scrive:
[Lo svevo vi fece costruire con certezza la più imponente torre dell'edificio al vertice sud-ovest, che ne costituisce anche la parte più antica attualmente visibile. Il torrione quadrangolare ricalca la tradizionale pianta e possenza dei donjon normanni, nuclei centrali di molti castelli di Puglia e del Mezzogiorno.]

Il caso "Maria Angela Carbone di Oria" perseguitata dal regime fascista (anni 1939-1940) per la sua fede religiosa: Testimone di Geova.

Oggi riporto alla luce la figura di questa donna, esempio di nefandezze del regime di dittatura di quegli anni in Italia, non solo contro dissidenti politici ma anche contro persone che professavano religioni diverse da quella ufficiale.
Carbone Maria Angela, nata a Oria (Br), l'8.11.1901, contadina, residente ad Oria, fu arrestata il 16.11.1939, in quanto figlia di genitori e famigliari "evangelici" convinti di vecchia data, faceva parte della setta religiosa "I Testimoni di Geova". Venne relegata nell'isola di Ventotene (LT) per 1 anno e 5 giorni. Per approfondimenti cliccare QUI QUI e QUI.

CASTELLO DI ORIA: 11-12 nov. - Ufficialmente era un corso di aggiornamento per allergologi ma c'è stata anche un'abbuffata stile medievale!

Come ben sapete nei giorni scorsi (11 e 12) presso il castello di Oria, di proprietà della famiglia Romanin-Caliandro, si è tenuto un "Corso di Aggiornamento in Allergologia e reazioni da Ipersensibilità agli Alimenti". Sono del parere che la data non è stata scelta casualmente, gli organizzatori avranno pensato bene di festeggiare San Martino ed il vino nuovo con una cena medievale. Gli specialisti allergologi avranno così personalmente verificato se il proprio organismo era allergico o meno a certi alimenti ed ingredienti del seguente menù:

Maialino allo spiedo farcito
Coscia di manzo in bellavista
Le salse: salsa verde, porri e cipolla, alle prugne

Trippa con ceci e sugna
Petto di faraona ai frutti di bosco e vincotto

Zuppa di cipolla e pane al formaggio
Zuppa di farro

Pasticcio di porri
Torta alle noci e cicorie

Crostoni medievale
Pane nero, pane alle noci, pucce e pancetta

Ippocratico
Idromele

Lasagne in bianco con zucca,
radicchio e caciocavallo

I vini che hanno accompagnato il banchetto, forniti dall'azienda Tenute Rubino, sono stati lo Jaddico, blend di Negroamaro, Montepulciano e Malvasia Nera, espressione eccellente di una mediterraneità calda e seducente, e l’elegante vino dolce Aleatico.

La domanda a questo punto nasce spontanea: "E' andato tutto bene? Nessuna sbornia? Nessuna diarrea? Nessuna reazione da ipersensibilità agli alimenti ?

venerdì 12 novembre 2010

La storia del castello di Oria fino al 1936. (a cura dell'insigne letterato e storico B.P. Marsella)

Ricordate nei giorni scorsi quando in un post vi ho accennato ad un documento sul castello di Oria?
Mi riferivo a questo articolo pubblicato sulla Rivista Rinascenza Salentina nell'anno 1936 a cura di Barsanofio Pasquale Marsella. Sono ben 16 pagine dedicate al castello svevo, dalle sue origini fino al dopo restauro eseguito subito dopo la venuta in possesso da parte della famiglia Martini-Carissimo, in cambio di Palazzo Martini che diventò sede podestarile e successivamente sede municipale fino a qualche decennio fa.
Chi era B.P. Marsella? Sul sito internet del Comune nella sezione "Uomini illustri" non troviamo nessuna traccia. Sullo stesso sito troviamo una pagina web avente titolo: "Il Fante Glorioso e vittorioso: il Monumento ai caduti di Oria" a cura della d/ssa Maria Fontana Solazzo (se non ricordo male francavillese ... che in alcuni periodi ha lavorato presso il Comune di Oria) la quale (mancando, a mio parere, un tantino di rispetto alla figura di un illustre personaggio) così scrive:
[Gli oritani residenti fuori dal comune contribuirono con vari oboli alla realizzazione del monumento, anche con modeste offerte "quale contributo di filiale amore verso il paese natio e di commossa riconoscenza verso i prodi suoi figli che s'immolarono per la più Grande Italia". Tra questi ultimi ricordiamo un tale Barsanofio Marsella residente a Roma che sulla cedola del vaglia così scriveva al Podestà Don Rocco Greco:"La tripolina Pina Elda Bona e il romano Enzo Gino Corrado vuotano i loro salvadanai modestissimi per concorrere con il loro babbo Barsanofio Pasquale Marsella e la loro mamma Maria Cristina al monumento che Oria erigerà in memoria dei morti durante la gloriosa ultima guerra d'Italia! Caro Don Rocco gradisci la povera ma cordiale offerta mia e dei miei. Ti ringrazio del lusinghiero invito che mi rende più forte e superbo cittadino oritano".]
Per meglio capire chi era B.P. Marsella, dobbiamo quindi affidarci (come tante altre volte in passato) al bellissimo libro sulla toponomastica " ORIA. Strade vecchie, nomi nuovi; strade nuove, nomi vecchi". Riusciamo quindi a scoprire che esiste ad Oria una via che reca tal nome (esattamente alle spalle del palazzetto dello sport), segno evidente che il Marsella era qualcuno e non un semplice TALE!
La strada è dedicata ad un illustre concittadino che, per sua scelta, passò la maggior parte della vita lontano dalla città natia. Nonostante i lunghi anni di lontananza, però, Barsanofio Pasquale Marsella non staccò mai del tutto il cordone ombelicale che lo teneva legato alla sua Oria: quasi tutte le sue fatiche di scrittore sono dedicate alla sua Città, conservò per tutta la vita i rapporti con gli amici oritani della giovinezza e con i parenti, donò, infine, alla Biblioteca comunale i suoi libri e i suoi manoscritti. Barsanofio Pasquale Marsella nacque ad Oria il 20 agosto del 1880 da Vincenzo e da Giuseppa Cozzetto. Come chiunque, a quei tempi, avesse voluto continuare gli studi dopo le Elementari, anche il Marsella entrò in Seminario; compiuti gli studi medi e superiori, venne ordinato Sacerdote. Ben presto mise in atto un progetto innovativo dando vita ad un oratorio, o meglio un ricreatorio come don Pasquale lo aveva denominato, nei locali dell'ex convento di San Pasquale. Ma, ad un tratto, la vocazione venne meno e, come diceva il nostro popolo, si spogliò. Smise, cioè, di essere prete e tornò allo stato laicale, non, però, nella sua Città. Fu costretto così ad emigrare, non per lavoro, ma per quel pregiudizio sociale che considerava lo spretato un soggetto da emarginare. Si stabilì a Roma dove alternò al suo lavoro di funzionario delle Ferrovie un'intensa attività di studioso della storia patria. Cominciò così a pubblicare un notevole numero di lavori su Oria e la sua storia. Una delle prime opere che pubblicò, che è poi quella che lo fece maggiormente conoscere ed apprezzare, fu i “Ricordi storici di Oria messapica”, stampata a Roma nel 1934. Pur se pubblicata parecchi anni dopo la partenza dalla città natia, è ragionevole ipotizzare che il lavoro preparatorio sia stato realizzato dal Marsella quando ancora risiedeva ad Oria. Nell'opera non mancano spunti originali, ma la maggior parte delle notizie è tratta dagli storiografi oritani dei secoli passati: è lo stesso autore che lo ammette nell'introduzione: ho compendiato questi Ricordi storici di Oria Messapica desumendoli, in gran parte, dagli scritti di illustri concittadini che ci lasciarono memorie o storie o fortune di Oria. Il Marsella precisa in seguito che si riferisce alle opere di M. Pagano, di D. Albanese e di G. Papatodero oltre che a quelle di Q. M. Corrado che non scrisse, veramente, alcun trattato storico su Oria; ma nelle sue lettere e orazioni ne rievocò spesso la gloria millenaria. Nel 1936 pubblica, in Rinascenza Salentina, Il Castello Svevo di Oria. Nel 1943 escono il lavoro su G. B. Bonifacio e le Tavole sinottiche dei vescovi oritani. Dopo qualche anno viene alla luce quella che fu una delle opere che dimostra la lungimiranza e la modernità delle idee del Marsella: è la Guida della Città di Oria che, pur se sintesi dell'opera precedente, è una vera e propria guida turistica della Città, concepita e diffusa in anni in cui ad Oria ben pochi conoscevano il significato della parola turismo. Continua costante lo studio del Marsella sulla storia della sua Città e continuano ad essere pubblicati suoi studi e contributi; scrive anche una tragedia ed anche in questo genere letterario la protagonista è sempre la sua amatissima Oria: si tratta di “Oria fumosa”. Nel 1951 da alle stampe un'opera che si discosta del tutto dal filone storico: si tratta di "Enzo mio figlio" (epicedio). E' una toccante operetta scritta in occasione della traslazione, da Fiume a Roma, della salma del figlio Enzo Gino Corrado morto in Croazia il 2 luglio del 1942. E' una straziante biografia dell'unico figlio maschio morto a soli venti anni ucciso in combattimento a Licko Lesce da un cecchino croato. Continua costante lo studio del Marsella sulla storia della sua Città e continuano ad essere pubblicati suoi lavori e contributi; nel 1952 vede la luce quello che lui stesso dice essere l'ultimo sacrificio che compio per la città natia e, forse, il suo lavoro più originale che affronta un argomento da sempre trascurato dagli storiografi oritani, gli ebrei in Oria, "Da Oria viene la parola di Dio". In realtà il manoscritto era stato chiuso già nel lontano 1939 e doveva essere pubblicato sulla rivista Religio diretta da E. Bonaiuti, ma la rivista fu soppressa e il manoscritto venne restituito all'autore nel 1946. Nonostante la lontananza, P. Marsella continuò per tutta la vita ad avere rapporti con gli amici di Oria e del Salento: collaborò, infatti, ad alcune riviste a diffusione regionale, si fece promotore di iniziative e venne consultato per la sua conoscenza della storia di Oria. Morì a Roma il 23 gennaio del 1973.
Tutti coloro che l'avevano conosciuto continuarono a chiamarlo assai affettuosamente, a seconda della lingua parlata, o Papa Pascali o Don Pasquale Marsella.
Fu Marsella, nel 1952, a proporre all' Amministrazione di onorare il Capitano Orlando Di Tommaso, nonchè a dettare le parole per la lapide e scrivere il discorso commemorativo.
Nel 1963 in una lettera di ringraziamento al Sindaco e al Consiglio Comunale che lo avevano nominato membro onorario della Commissione Toponomastica porge ai membri effettivi l'augurio di un diligente studio sul compito assunto e offre una serie di suggerimenti per i nomi delle vie oritane che trae dalla senile ma non labile memoria.
(La foto è tratta dalla pubblicazione DELLA FONDAZIONE DI ORIA del maestro Dino Attanasio, nipote del Marsella).

giovedì 11 novembre 2010

ORIA - CASTELLO ED ILLUMINAZIONE .........

Quella che vedete nelle immagini qui pubblicate è l'attuale illuminazione al castello di Oria, di proprietà della Borgo Ducale s.r.l.
Un anonimo/a su Facebook è da vari giorni che sta rompendo "i maroni" con messaggi del tipo: LE LUCI AL CASTELLO SONO SPENTE, PERCHE' LE LUCI SONO SPENTE, NESSUNO PARLA, NESSUNO DENUNCIA. Rivolgendosi allo scrivente è arrivato/a addirittura a scrivere: "....e le luci del castello non vede la sera?non fa le denunce?gli amici sono amici."
Tanto è ... ci piaccia o non ci piaccia. E comunque a me non interessa più di tanto.... queste luci secondo me bastano ed avanzano .... le cose che dovrebbero eventualmente interessarci sono ben altre e comunque da affrontare a viso scoperto e non dietro la maschera di un nickname.

mercoledì 10 novembre 2010

San Martino ad Oria si festeggia il 13 novembre.

Cliccare sull'immagine per leggere il programma.

martedì 9 novembre 2010

CASTELLO DI ORIA. Cosa dire? Non è facile.... credetemi!

E' proprio vero: la storia è fatta di corsi e ricorsi.
Vi invito a leggere i seguenti passaggi da me stralciati da un vecchio documento datato 1936. In un prossimo post vi dirò di cosa si tratta.

[Dopo tante e sì burrascose vicende, il nostro più glorioso monumento segnò — di anno in anno — la sua fatale rovina: per l'edacità del tempo e l'incuria dei governanti si era ridotto un indisturbato rifugio di falchi, di gufi e di topi, e il visitatore fantasioso provava una delusione invincibile scorgendo solo rovine e squallore, dove aveva sognato di vedere dimore di Principi e di Feudatari.
Lo storico ******* scriveva: « La metà dell'edificio è tutta rottami: un lembo è piantato a rosai e a robinie; l'altro appena si regge, tanto da mostrare i molti anni che sono passati sulle sue cornici » (Castelli in Terra d'Otranto).
E ancora il ciclone del 1897 non lo aveva devastato con la sua furia infernale!]

[Scevro « da servo encomio » e per non cadere nel « codardo oltraggio » manzoniano, alla notizia della permuta tacitai ogni sentimento di orgoglio patrio, in attesa dei «tempi migliori » prognosticati dai « ben pensanti ». Son passati apppena due anni e già la reliquia più bella del nostro passato — destinata a sicura rovina — domina festosamente sulla cima più eccelsa della città, ormai risanata radicalmente dalle ferite dei secoli e dalle intemperie naturali e artificiali! Col benaugurato risanamento è scomparsa ogni formalità burocratica per poter visitare il Castello Svevo, che diverrà certamente lieta meta turistica per tutti gli studiosi e i curiosi.]

[Così l'illustre archeologo francese Emile Berteaux ci descrive la bella reliquia: « La cappella di Santa Daria, con le sue cupole disegnanti tre braccia della croce greca e inquadrate dentro cinque nicchie, riproduce — in tufo calcare e sopra un piano di sei metri di lunghezza — il magnifico ordine di S. Marco di Venezia » (L'art dans l'Italie meridionale).
Una descrizione più dettagliata ci offre il prof. De Giorgi, che cosi scrisse: « Un monumento abbandonato da Dio e dagli uomini è nell'interno del castello Svevo, sotto il piano della piazza d’armi. .......]

Premesso quanto sopra passo a dirvi che sono in molti a chiedermi in questi giorni perché non ho ancora scritto un rigo sull'evento al quale ho partecipato lunedì 8 c.m., presso il castello di Oria.
Credetemi: per uno come me che ama dire "pane al pane e vino al vino" non è facile in casi come questi esprimersi serenamente.
Ho seguito attentamente quasi tutto ciò che si è detto e scritto sulla questione castello oritano dall'inizio dell'estate 2007 ad oggi. Una certa idea me la sono fatta e vi confesso che in certi momenti sono stato fortemente combattuto se sposare o meno la tesi di coloro che erano contrari all'acquisto da parte della società Borgo Ducale, s.r.l., spaventati dal rischio che il monumentale castello potesse diventare un fenomeno commerciale.
Ho deciso di non schierarmi apertamente contro tale operazione, pur rimanendo attento, vigile, e un pò critico in questi due anni di restauro, in considerazione anche di alcune voci anonime (e molto probabilmente false e calunniose) circa irregolarità nell'esecuzione dei lavori.
Taluni (leggere QUI) hanno anche tentato di istigarmi, di aizzarmi affinché scrivessi qualcosa sul mio blog a mò di denuncia pubblica .... urlando: "Scempio.... allarme... scempio al castello". Finanche uno stimato, attempato e conosciuto professore del luogo per ben tre volte ha tentato delicatamente di mettermi certe cosette nell'orecchio.
Oggi posso dire di non essere pentito di essermi mantenuto neutrale in tutta la vicenda. Non posso non riconoscere altresì alla famiglia Romanin-Caliandro molte qualità e sono fiducioso che essi faranno di tutto per mantenere gli impegni finora assunti con la città di Oria. Il mio atteggiamento positivo nei loro confronti può facilmente rilevarsi dal lavoro che ho realizzato in occasione della conferenza stampa di ieri (un video e 140 scatti fotografici a beneficio dei lettori miei, di quelli de Il Controvento, de Il Quotidiano e del prossimo numero cartaceo de Il Controvento-DemoCity).
Ad ogni buon fine, senza volermi dilungare oltre condivido pienamente il contenuto della lettera aperta dell'amico Titti Filotico, dell'articolo dell'amico Eliseo Zanzarelli, nonché buona parte di quest'altro articolo apparso oggi su un giornale online.
Concludo invitandovi a riflettere su questa mia domanda: "Il Comune, qualora fosse riuscito ad acquistare il castello nel 2007, sarebbe riuscito a fare altrettanto? Abbiamo visto in che pietose condizioni versa l'area archeologica a ridosso del municipio? E Monte Papalucio? E le mura medievali .... infestate da erbacce.... nonostante un recente restauro? E la statua di Costantino in Piazza Cattedrale? E lo scempio delle chianche? E..... e.... chi più ne ha più ne metta!"

A proposito della riapertura al pubblico del castello di Oria. (A cura di Salv. Filotico)

[Considerato che, sinora, la proprietà ha rispettato gli impegni presi, sono certo che rispetterà anche quello di mantenere la struttura fruibile anche dai cittadini oritani, compatibilmente con i progetti della Borgo Ducale. Auguro di cuore alla famiglia Romanin-Caliandro di vedere realizzati al meglio i propri progetti ed i propri sogni.......] Continua QUI.

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