lunedì 7 maggio 2012

PAESE CHE VAI PICCIONE CHE TROVI! (a cura di Ntunucciu Ntramalonga)

A Franco Alpa, bloggista nottedialpa, Orria, Brindisi

Caro amico mio,

ti scrivo la prisente per farti sapere che io no mi la passo tanto bene, come spero anche di te. Devi sapere che urtimamente sto soffrendo di problemi alla ghianda de la prostrata. Sapessi Franco che fastitio causa questa cazzatora ti malatia. La notte mi debbo alzare dal lietto per andare a orrinare di continuo, tanto che sbanto anche moglierima, la quale proprio aieri notte mi ha detto: “Ué Ntunù! No ti faci n’agghiu e ti ttacchi nu pappacallu a sta ciola, ah… pi la marangia ca no mi faci chiutiri uecchi mancu a mei!” Questo di notte, di giorno se esco devo tornare mediatamente a casa per fare un bisogno piccolo, perché dove la quale devi sapere che io mi mento a vergogna di andare in altri posti, anche pecché temo di cchiapparmi una malatia venarrea.Devi sapere che me ne vulo ti capo quando mi coglionano per questa soggezione. Puro canatoma Roccu si ha preso la pizzicata, mi ha detto che io forse ho sballiato quanno ero dolescende a non avermi autoerotizzato per armeno 5 vote a settimana, che dove la quale ha letto un articolo che ai scritto tu sobbra INTRANIENTI che nella Merica hanno scoperto che taccossì alli mascoli no si ngrossa la castagna della prostrata. E io gli sono risposto che si doveva fare i cassi sua pecchè so io cosa sono fatto quanno ero vagnoni e di certo no lo posso contare a iddu ca eti fratello a moglierima. Bene cambiamo discorso. Devi sapere amico mio che la settimana passata io e moglierima abbiamo andati a Milano, che dove la quale nostra figlia Galerana ha dato la tesa per la laura in Spigologia alla Noversità del Bon Boccone, prendendo il voto più alto 110 e lota, che mi devi credere, coccia allu cori, non sono capito che caputiagghiu significa la lota. Abbiamo viaggiati in treno Intercito Crotone-Milano che noi abbiamo pigliato a Taranto, dove ci ha compagnato con la macchina scioscettima Pietro Jammatiristucciu. Ci siamo ssittati in uno scompartimento dove vi stava una famiglia di calabresi che andavano a Legnano per il giuramento del figlio bersalliere. Alla veramente siamo fatti subbuto amicizia con queste persone e una certa ora abbiamo tirato il mangiare fuori dalle valigge e siamo principiati a sganasciare. No ti dico come ci siamo cunzati caro Franco, assaggia questo, assaggia quello, na marangiana sott’ollio, un po’ di puccia coll’aulive dentro, una carciofa fritta, un bicchiere ti primatiu, na purpetta. No ti dico quanno poi la signora calabrese ha tirato fuori la soppressata co la Ndugna, che dove la quale quanno ho visto che erano askanti sono detto "NO GRAZZIE ca se no intr’alla ritirata mi debbo chiutere." Moglierima però sà data da fare a mangiari queste cose askanti, ca come tu sai le piacciono molto assai. Sia como sia la matina alle dieci abbiamo arrivati alla stazione di Milano centrale e ci stava spettando il zito di Galerana, Mbrogio, un giovanottu tanta gentili (ca ti debbo confisssari mi ha simbrato un picca recchia pi como scolettava e teneva un ricchino sopra un occhio). Insieme a lui ci siamo dirizzionati di fuori alla stazzioni per prendere una macchina a vittura. No ti dico quanta gentaglia siamo trovata fuori che spettava come noi di prendere una macchina e spetta spetta…. e spetta spetta, no vuoi ca a moglierima l’è scappato di orrinare per mezzo che si aveva infiammata la natura dabbasso con tanta cazzatora di Ndugna calabbresi askanti ca si era mangiata? Mè ditto “Ué Ntunù io l’ogghia fari ca ci no mi skatta la vissica” e sia como sia si è ncovolisciata dietro a una machina ca stava ferma e si ha liberata. No vuoi ca là vista un pizzardoni con il cantro bianco ancapo e li guanti alli mani e si ha vicinato propia mentri moglierima si stava alzando? E no vuoi che ha detto che voleva fari la contraminzione per sodiciamento solo pubblico e azzioni contro alla publica digenza? No ti dico la facci di moglierima, ci era potuto fari co lli tira nu muezzico alla recchia ……. Sia como sia lo Guardia ha tirato fori l’abbisi e il quaterno per scrivere. E no vuoi che proprio a quel momento ha volato sobbr’annoi un palummo ca ha sganciato una patacca di mberda fra mano e quaterno del pizzardone? Moglierima rossa come un pipaluro ha detto “E quello mò no è sodiciamento?” e il Guardio ha risposto: “Signora, mica posso fare la contraminzione al piccione!” e non vuoi che…… e non vuoi che moglierima, di skatto si alza la gonna e dice “E ca questo cosè allora?!” No ti dico Franco mia la frusta ca mi ho sentito, speci che vicino stava puru Mbrogio ca eti estraneo. Ti confesso che a quel momento avrebbi voluto sparire. Sia como sia il Guardio no fece più la contraminzione a moglierima. Certo che como vedi i palummi stanno da pertutto e no solo a Orria. Bene, conchiudo caro amico mio, ca sinò aqquà la sperlunghiamo molto. Ieri abbiamo tornati a Cellie Missapica e no vuoi che quando passavamo all’appiedi per la chiazza siamo viste delle persone che camminavano con le fave in mano? Dopo sono saputo da Lillino il cocino di moglierima ca il problema sono i palummi e dove la quale tu hai scritto sobbra INTRANIENTI che con una fava si cchiappano due palummi e si risolve la quistione! Mah, io alla veramenti non sono capito niente.

Bbé statti buenu. Saluti mia e di moglierima.

Affettatamente, tuo amico Ntunucciu Ntramalonga.

Copyright © - Francesco (Franco) Arpa

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