sabato 31 maggio 2008

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VOLETE IMBARCARVI SU UNA SONDA SPAZIALE DELLA NASA ???

Se avete interesse per l’Astronomia; se desiderate che il vostro nome venga “imbarcato” per la prima volta su una sonda spaziale; se non sapete a chi rivolgervi per favorire un vostro contatto con “Daniel Green”(esempio: ==>[@]) , pezzo grosso dell’Astronomia mondiale (colui cioè che attribuisce la paternità di una scoperta e il nome ad un corpo celeste), al fine di farvi “raccomandare” e quindi poter provare l’emozione di svegliarvi una mattina e trovare nella cassetta della posta l’attestato proveniente da Mission Specialist LRO, che vi annuncia che il vostro nome è stato inserito nella sonda spaziale “Kepler” della NASA con l'obiettivo di trovare pianeti simili alla Terra intorno a stelle vicine; vi consiglio un mezzo alternativo (forse meno emozionante ma più rapido). Collegatevi, così come ho fatto io, al seguente sito:

http://kepler.nasa.gov/ed/name.html e riceverete, in un miliardesimo di secondo, il tanto prezioso attestato.

Basta il nome e cognome, non è richiesto altro. Veramente! Provare per credere!

(Una richiesta di aiuto: http://www.aiutiamogabriela.it/)

Cose dell'altro mondo.

Ultraterreno.
E'un aggettivo che è stato spesso usato nell'internet oritano in questi ultimi giorni in merito ai cari trapassati. Pensavo che si fosse toccato il fondo con questo articolo. Sbagliavo.
Si è andati oltre quel fondo.
Ma è possibile pensare - anche solo lontanamente - di potere prendere bellamente in giro la gente, scrivendo deliranti articoli come questo (cliccare) ?
Riporto testualmente "Ora, con il modestissimo contributo di Carpe diem Oria, cha ha favorito il contatto con “Daniel Green”, pezzo grosso dell’Astronomia mondiale, colui cioè che attribuisce la paternità di una scoperta e il nome ad un corpo celeste, il 27 giugno, il nome Donatiello sarà, insieme con quello di altri astronomi e astrofili di tutto il mondo anche su Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), destinata a mappare dettagliatamente la superficie selenica e, nel 2009, partirà a bordo della sonda “Kepler” della NASA con l'obiettivo di trovare pianeti simili alla Terra intorno a stelle vicine."
Io non conosco pezzi grossi della astronomia mondiale e senza l'inutile e immodesto contributo di CarpediemOria ho ottenuto lo stesso "certificato"
Lo volete anche Voi ? Suvvià non vorremo mica lasciare da solo un nostro concittadino sulla sonda Keplero, clicchino, signori, clicchino http://kepler.nasa.gov/ed/name.html.
Una sola parola nei confronti del WB di CarpediemOria. Vergogna !

SOLIDARIETA', SOLIDARIETA', SOLIDARIETA', SOLIDARIETA', SOLIDARIETA', SOLIDARIETA', SOLIDARIETA', SOLIDARIETA', SOLIDARIETA', SOLIDARIETA'

FINE DELLE TRASMISSIONI

Per la gioia di alcuni www.oritano.blogspot.com pone fine a tempo indeterminato alle sue "trasmissioni" oggi sabato 31 maggio 2008. Così come pone fine alla mail oritano@email.it

Saluti a tutti, scusate se non risponderò (se mai qualcuno vorrà scrivermi) ma non ho più voglia di portare avanti questo blog, ho espresso delle opinioni e sono stato tacciato immotivatamente di infamia, la cosa non mi sta bene.
I commenti liberi sono sempre in funzione. Vi prego soltanto di non lasciare messaggi volgari e/o tali da ferire la sensibilità di chiunque.
Prima o poi era ora staccare.

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Quanto sopra è ciò che ha inserito alle ore 11,27 odierne il gestore di www.oritano.blogspot.com
Non sono a conoscenza di cosa sia successo, evidentemente ha ricevuto qualche mail in privato con il quale è stato chiamato INFAME.
Caro Oritano, anche se non conosco la tua vera identità, ti dico che se INFAMIA è l'aggettivo che ti può essere affibiato per tutto ciò che hai fatto in questi 10 mesi per Oria e per gli oritani nel mondo..... ti dico che voglio essere chiamato INFAME pure io, anzi lo voglio urlare al mondo intero: SONO UN INFAME.
Non ti chiedo di tornare sui tuoi passi, sono decisioni personali. E' inutile che ti dica che puoi contare su di me e su questo spazio per tutto ciò che ritieni utile per il bene di Oria e degli oritani, disinteressati ed INFAMI come te e come ME. Viva Oria.

MEMORABILIS

Carissimo Franco,
e lettori di tutta la comunity,
vorrei esporre alcune riflessioni riguardo la nascita di un nuovo sito alquanto originale: www.memorabilis.it
Sicuramente avrete avuto modo di visitarlo, beh, trattasi di un'archivio "NECROLOGICO" della nostra città! Nulla da ridire sull'iniziativa, potrebbe sembrare un po' "macabra", ma forse
forse, potrebbe essere utile per chi non sempre ha la possibilità di poter leggere i manifesti funebri, in particolare per coloro che vivono lontano da oria, vogliono "tenersi informati"!!!
Ma quello che voglio a Voi sottoporre sono alcuni quesiti in merito:
1- La pubblicazione di foto e relativi manifesti su internet del defunto, ma i familiari sono e vengono messi a conoscenza che vengono poi pubblicati in rete?? La privacy è compromessa?

2- Se notate bene, il sito è in "collaborazione" (ovviamente SPONSOR!!) con le agenzie funebri Oritane. C'è conflitto d'interessi? Per ogni defunto vi è il relativo logo dell'agenzia che ha curato le esequie. Basta fare un giro, e si può fare una "classifica" delle agenzie più "proficue"!!!. Non credete che basterebbe al massimo solo sponsorizzare il sito, senza specificare che il funerale di quel o quell'altro defunto sia stato eseguito da quella o l'altra agenzia tramite l'aggiunta del logo??

3- Se ancora notate bene, nell'elenco non vi sono tutte le agenzie, ne manca una.
Mi chiedo e Vi chiedo, i funerali che cura quell'agenzia vengono lo stesso caricati sul database del sito??? Penso di no!!. Per quei cittadini lontani da Oria e non, che vogliono "tenersi informati sui necrologi", non saranno a conoscenza se, un defunto che verrà curato da questa agenzia assente (al momento sembra così), un'amico o conoscente è defunto o meno!!

A mio parere, l'idea è buona, ma andrebbe perfezionata in molti aspetti, soprattutto Etici, leggere sì i necrologi in rete con foto e tutti i manifesti, ma rispettare per primi i familiari e poi gli stessi defunti (chiedere almeno ai familiari l'autorizzazione a pubblicarli), e senza porre per ogni defunto il proprio logo dell'agenzia, approfittando (forse) così del loro dolore per farsi pubblicità "occulta" su ogni singolo defunto!!!!
Ovviamente, tengo a precisare, che non voglio assolutamente entrare in polemica con l'autore del sito e sulla sua idea di creare un sito di questo tipo. E' solo una considerazione, anche se personale, su alcuni aspetti etici, sulla quale comunque, tutti dovremmo un'attimino riflettere. Magari, dalle discussioni, possono nascere nuovi spunti per poter migliorare il sito stesso e renderlo un pò meno "business" e più di utilità collettiva.. A Voi i commenti
Saluti Franco
JOSEPH68

venerdì 30 maggio 2008

COSE ORITANE DI UN TEMPO

QUALCUNO DI VOI SA DIRMI L'ORIGINE DEL SEGUENTE PROVERBIO?

QUANNU SQUAGGHIA LA NEVI SI VETUNU LI STRONZURI !

STAMATTINA CONSIGLIO COMUNALE SUL BILANCIO DI PREVISIONE

RICORDO A TUTTA LA CITTADINANZA CHE FRA POCHI ISTANTI (ore 9 della mattina) AVRA' INIZIO IL CONSIGLIO COMUNALE CON ALL'ORDINE DEL GIORNO UNO DEI PIU' IMPORTANTI ARGOMENTI IN CALENDARIO NELL'ANNO: IL BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ANNO IN CORSO.
A MIO PARERE NON E' GIUSTO FARE DI MATTINA IL CONSIGLIO COMUNALE, QUEI POCHI CITTADINI CHE VORREBBERO ASSISTERE SONO IMPEGNATI IN ATTIVITA' LAVORATIVA. FRA L'ALTRO AD ORIA NON E' POSSIBILE SEGUIRE IL CONSIGLIO COMUNALE ALLA RADIO, ALLA TELEVISIONE, OPPURE LEGGERE I VERBALI SUL SITO INTERNET UFFICIALE DEL COMUNE.

BUON SANGUE NON MENTE !!! DONIAMOLO....domenica ad Oria

giovedì 29 maggio 2008

Associazione ArcheoClub

Ciao Francooo, è ovvio che pretendo da te la scheda per aderire all'Associazione ArcheoClub. Dai, aderiamo in tanti.
Alla prossima

Vescovo Marcello Semeraro. VISITE AL BLOG DAL "VICARIATO DI ROMA"

Una curiosità. Spesso questo blog viene visitato da persone che utilizzano il provider del VICARIATO DI ROMA inserendo come chiave di ricerca MARCELLO SEMERARO. Ultima visita stamattina alle ore 09:42:41 . Immagino che ha attinenza con ambienti della chiesa (esempio Diocesi di Albano Laziale, nei pressi di Roma) e che vi sia interesse a sapere cosa si scrive sul conto del Vescovo Marcello Semeraro, già pastore della Diocesi di Oria. Visto che in questo blog più volte è stato citato il suo nome (in particolare: questione necropoli messapica distrutta nell'area ex conventuale Padri Vincenziani di Oria), a me personalmente farebbe piacere ricevere e pubblicare su questo mio spazio qualche suo intervento.

mercoledì 28 maggio 2008

Video della presentazione Libro il Cerchio Di Fuoco - Leoni di Messapia II


Bloggersergioardito ha detto...

Anche se in ritardo devo complimentarmi per l'iniziativa,che spero non resti isolata.solo una osservazione :trattandosi di un caffe' letterario dovrebbe esserci la possibilita' anche di sorseggiare un caffe' e quindi disporre dei tavolini e non delle sedie tipo conferenza tradizionale.ed ancora ma nessuno dell'amministrazione si vergognava quando i relatori parlavano disturbati da quei maleducati in motorino?
Saluti sergioardito

25 maggio 2008 14.24


Blogger AdminBlogFrancoArpa ha detto...

L'amico sergioardito mi invita a "MACCARRUNI E CARNI" come si suol dire in dialetto. In verità è da ieri che sono tentato di scrivere qualcosa in merito. Mi ero sforzato a tacere per non rischiare di apparire sempre polemico, ma oggi, sotto l'input di questo commento, non resisto più. Devo dire qualcosa (CA CI NO SKATTU) perché non sempre certi panni sporchi si devono lavare in famiglia. La domanda di Sergio è, fra le altre, "se qualcuno dell'amministrazione si vergognava". E bene si, una persona si vergognava. Quella persona ero io e mi vergognano doppiamente. Vi spiego il perché. In modo doppio, o meglio triplo, perché: 1)sono uno dei soci della sezione IN FORMAZIONE di Oria dell'ArcheoclubItalia che con il logo compariva sui manifesti; 2)faccio parte del direttivo di un partito che sostiene questa maggioranza e che fa capo all'assessore ai Beni Culturali, nonché Vice Sindaco, che venerdì sera era seduto al tavolo dei relatori; 3)-perché dalla metà di febbraio ad oggi ho avuto modo di conoscere le qualità del Prof. Fernando Sammarco, autore del libro, e sono fermamente convinto che meritava molto, ma mooooolto di più.
Avevo già esternato, attraverso delle mail,al Prof. Sammarco tutte le mie perplessità, a causa delle quali non intendevo presenziare all'evento e per questo e gli avevo già preventivamente e cortesemente chiesto di scusarmi. Il Prof.Sammarco, persona molto a modo e squisitissima, mi ha pregato invece vivamente di esserci con queste testuali parole: " sono del parere che Orra merita ovviamente ogni considerazione possibile da parte di tutti, essendo stata un'importante capitale dell'antica Sallentina oltreché sede di dinasti fra i quali è da annoverare probabilmente anche il grande re Arthas. E quindi, ritengo che Lei farebbe bene a ripensarci a seguire l'evento culturale di venerdì sera. Non faccia in modo di autoescludersi. Pur riuscendo a comprendere in parte quali siano state le motivazioni che a torto o a ragione l'hanno spinta a prendere una tale decisione, immagino che l'amore per la sua patria messapica la indurranno a trascurare le incomprensioni e ad essere lì con noi."
Risultato: quella sera c'ero pure io e mi sono reso conto di persona degli aspetti negativi che ha accennato il Dr. Ardito.
Tutto ciò è solo ed unicamente il frutto del comportamento del Dr.Barsanofio Chiedi, laureato in Beni Culturali, il quale (con l'avallo di qualcuno che sta in alto) si è autonominato Presidente protempore dell'ArcheoclubItalia e, fregandosene altamente degli altri 7 soci che compongono la sezione oritana, decide ed organizza tutto a suo piacimento. In verità coloro i quali sono venuti a conoscenza di questi particolari mi hanno dato dell'INGENUO in quanto detto Modus Operandi è tipico del Dr. Chiedi. Infatti si verificano le stesse cose in seno al Centro Studi Antimo Baldari.
Come avrete notato ho dato risalto in questo blog sulle modalità di tesseramento a detta associazione, in quanto ho buoni motivi di ritenere che "qualcuno" voglia ostacolare l'ingresso di nuovi soci, al fine di evitare di perdere il controllo della situazione, nonché evitare di raggiungere il numero di 15 e quindi eleggere un VERO PRESIDENTE.
E' da due mesi che comunico a mezzo email i dettagli di questa incresciosa situazione sia alla segreteria nazionale dell'ArcheoclubItalia, sia agli altri soci oritani. Risultato? Scena muta! Una specie di MOBBING !

Come avrete notato ho dato pubblicità all'iniziativa ma ho volutamente omesso di citare chi organizzava l'evento ed ho inserito la frase CAFFE' LETTERARIO - IL PIACERE DELLA LETTURA E DELLA CULTURA. Questo non a caso. So cosa significa caffé letterario e quindi dove e come andrebbero presentate certe opere. Chi assiste ed ascolta non può essere distratto dai MOTORINI che scorrazzano in piazza, a pochi metri, e/o dalle persone che entrano ed escono dal bar.
Mi è dispiaciuto (per l'autore e non per altro) constatare che eravamo pochini (ho contato non più di 30 persone esclusi gli addetti ai lavori, niente rispetto alla sala che straripava la sera che è stato presentato il libro SS.Crisante e Daria presso il castello svevo).
Un'altra piccola annotazione. L'assessore presente ha la delega ai Beni Culturali e non alla Cultura, che, a mio parere, dovrebbe essere attinente, ma si sa... la delega alla Cultura è per il momento "congelata" e poi..... se non lo avete capito.... il Dr. Chiedi (che è anche acheologo referente della Soprintendenza e questo a mio parere è anche elemento di incompatibilità per talune cosette) si sta sforzando al massimo per dare visibilità all'Assessore Guida. Non siate malpensanti... mica perchè così spera di avere qualche incarico o l'approvazione di qualche progetto in materia di turismo e valorizzazione Beni Culturali, ma solo perché è dello stesso partito.
Concludo questo mio lungo intervento con un messaggio:
"Se come me avete a cuore le sorti del patrimonio storico-culturale della nostra BELLA ORIA, muovetemi, datemi una mano a contrastare queste persone che hanno anche altri interessi, i quali non sempre sono in linea con gli interessi generali. Per non essere qualificato SCIGGHIABRECCIA vi dico che per me INTERESSE è anche monopolizzare, manovrare certe scelte nel creare posti di lavoro(per esempio: se vengono approvati certi progetti per valorizzare certi siti come Monte Papalucio, ci sarà bisogno di qualche figura professionale).
Inoltre non possiamo continuare ad assistere con impotenza a ciò che viene deciso dai tecnici, archeologi, etc,(il più delle volte forestieri) in materia di archeologia, restauro, etc.

Conclusione vi chiedo pubblicamente di darmi una mano aderendo numerosi all'Associazione ArcheocluItalia e poter costituire uno zoccolo duro per costringere a nominare un serio direttivo ed un Presidente rappresentativo e democratico, oppure, in alternativa, possiamo creare un'altra associazione tutta oritana, locale. In verità io ho già delle adesioni per la seconda ipotesi....
Mi riservo di intervenire sull'argomento.

25 maggio 2008 15.44


Blogger sergioardito ha detto...

caro franco preparami la scheda per l'iscrizione,sperando di arrivare a 15 soci Sergio ardito

25 maggio 2008 18.40


Blogger AdminBlogFrancoArpa ha detto...

Grazie Sergio.... conoscendoti non poteva non essere questa la tua risposta. Per la domanda di iscrizione mi faccio sentire io.
Passiamo parola ad altri. Ricordo che in una famiglia il primo a tesserarsi paga per intero, mentre gli altri....

25 maggio 2008 20.42


Blogger AdminBlogFrancoArpa ha detto...

Dimenticavo di dire che è tanta la passione per Oria messapica da parte del Prof. Fernando Sammarco autore del libro in questione che per i suoi contatti web usa come nickname Arthas (un re messapico di Oria). Inoltre sulla copertina del suo primo libro-romanzo storico I LEONI DI MESSAPIA si può ammirare LA FIGURA STILIZZATA DI GUERRIERO BARBATO IN ASSALTO TRATTA DA UN REPERTO MESSAPICO DELLA SECONDA META' DEL VI SEC. A.C., PROVENIENTE DA ORIA E RINVENUTA DAL PROF. F.SCO D'ANDRIA (facoltà di Archeologia dell'Università di Lecce).

Avrebbe potuto utilizzare un'altra immagine afferente la civiltà messapica e invece...

Anche per questi particolari (che il Dr. Chiedi conosce bene) Oria avrebbe dovuto offrire di più al Prof. Sammarco ed al suo libro, almeno in occasione della presentazione.

SERA 4 giugno PRESSO CAFE' AGORA' DI ORIA gioco a quiz Dr.Why

QUESTA SERA ALLE ORE 21:30

GLI SPAZI NON BASTANO MAI!!!!!!

Quanti di voi recandosi nel vicino santuario di San Cosimo alla macchia hanno rilevato, che lo spazio riservato al parcheggio libero è stato illuminato da 6 potenti fari?.
Bello!!!! Bravi!!!! ci voleva.

Prima,se ci attardavamo,nel rientrare,prima che l'oscurità la facesse da padrona, bisognava utilizzare un lanternino, per individuare la posizione della macchina.

Ma adesso non lamentiamoci ,quel parcheggio libero ora è a pagamento!!!!!!!.

Il nuovo parcheggio libero ora è passato ad essere quello sulla strada che porta a Manduria, ma se tanto mi dà tanto, non passerà molto tempo ancora che, anche quello diventerà a pagamento!!.

Auguriamoci solo che in un prossimo futuro non accada che per andare al Santuario, non siamo costretti a parcheggiare a Oria.

UNA STRANA GARA....DA GIOVANI ESPLORATORI

Grazie per la pubblicazione del precedente post dal titolo "CARENZA PARCHEGGI E DINTORNI". Purtroppo ho ancora difficoltà ad inserire post diretti e… poco tempo per imparare…
Città di Oria
Provincia di Brindisi
mercoledì 7 maggio 2008
BANDO ESPLORATIVO PER L’AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DELLE AREE DI PARCHEGGI A PAGAMENTO
Dalla Residenza Municipale, lì 07 Maggio 2008
L’Amministrazione Comunale è interessata ad individuare un soggetto cui affidare la gestione (ed istituzione) di aree di parcheggio a pagamento.
Indicazioni, oggetto e modalità di massima del servizio da affidare
1. Installazione a cura della Ditta aggiudicataria di tutta la segnaletica occorrente (verticale ed orizzontale), compresa la manutenzione.
2. Installazione di almeno n. 3 parcometri e fornitura di “grattini” da distribuire agli esercizi commerciali.
3. Aree di sosta a pagamento: Via Manduria (parte), Via D. Bonifacio (parte), Via M. Pagano (parte), Piazza Lama, Piazza Lorch, Via Torre S.S. (parte) e Via Latiano (parte); in totale n. 300 parcheggi.
4. Assunzione, da parte della Ditta, di almeno n. 3 Ausiliari del traffico, previa formazione professionale degli stessi a cura della Ditta assuntrice del servizio.
5. Giorni di servizio: Feriali (invernale), escluso Domenica e Festivi - Orari: 08.00 – 13.00 /16.00 – 21.00); Estivo (Luglio-Agosto-Settembre): tutti i giorni (anche festivi) – stessi orari. Tariffe: €. 0,80 /60 minuti, €. 0,50 /30 minuti.
6. Esenzione per i residenti: n. 1 veicolo per ogni nucleo familiare mediante abbonamento di €. 10,00 al mese.
7. Aggio percentuale riconosciuto all’Amministrazione minimo 25 % sugli introiti.
8. Importo riconosciuto alla ditta aggiudicataria per ogni contravvenzione emessa dal personale ausiliario massimo €. 7,00 + IVA.
9. Presentazione di un progetto dettagliato che riporti:
a. Analisi dettagliata del territorio.
b. Definizione della quantità e della dislocazione dei parcometri.
c. Modalità ed indicazione in merito alla installazione dei parcometri e della segnaletica verticale ed orizzontale.
d. Definizione del layout di stampa e della pezzatura dei gratta & sosta;
e. Indicazione delle caratteristiche tecniche dei parcometri proposti.
f. Modalità di pagamento proposte per la gestione dei parcheggi;
g. Modalità di selezione e formazione del personale addetto ai servizi “Ausiliario del traffico”;
h. Modalità dello “scassettamento”.
i. Modalità di manutenzione straordinaria e ordinaria dei parcometri;
j. Modalità sulla rendicontazione / riversamento delle somme di spettanza all’Ente.

Individuazione dei soggetti ammessi

Tutti i soggetti che non si trovano nelle condizioni di esclusione dalla partecipazione alle gare pubbliche, che siano regolarmente iscritte alla C.C.I.A.A. per le attività specifiche ai precitati servizi per gli Enti Pubblici o per attività analoghe e/o connesse a quelle previste nel presente bando.

A garanzia dei requisiti di professionalità ed esperienza, possono presentare offerta i soggetti che hanno svolto, negli ultimi tre anni, compreso quello in corso, attività di gestione delle aree di parcheggi a pagamento in almeno tre Comuni.

Criterio di trattativa e affidamento

I soggetti che fossero interessati a tale servizio dovranno fa pervenire al Comune di Oria, entro il termine perentorio di quindici giorni, propria lettera di presentazione contenente anche una offerta economica di massima per le attività descritte nel presente bando. Detta lettera dovrà pervenire in busta chiusa, sigillata su entrambi i lembi di chiusura e deve riportare la dicitura: “offerta per bando esplorativo per l’ affidamento della gestione di aree di parcheggio a pagamento”. L’apertura delle buste avverrà in seduta pubblica previo invito dei soggetti partecipanti.
L’Amministrazione si riserva la facoltà di esaminare le richieste e offerte pervenute ed aprire una trattativa privata con almeno tre soggetti che abbiano presentato un’offerta complessivamente più vantaggiosa sia sotto l’aspetto economico sia sotto l’aspetto delle modalità di prestazione del servizio e del know-kow messo a disposizione dell’Ente.
L’Amministrazione si riserva la facoltà, a suo insindacabile giudizio, di revocare, prorogare o modificare – anche successivamente - le condizioni del presente bando esplorativo.
In ogni caso, nulla potrà comunque pretendersi, da parte degli interessati per mancato guadagno o per costi sostenuti per la predisposizione dell’offerta.

Il Presente bando ha esclusivamente carattere esplorativo conoscitivo
L’Amministrazione comunale si riserva ogni e più ampia discrezionalità in relazione all’esito dell’indagine e, pertanto, potrà assegnare il servizio di cui trattasi, non assegnarlo, ovvero interessare ancora soggetti terzi.
firma del Comandante pro-tempore

La curiosità di conoscere l’esito della gara deriva da alcune stranezze del bando.

Da una parte si chiede la iscrizione del ditte

“alla C.C.I.A.A. per le attività specifiche ai precitati servizi per gli Enti Pubblici o per attività analoghe e/o connesse a quelle previste nel presente bando.”

Dall’altra si dice che “possono presentare offerta i soggetti che hanno svolto, negli ultimi tre anni, compreso quello in corso, attività di gestione delle aree di parcheggi a pagamento in almeno tre Comuni”


La domanda che rivolgevo a me stesso era questa:

ma se (le ditte interessate) non sono iscritte per le attività specifiche ai precitati servizi per gli Enti Pubblici come possono avere svolto, negli ultimi tre anni, compreso quello in corso, attività di gestione delle aree di parcheggi a pagamento in almeno tre Comuni ?

Un'altra domanda: ma questi tre anni sono stati richiesti solo per escludere in partenza la partecipazione di eventuali ditte di Oria o per confezionare un abito su misura ?

e quindi, se si voleva solo escludere la patecipazione di eventuali ditte di Oria, perché tre anni e non 1 anno ?

in fondo gestire parcheggi per un comune piccolo come Oria non è che richieda questa grande esperienza ?

Particolare curioso poi il Criterio di trattativa e affidamento:

”L’AMMINISTRAZIONE si riserva la facoltà di esaminare le richieste e offerte pervenute ed aprire una trattativa privata con almeno tre soggetti che abbiano presentato un’offerta complessivamente più vantaggiosa sia sotto l’aspetto economico sia sotto l’aspetto delle modalità di prestazione del servizio e del know-kow messo a disposizione dell’Ente.”

Nessun Commento....

restando sempre la curiosità di sapere, a parte il know-kow, l’esito della gara che “non impegnava l’amministrazione”….

Difatti per impegnare l’amministrazione come tutti possiamo immaginare: ci vuole ben altro……

Lorenzo Pasquini

CARENZA PARCHEGGI E DINTORNI

L'utente (nonché AUTORE di questo blog) Lorenzo Pasquini si chiede e mi chiede se il Comune ha terminato la procedura di cui al bando esplorativo per l'affidamento della gestione dei parcheggi a pagamento. Leggi articolo correlato.
Giro la richiesta a qualche lettore di questo blog più informato di me in materia.
Una cosa curiosa: nel bando in questione ho appreso di un nuovo vocabolo della lingua italiana, "scassettamento". Chissà cosa significa.

martedì 27 maggio 2008

Mestieri di una volta (video inviato dall'oritano emigrato Bembi)

E' realmente accaduto in Oria tanti anni fà.......

Franco Arpa Copyright © - Tutti i diritti riservati.In un altro post vi ho chiesto se qualcuno di voi sapeva dirmi qualcosa a proposito di questa frase “Cce beeeddu ?!?!? Canniali?!?!?!??? Puru iddu cheti !!!” divenuta famosa fra gli oritani (almeno fra una parte di essi).
Nessuno di voi mi ha scritto qualcosa. Adesso vi racconto l’origine di ciò. Fino a qualche decennio fa è vissuto in Oria un uomo che si chiamava D****** . Abitava nel centro storico, era single, contadino, con piccolo difetto nella pronuncia, viveva con la sorella, a sua volta vedova e con figli. D****** era un buontempone, sempre allegro, sempre col sorriso sulle labbra, fisico da ruspantone, robusto e nerboruto, non faceva del male a nessuno, la mattina andava in campagna con la sua vecchia bicicletta (alla quale legava la zappa o la sarchiodda e vi appendeva un secchio o un paniere) per farvi ritorno al tramonto. Nel pieno del suo vigore fisico (diciamo anni ‘70, anni ‘80) correva voce che D****** fosse un superdotato virilmente e che parecchie donne di un “certo palato” (sia zitelle che maritate) ricorressero a lui per soddisfare le proprie “necessità”. Una volta capitò che una attempata signora nel mentre si sollazzava con D****** nell’alcova coniugale sopraggiunse il marito. D****** riuscì a scappare via mezzo nudo dopo aver spintonato il cervo, il quale, subito dopo, sentendosi “prudere la fronte” minacciò di ammazzare la consorte fedifraga, la quale a sua volta furbescamente pensò di recitare gettandosi ai piedi del marito giurando che non era riuscita a vincere la furia maniacale e bestiale di D*****. In pratica fece capire al marito che era stata stuprata da D******. Il cornuto si convinse, o fece finta di convincersi per amor di famiglia, ma ritenne opportuno recarsi alla vicina caserma dei Carabinieri (una volta in Via F.sco Milizia, nei pressi della chiesetta di Santa Lucia) per denunciare la violenza sessuale subita dalla moglie e ciò anche in considerazione del fatto che il mandrillone era stato visto da alcuni vicini uscire dalla sua casa. D****** fu rinviato a giudizio ed il giorno del processo il Giudice chiese all’imputato: “Dimmi D****** è vero che tu hai violentato la qui presente signora…….). La risposta fu: “Cce beeeddu ?!?!? Canniali?!?!?!??? Puru iddu cheti !!!”. Tutti scoppiarono a ridere, Giudice compreso, il quale mandò assolto D****** per insufficienza di prove.-
Articolo correlato in questo blog ==> [@]

lunedì 26 maggio 2008

L'ANGOLO DEL RACCONTO.......

RACCONTO: SCHERZI DA PRETE
Fino all’età di tredici anni ho vissuto con i miei in un paesino del Salento. Di quel periodo, fra le cose belle e meno belle di quell’ambiente contadino a contatto con persone care ed affettuose, ma nello stesso tempo rudi nei modi e grezze nei sentimenti, ricordo in particolare il rapporto burrascoso che si era instaurato fra me e l’unico parroco del luogo, Don Ermete. Sicuramente la causa di ciò sarà stata che sono sempre stato uno spirito ribelle ed indisciplinato, un discolo, un attaccabrighe insomma. In ogni modo, a pensarci bene, a parte l’età, fra me e Don Ermete vi erano parecchie cose in comune nel carattere. Certamente non poteva essere paragonato a Don Giovanni Bosco e non si lasciava sfuggire occasione per “accarezzarmi” con le sue mani simili a due racchette da tennis. In paese correvano anche delle strane voci sul suo conto, pare che qualche volta abusasse al vino e che non disdegnasse fumare un sigaro Toscano al giorno. E a proposito di sigari ricordo di quella volta che Gennarino, il mio fratello maggiore, incontrò Don Ermete in un tabacchino del paese vicino. Con uno stratagemma riusciva a distrarre il tabaccaio approfittandone per prendere dei sigari esposti sul bancone ed infilarseli nelle maniche della tunica, facendo finta di niente e tenendo le mani giunte all’altezza del mento. Mio fratello, che aveva seguito la scena non visto da Don Ermete, una volta fuori dal tabacchino gli andò dietro e disse "Mi scusi padre, ma lei non è…", fu subito così interrotto: "Si figliolo hai capito bene! Sono Don Ermete e mi faccio pure gli affari miei!!" lanciando con gli occhi sguardi minacciosi che sembravano fulmini e saette a ciel sereno. Egli non si faceva mai passare la mosca sotto il naso ed era pronto a ripagare eventuali torti o scherzi subiti, nel modo tipico del “CHI LA FA L’ASPETTI”. Ricordo di quella volta che per non farsi rubare i fichi fioroni da un bell’esemplare di albero piantato nell’orto della canonica, appese un cartello ad un ramo con la scritta: "DIO VI VEDE". Nel pomeriggio, verso le tre, quando Don Ermete era intento a fare la pennichella andai col mio amico Luigino e feci una vera e propria razzia a quei fichi, che nel dialetto locale vengono indicati col nome di “CULUMMI FRACAZZANI”. Prima di andare via sul cartello con un pennarello aggiungemmo le parole “ E SI FA I FATTI SUOI!”. Nei giorni appresso Don Ermete con noi ragazzi era particolarmente nervoso ed ogni pretesto era buono per rifilarci delle sonore sberle. Dopo un paio di giorni Luigino ed io decidemmo di ritornare all’albero dei “FRACAZZANI”. Trovammo degli splendidi fioroni con una buccia lucida e ricamata che sembravano un’opera d’arte. Mangiammo tanto abbondantemente che ci venne difficile scavalcare il muro di cinta per andare via. Dopo qualche minuto fummo oggetto di forti crampi all’addome che ci provocarono violente scariche di diarrea che durarono fino a sera. L’evento fu tanto forte ed intenso che evacuammo finanche i fichi fioroni mal digeriti. I nostri genitori si preoccuparono molto ma non riuscirono a strapparci alcuna parola compromettente circa il cibo che avevamo ingoiato. Il giorno dopo passando davanti alla chiesa per recarci a scuola, notammo Don Ermete che andava su e giù per il sagrato. Vistici arrivare incrociò le braccia e, giunti nei suoi pressi, si mise a canticchiare: "DIO VEDE E PROVVEDE ED AIUTA A .....LIBERARSI L’INTESTINO DAI PECCATI!". A quel punto capimmo la causa della nostra diarrea: probabili gocce di GUTTALAX o altro lassativo iniettato nei fichi.

Autore: un oritano emigrato.
Copyright Franco Arpa - Tutti i diritti riservati.

domenica 25 maggio 2008

LIBRO "IL CERCHIO DI FUOCO" (I Leoni di Messapia II)

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ENTRO IL 2013 CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA

ENTRO IL 2013 CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA
Lo ha dichiarato oggi il ministro Scajola. Leggi articolo.
Due i probabili siti in Puglia: Nardò e Manduria.

COSE DEL PASSATO NON TANTO REMOTO

A cosa serviva questo oggetto?

sabato 24 maggio 2008

LA COLOMBA TRADITA

Pubblico qui di seguito la prolusione del Prof. Giuseppe D'Amico al libro LA COLOMBA TRADITA del Dr. Enzo Canale. Articolo correlato in questo blog==>[W].
Il libro è in vendita nelle edicole di Oria.

LA COLOMBA TRADITA

Prima che il Dott. Canale si impegnasse a questa ricerca storica sui simboli presenti nello Stemma civico di Oria, non mi ero mai interessato alla comprensione del loro significato; mi ero solo soffermato alla lettura dei tre distici elegiaci che il Poeta oritano della metà del XVIII secolo, Quinto Mario Corrado Junior, aveva composto a loro spiegazione. Bene ha fatto, perciò, il dott. Canale nel dedicare le sue forze mentali e le sue ore libere da impegni lavorativi, innanzitutto a domandarsi per quale motivo la nostra città si fosse adornata, fin dal Medio Evo, di un tale Stemma e, in secondo luogo, per qual motivo vi compaiano una massiccia Torre situata tra altre due Torri più piccole, due Leoni rampanti posti ai lati esterni e con corona sul capo, un Serpente fuoruscente da una finestra della Torre centrale ed un Volatile che si libra su di esso, ad ali spiegate. Bene ha fatto, dicevo, il dott. Canale perché ha saputo, non solo darci delle risposte storiche esaurienti e pertinenti, ma ci ha dimostrato con questo suo lavoro che anche uno Stemma cittadino o araldico, letto bene, può diventare "fonte di conoscenze storiche." A lettura avvenuta, pertanto, auguro che accada anche a Voi quanto è accaduto a me: provare, cioè, la gioia di aver arricchito la vostra mente di un'altra importante pagina di storia patria e di aver riscaldato il vostro cuore di un più profondo sentimento patrio verso questa gloriosa e antica città. Premesso ciò, ritengo che sia abbastanza idoneo per la comprensione del discorso storico e interpretativo fatto dal dott. Canale che si parta, come lui ha fatto, dal testo di Domenico Albanese "Istoria cronologica dell'Antichità di Oria" dove afferma "che l'Imperatore svevo Federico II aveva voluto apporre accanto ai simboli preesistenti della "Cicogna" e del "Serpente una Rocca, quasi a voler sottolineare la costruzione del Castello che andava erigendo sulla più alta collina oritana." Le precise parole dell'Albanese sono queste: "Dal tempo di Federico II lo Stemma oritano ora si presenta così: "Una Rocca con Campo azzurro con due Leoni coronati nei lati che stanno in piedi e con la bocca aperta con le zampe appoggiandosi alle Torri della Rocca; da una finestra della Torre di mezzo esce il Serpente di color negro che si involge nella Torre, sopra la quale è la Cicogna in atto di divorarlo..." Una uguale descrizione ci viene fornita da Mario Matarrelli Pagano, altro importante storico oritano della seconda metà del '500, nella sua "Raccolta di notizie patrie dell'antica città di Oria nella Messapia" ma con una sostanziale differenza: Al posto della Cicogna il Matarrelli-Pagano ci vede una "COLOMBA." "In un campo azzurro -scrive questi- sopra tre colline verdi sta posta una fortezza seu Castello con tre torri et la di mezzo è la più eminente e dal mezzo di essa torre da una finestra esce un serpe nero che rivolta parte di essa torre et levando la testa in aria vi tiene per testa una colomba bianca, con le ali spase et dall'uno canto e l'altro stanno due leoni fulvi rampanti per dritto alzati sopra l’un e l'altro lato de le dette due estreme torri poste sopra due estreme colline et detti leoni con una zampa elevata tengono la bocca aperta et la lingua da fora et ognuno di detti leoni la corona in testa.." Ad entrambe queste descrizioni si è ispirato il poeta Quinto Mario Corrado Junior della metà del '700, versificando le immagini presenti nello Stemma in ritmi elegiaci e con parole sobrie e appropriate: Serpens et Castrum pia Avis binique Leones Sunt Urbis huius stemmata digna nimis! Est prudens Serpens, Patriaeque Cìconia nutrix Ac Urbis custos fortis et ipse Leo. Uria, quam Cretes struerunt aequore pulsi His gaudens signis moenia tuta fovet." (Traduzione: Un serpente, una Rocca e due Leoni ai lati formano lo Stemma assai glorioso di questa Città! Il Serpente vuol dire "prudenza", la Cicogna vuol dire "nutrimento" della Patria e lo stesso Leone vuol dire "guardia e fortezza della città. Oria, che i Cretesi edificarono, sbattuti dalla tempesta sul mare, compiacendosi di queste insegne, rende le sue mura sicure). Il Corrado, seguendo l'Albanese, parla, dunque, di una Cicogna e non di una Colomba, aggiungendo, tuttavia, nell'ultimo distico la notizia presa dal grande storico greco, Erodoto di Alicarnasso, secondo il quale "la città di Oria fu fondata dai Cretesi, naufraghi sulle coste ioniche. "Sic stantibus rebus", delle due l'una: O dobbiamo rifiutare il testo erodoteo secondo il quale Oria è una città minoico- micenea e questo non è possibile perché ampiamente documentata dai testi storici antichi e dai reperti archeologici oppure dobbiamo rifiutare di considerare "Cicogna" "la pia avis" dello stemma oritano. Non c'è scampo! Delle due l'una.' E l'Autore rifiuta a chiare lettere che la "pia avis" sia la Cicogna.. .motivando ciò, non solo con la considerazione di base che nella ICONOGRAFIA minoico-micenea è sempre presente tra i volatili la "Colomba" e non la "Cicogna" ma anche con una pertinente e interessante serie di osservazioni storiche. Da qui il titolo che l'Autore ha voluto dare alla sua opera: La Colomba tradita! Da qui le risposte chiare e precise, positivamente confortate dalla tradizione letteraria, dall'archeologia e, perfino, dalla mitologia (dal momento che questa ha avuto sempre un gran peso nella formazione culturale del popolo, nella educazione morale dei cittadini e nel loro credo religioso.) Forte di queste premesse, l'Autore sembra un fiume in piena perché si getta con impeto e con decisione all’interpretazione dei simboli dello Stemma oritano, tutti collegati tra loro e, lo rimarco ancora, tutti pertinenti circa la fondazione della città da parte dei Minoco-Micenei! E l'Autore inizia l'analisi, col dire che "le tre Torri tondeggianti che vogliono significare una Città turrita, una Città dove c'è una Rocca o una Acropoli, sono indicate nei "Signa" o nei "Labari" di epoca romana e medievale, mentre in epoca preclassica e, dunque, minoìco-micenea, erano indicate da una "Colonna" sia nel significato simbolico di "Divinità" sia in quello più ovvio di "Palazzo reale", sede del Basileus, dell'Anax, del Sovrano, che in epoca omerica era, pur sempre, un discendente di Giove. E appunto una "Colonna mozza" marmorea fu trovata incastonata nel muragliene tufaceo, spesso oltre venti metri, durante i lavori di abbattimento del PORTARIO, attraverso la quale si entrava nell'Acropoli oritana, vista dall'Errico, altro storico oritano degli inizi del XX secolo, durante i lavori di abbattimento, accostabile alle tante Cittadelle micenee, come quelle di Tirinto, di Argo e di Micene. "Quale compito aveva quella "COLONNA" là inserita nel muraglione del Portano -si è chiesto subito il dott. Canale?" 1) La risposta è venuta fuori, osservando la presenza delle Colonne e dei Cippi nella ICONOGRAFIA RELIGIOSA minoico-micenea e in particolar modo nei SANTUARI, pure questi di epoca minoico-micenea, rinvenuti in questa nostra terra: LA JAPIGIA, ponte naturale con l'Oriente, data la vicinanza delle coste, come in quello di Punta Ristola (presso Santa Maria di Leuca) o in quello di Scala di furnu (presso Porto Cesareo), venerati da quegli antichi popoli Micenei come "anatemi" o come "simulacri aniconici" dedicati a "Batàs" una divinità messapica identificata, poi, con ZEUS KATABATE (Zeus fulminatore!)" E proprio a Zeus Katabate fu dedicato, come racconta Ateneo, un nuovo culto per placare lo sdegno divino e la diffusione della pestilenza in Taranto in quanto i suoi soldati, saccheggiando Karbinia, avevano atterrato e bruciato anche i templi degli Dei. 2) Per quanto riguarda la "pia avis" o "pio volatile" presente nello Stemma cittadino, il nostro Autore, allontanandosi dall'Albanese e dal Corrado, si dice sicuro che si tratti di una "Colomba" e non di una Cicogna e lo sostiene, ripeto, con una ricchezza di osservazioni iconografiche e di analisi critica davvero inesauribili. Il Canale, infatti, nell'affermare ciò, tiene presente la monetazione messapica oritana dove la figura predominante impressa dal conio è una "Colomba", quasi una specie di collegamento cultuale in onore della "DEA MADRE" che è, come sappiamo tutti, una divinità prettamente cretese ed affine alle altre Divinità femminili dalla Fenicia all’Etruria. Si veda, ad esempio, la "Statuetta etrusca del Museo di Cortona, si vedano le COPPE e i CRATERI messapici dello stile di Gnatya, la "Coppa delle Colombe" di Micene, il Vaso rituale di terra attribuibile al Minoico antico e noto come "LA TAZZA DI NESTORE". Alla monetazione e alle raffigurazioni fittili l'Autore aggiunge, quasi non bastasse, le numerose "Statuine e sigilli raffiguranti la Dea Madre, detta anche "Signora delle fiere" perché circondata, oltre che da serpenti e leoni, in particolar modo da colombe, giammai da cicogne. 3) Per quanto riguarda i Leoni incoronati dello Stemma oritano l'Autore si rifa ai "DUE LEONI" che, alti tre metri, si innalzano al di sopra del possente architrave dell'ingresso principale dell'Acropoli di Micene, precisa conferma, a suo dire, delle notizie erodotee riguardanti la fondazione minoico-micenea di Oria. E sì che la simbologia dei due Leoni dello Stemma oritano e la "Colonna" presente nell'imponente costruzione del PORTARIO ci sembrano elementi conformi alla costruzione della PORTA di accesso all'Acropoli micenea! Tra i due Leoni, emblema del potere dato ai Re da Zeus, osserva Canale (confortato dalle conclusioni cui sono pervenuti gli studiosi MYLONAS e JAKOVIDIS), proprio al centro della composizione architettonica si innalza una "COLONNA" che poggia sugli altari e che sorregge sul capitello una trabeazione che vuoi essere, secondo i sunnominati Studiosi, il soffitto di un edificio, "il soffitto, cioè, di un Palazzo fortificato, il soffitto cioè del PALAZZO DEI RE MICENEI.” E mi piace sottolineare che allo stesso modo di Micene, anche la nostra città di Oria, rifacendoci ad Erodoto, è stata "metropoli" e "metropoli" nel vero senso della parola: "Madre di popoli, madre, cioè, di altre città" e dunque sede del potere regale, tant'è che al tempo di STRABONE, il grande Geografo greco vissuto nel Primo secolo d. C., vi era ancora in piedi sull'Acropoli oritana il PALAZZO dei Sovrani messapici! 4) Anche la presenza del serpente che vediamo nello Stemma oritano ci riconduce alla figura della DEA MADRE. Questa, infatti, dovendo scendere nell'ADE per accompagnare la figlia PERSEFONE sulla superficie terrestre, era per i Minonici-Micenei pur essa una divinità ipogea a cui era demandato il compito di fertilizzare la terra e di difenderla dalle catastrofi sismiche. E il serpente ne era il simbolo magico, "il genius" custode dei tesori nascosti sotto terra e a cui era collegato il mistero di ERETTEO o ERITTONIO, raffigurato nella iconografia religiosa greca, appunto, da un "serpente." Il serpente, presente nello Stemma oritano non è, pertanto, un simbolo di offesa o di ostilità, quasi che voglia contrastare il volo protettivo della "Colomba" che si libra sul suo capo ma un simbolo di difesa e di protezione della città. Esso è il "genius" della città di Qria ed ha lo stesso compito che ha avuto ERETTEO, il Dio-serpente in ATENE per il quale gli Ateniesi edificarono un TEMPIO, appunto l’Eretteo, e la Colomba è la rappresentazione della DEA MADRE che aleggia e difende la città e alla quale gli Ontani innalzarono devotamente templi e santuari, testimoniati dalle numerose "Iscrizioni messapiche" dove la DEA è detta "DAMATIRA" accostabile al greco "DEMETER", appunto "LA DEA MADRE" come in TABARA DAMATRIAS di IM 3.27, DAMATRAS PRESPOLIS di IM 14. 111, GRAHIS DAMATRIA di IM 9. 14 e dalla presenza in Oria di un importante Santuario, rinvenuto su un costone di Monte Papalucio, dove si venerava la DEA PERSEFONE, la figlia, cioè, di DEMETRA, la figlia, insemina, della DEA MADRE. Alla conclusione di questa mia prolusione, sperando di non essere stato prolisso e di non avervi annoiato, mi corre l'obbligo di ringraziare il carissimo Autore per questa sua interessante ricerca storica sullo Stemma cittadino. Sono convinto, carissimo Enzo, che d'ora in poi, per merito tuo, quando vedremo passare in corteo per le vie cittadine lo stendardo con l'impressione dello stemma cittadino, il nostro cuore si allargherà di maggiore entusiasmo e di maggiore amore patrio perché consapevoli che in mezzo a Noi, assiepati lungo i bordi delle vie cittadine, sta passando "la storia", appunto, la "storia di Oria.".
Oria, 02 aprile 2008. Prof. Giuseppe D'Amico

OMELIE DOMENICALI DI PAPA GALEAZZO

"MO LA CACCIA...!"

-Figliuoli! - tuonava un giorno Papa Galeazzo dal pergamo, recitando l'omelia domenicale. -Perché tanti peccati? Qual è mai la causa dell'ira celeste, che come nembo sinistro si addensa sul nostro capo? Tutto questo per un pezzettino di carne! Sì, per un pezzettino! Per un pezzettino di carne gli omicidi, le vane vendette, i tradimenti! Per un pezzettino di carne i peccati di falso, di lussuria; per tal pezzettino!...Volete vederlo? Sì, io ve lo mostrerò! Esso non ha osso e rompe l'osso; esso è lungo, sottile e pungente come un ago; è la parte più scostumata, più sozza del corpo umano! Volete constatare la verità? Io ve lo voglio mostrare! E’ il demonio in persona, figliuoli, eccolo, guardatelo!...-

Un movimento convulso, intanto, aveva invaso l'uditorio, che aveva frainteso l'allusione dell'Arciprete; le donnicciuole, scandalizzate, si agitavano e, quando intesero che l'Arciprete insisteva di mostrare davvero il tanto famoso pezzettino di carne, chiudendo gli occhi per non vedere, inorridite, gridarono a coro: mo lo caccia!

E Papa Galeazzo la cacciò col fatto, la lingua, fra lo stupore generale, conchiudendo come quel pezzettino di carne, sede della maldicenza era la causa di tutti i mali. All'uscita della chiesa, molti furono i commenti e le donne serbarono per gran tempo l'ostentato timore, immaginando chi sa quale cosa di grave avrebbero dovuto vedere dell'Arciprete!

Tratta dal libro "Il breviario di Papa Galeazzo" Congedo Editore

venerdì 23 maggio 2008

Napoli, una volta la capitale di... Oria

Comincio la collaborazione con un post che potrà sembrare non pertinente col blog, decidete voi.

Problema: chi governa il territorio?Sub-problema: quale tipo di popolazione abita il territorio? A Napoli e in Campania si sono verificati degli episodi che eufemisticamente si possono definire di mancata convivenza civile: la camorra ha sgomberato, tra gli applausi del pubblico, i campi nomadi alla periferia di Napoli usando il fuoco come per la spazzatura. Credo che avvenimenti di questa portata non possono essere spiegati unicamente con la presenza sul territorio di una organizzazione criminale. Penso che occorra esaminare bene anche il contesto sociale in cui questa organizzazione prospera e domina. Forse è quello che voleva fare il Presidente del Consiglio tenendo a Napoli la sua prima riunione operativa a Napoli.

Grazie a Franco che mi ha dato l'occasione d'iniziare a "lavorare" anche su questa piattaforma.
Ecco un esempio: http://argutoignorante.blogspot.com/2008/05/riceviamo-dal-comitato-pro-cappuccini.html

COSE NASCOSTE NELLA NOSTRA ORIA


Carissimo Franco, ed utenti del blog. sapete dirmi cos'è e dove si trova?
Mino

giovedì 22 maggio 2008

Protocollo d'intesa ANCI-ARCHEOCLUBITALIA

PROTOCOLLO D’INTESA

L’anno 2008 il giorno 22 del mese di maggio


ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani, di seguito denominata semplicemente “ANCI”, con sede in Roma, Via dei Prefetti 46, rappresentata dal Presidente, Dr. Leonardo Domenici
e Archeoclub d’Italia Onlus, di seguito denominato semplicemente “Archeoclub”, con sede in Roma, Via Nomentana 263, rappresentato dal Presidente, Dr.ssa Clelia Arduini

CONSIDERATO CHE ANCI

- è un’Associazione senza scopo di lucro che rappresenta gli interessi degli associati dinanzi agli organi centrali dello Stato, agli organismi comunitari, al Comitato delle Regioni e ad ogni altro organismo istituzionale nonché in seno alla Conferenza Stato-Città-Autonomie locali, alla Conferenza Unificata e in ogni altro organismo di qualsiasi natura in cui sia prevista la rappresentanza di comuni e città metropolitane;
- tutela e rappresenta gli interessi degli associati anche nei rapporti con le altre istituzioni e
amministrazioni, con le organizzazione economiche, politiche, sindacali e sociali nazionali e internazionali;
- cura la raccolta, l’analisi e la diffusione dei dati e delle informazioni riguardanti gli associati,
ricevendo dai comuni e dalla pubblica amministrazione centrale e periferica tutti i dati e le informazioni per la gestione e la cura degli archivi pubblici;
- assume iniziative a difesa dell'identità economica e culturale dei territori amministrati dai Comuni italiani, in particolar modo dai piccoli Comuni;
- intende promuovere i singoli territori con iniziative "di sistema" e di forte impatto comunicativo
attraverso la valorizzazione delle produzioni tipiche enogastronomiche e artigianali e lo sviluppo del turismo culturale negli itinerari minori;
- per il perseguimento delle suddette finalità, può costituire, partecipare o contribuire a fondazioni, associazioni o altri enti il cui oggetto sia connesso alle attività e agli scopi dell’associazione;

PREMESSO CHE ARCHEOCLUB:

- è un’Associazione culturale sorta nel 1971 come centro di documentazione archeologica e ha gradualmente esteso il suo interesse a tutti i beni culturali, di cui promuove la conoscenza, la tutela e la valorizzazione;
- è divenuto ente morale con Decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1986 n. 565;
- opera attraverso le 250 sedi locali distribuite sull’intero territorio nazionale in assoluta conformità con le esigenze sempre diverse dei Comuni italiani, ricchi ciascuno di una sua storia e di testimonianze uniche e dall’esperienza acquisita hanno avuto origine le idee più avanzate per la gestione del patrimonio nazionale, come le proposte per l’autonomia delle grandi aree archeologiche, per l’istituzione di parchi archeologici e per la partecipazione dei privati alla gestione dei beni culturali;
- annovera tra le numerose campagne nazionali per la difesa del patrimonio quelle in favore della Valle dei templi di Agrigento, dei castelli e delle fortificazioni del nord d’Italia, delle aree archeologiche di Paestum e di Pompei, dei Campi Flegrei, delle chiese rupestri disseminate nel meridione;
- ha promosso la costituzione di depositi comunali, di antiquaria e musei, numerosi dei quali, oltre 30, sono oggi gestiti dai suoi volontari in regime di convenzione con il Ministero per i beni e le attività culturali e gli Enti locali;

TUTTO CIO’ CONSIDERATO E PREMESSO CONVENGONO QUANTO SEGUE:
Art. 1
Per il perseguimento degli scopi e delle finalità suindicati ANCI e Archeoclub convengono di collaborare per i profili di rispettiva competenza nell’ambito di iniziative, azioni e progettazioni finalizzate alla tutela, alla salvaguardia ed alla valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale, storico e archeologico dei Comuni italiani.
Art. 2
ANCI si impegna a fornire le informazioni ed il supporto necessario alla realizzazione delle iniziative di cui al precedente Art. 1 cui Archeoclub contribuirà anche attraverso le strutture specialistiche di cui è dotata e gli strumenti editoriali e di comunicazione di cui dispone.
Art. 3
Il presente protocollo d’intesa ha durata biennale a decorrere dalla data della sua sottoscrizione, ed è rinnovabile sulla base di successive intese tra le parti.
Art. 4
Le considerazioni e le premesse iniziali costituiscono parte integrante e sostanziale del presente protocollo d’intesa.
Per Archeoclub d’Italia Onlus Clelia Aduini - Per ANCI Leonardo Domenici

AMARCORD (a cura di CARTOON)

“ L’angolo di….

Qualche giorno addietro ho incontrato un amico (immaginario) che manca da Oria dall’inizio dei primi anni ottanta e ci siamo incamminati tra le strade del centro storico per scambiarci due chiacchiere, abbandonandoci in un amarcord dei tempi passati, soffermandoci a fare un confronto tra la Oria degli anni ’80 e la (dura) realtà odierna .

Bene questo mio amico ricorda il giorno che partì per Brindisi dove doveva prendere la coincidenza che l’avrebbe portato via da Oria ed era arrivato alla stazione con la corriera della Fa.de.ma.fa. guidata da Giacobbi.

Comprò il biglietto, quel rettangolino di cartone stampigliato di blu, uscì sul piazzale e nell’attesa cercava di contare i pesciolini rossi che c’erano nella vasca alla sinistra della stazione, dove c’era anche una statua della Madonna.

La campanellina che insistente annunciava dieci minuti prima l’arrivo del treno, il capostazione che manovrava le leve per abbassare il passaggio a livello e l’altoparlante che gracchiava ”Oria, stazione di Oria”, lo richiamarono alla dura realtà e dopo aver dato un ultimo sguardo in direzione del castello, salì in carrozza con la valigia in similpelle marrò, rinforzata con lo spago, e partì verso il suo destino .

Il destino e il tempo, come detto, lo hanno riportato a Oria .

Arrivato alla stazione con il suo trolley firmato, su uno di quei vagoni riciclati, pieni di graffiti, sporchi e squallidi, si è trovato grate, cancelli e lucchetti che impediscono l’accesso alla sala d’attesa .

Dei pesciolini rossi, della Madonna, del campanello, del capostazione, del passaggio a livello, la Fa.de.ma.fa neanche l’ombra : niente era come prima tanto d’aver pensato di aver sbagliato fermata, ma gli è bastato alzare gli occhi, guardare le torri del Castello, e seppur perplesso, ha preso la navetta (oggi si chiama così) della Miccolis.

Arrivati sul piazzale del vecchio Municipio l’ho sentito esclamare “ma è proprio vero che San Barsanofio è amante dei forestieri, prima c’era la Banca d’America, quella di don Mimino Calò, mò ci sta la Deutsch Bank. Sempre forestieri sono”.

Ha voluto entrare nella sala di Palazzo Martini, dove un tempo si svolgevano epici Consigli Comunali.

Abbiamo chiuso gli occhi e sentivamo rimbombare la voce stridula di Franchino Di Bella, rivisto la sagoma imponente di Manuele Pipino, il profilo longilineo di Pippi Carbone, il maestro Albino Delli Santi, che sornione, iniziava i suoi interventi con ”..si dice che…” e l’avv. Mimino Iacovazzi, da vero principe del foro, iniziava con “..sarò breve…” (sì….. mò nah!), e la figura minuta di Attilio Ardito, piccolo ma raskignu, l’infuocato Mimino Moretto, Nofiucciu Asciano, monaco al Torneo, monaco in consiglio,….

Bei tempi! Era gente che viveva nelle sezioni, forse qualcuno litigava con la grammatica, ma diceva quel che pensava, credeva in quel che pensava. Tutta gente divisa dall’ideologia, ma animati dalle idee! Mentre ci assalivano questi ricordi, siamo arrivati al nuovo Comune, lì dove sorgeva il Campo Sportivo, che aveva visto le gesta sportive di Puricinu, Franco Borghese, le parate di Pino Carucci, dove si entrava, anche allora da portoghesi, al torneo e ..invece oggi fa bella mostra di sé un edificio che più brutto non si può. Fortuna ....o sfortuna, ha voluto che fosse in corso un Consiglio Comunale .

Non vi dico l’espressione del mio amico, (sempre quello dell’inizio, quello immaginario).

E’ rimasto colpito dal numero dei cittadini presenti.

Tre! Io, il mio amico immaginario e....Franco Arpa (mazzu na coccia!)

Da buon Cicerone, ho spiegato il curricula vitae di ogni consigliere, spiegandogli, per ciascun consigliere appartenenza lobbistica, pardoon, politica, professione, grado di istruzione, atti amministrativi.

“Laureati, diplomati, impiegati, sindacalisti, guardie di finanza, mummie (nel senso che non intervengono mai), “Beh.... Oria è ben rappresentata” ha esclamato il mio amico immaginario.

Solo che, sempre per la fortuna o la sfortuna di cui sopra, non ha capito come funziona il consiglio Comunale di Oria: la maggioranza che fa l’opposizione alla maggioranza, la minoranza che non fa l’opposizione alla maggioranza. Mah…..


(continua…)

….cartoon “

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Come avrete forse notato non solo in questo blog, ma anche in altri siti, blog e forum gestiti da oritani, non è più possibile inserire commenti da ANONIMI. E' facile capire anche i motivi. Su suggerimento di qualche lettore ho deciso di creare una lista di cosiddetti AUTORI (MEMBRI) , i quali vengono da me autorizzati a scrivere articoli (post) e inserire commenti, nonché pubblicare contestualmente (senza che sia io a concedere il permesso così come avviene ora). E' ovvio che si può utilizzare uno pseudonimo, ma io devo sapere la reale identità del soggetto, il quale per potersi registrare deve ricevere da me una specifica mail di invito generata automaticamente dal sistema.
Possono registrarsi con queste caratteristiche fino a 100 lettori, i quali formerebbero in pratica una vera community. Hanno già aderito: sergioardito, Mino, Oritano, Marcella, Angelo Antonini, cartoon, Lorenzo Pasquini, Andrea Ferretti, Egidio Conte, alessio, smemorato, massimiliano, joseph68, emilio e geronimo. Chi intende unirsi a questi quindici amici è pregato inviarmi una mail da un indirizzo mail con username non di fantasia e fornirmi una possibilità di riscontrare la veridicità del contenuto. Successivamente io invierò loro l'invito a registrarsi. Il sistema è semplice e funziona benissimo. Coloro i quali invece vogliono rimanere completamente anonimi possono continuare ad inserire commenti nella sezione DICO LA MIA. In tal caso la pubblicazione del commento avverrà solo a seguito di mia autorizzazione, dopo aver visionato. Grazie per la collaborazione.

mercoledì 21 maggio 2008

A ORIA MANCANO I BAGNI PUBBLICI



PER INGRANDIRE CLICCARE SOPRA LE IMMAGINI
Caro Franco,
ti devo raccontare una brutta cosa che mi è capitata stamattina. Oggi come tu sai, è mercoledì, giorno di mercato settimanale. Mi sono recato fra le bancarelle per comprare un berretto che potrà servirmi in campagna per ripararmi dal sole. Nel mentre camminavo ho sentito dei forti dolori all'addome che mi hanno fatto capire subito che dovevo evacuare. Dire evacuare è poco, perché mi è venuto un vero e proprio attacco di diarrea. Ho cercato di mantenere la calma e mi sono diretto con passo svelto verso laddove una volta sapevo che c'erano i gabinetti pubblici. Macché.... chiusi, o meglio inutilizzabili. Il tempo di guardarmi intorno e mi sono riempito ..... le mutande. Ti lascio immaginare la rabbia, lo sconcerto, il panico, l'imbarazzo, la vergogna....... Ometto di raccontare il seguito. Ti racconto però che dopo ho saputo che avrei dovuto servirmi di quella cabina blu installata all'ingresso del vialetto che porta al retro delle Poste. Mi è stato detto che quell'oggetto blu si chiama "
Bagno mobile ecologico a funzionamento chimico". Ma io come facevo a sapere.... non c'era scritto niente, non avevo visto mai qualcosa simile e sinceramente messo lì, vicino alle bancarelle, lascia pensare che trattasi di uno sgabuzzino-accessorio del mercato, da utilizzare se i clienti devono provarsi pantaloni, gonne, etc.
Io non auguro che venga la stessa diarrea ai responsabili di tutto questo, dico solo ai cittadini oritani che pare che quel
"Bagno mobile ecologico a funzionamento chimico" viene a costare circa 200 Euro ogni mercoledì; che non vi è un solo gabinetto pubblico funzionante in tutta Oria e che il nostro caro Sindaco sta spendendo VENTIMILA Euro per la Fiera di San Cosimo. Non aggiungo altro.
Saluti a tutti.
Firmato. SIRRATINA. 21 maggio 2008

martedì 20 maggio 2008

ENNESIMO CONSIGLIO COMUNALE A VUOTO

ANCHE QUESTA SERA CONSIGLIO COMUNALE LOFFIO
Per l'ennesima volta non è stato deciso alcunché. Ed è ormai la terza volta consecutiva. Questa sera si doveva discutere ed approvare il Regolamento Comunale per la gestione delle sponsorizzazioni (argomento già rinviato altre due volte) nonché una richiesta della società Prefabbricati Pugliesi di ampliare un capannone in deroga al Piano di Fabbricazione Comunale. Sarebbe un pò lunghetto spiegare i motivi del rinvio di detti argomenti. Una cosa è certa non si offre uno spettacolo decoroso ai pochi cittadini che assistono nell'aula consiliare. E Totò direbbe: E IO PAGO!!!! A questo punto viene da chiedersi: riusciranno i nostri consiglieri comunali a votare il bilancio di previsione nei termini previsti (31 maggio prossimo)?
Oria 20 maggio 2008

RONDO' IN FIORE


QUANT'E' BELLA LA NATURA.

lunedì 19 maggio 2008

LOTTA AI PORTOGHESI A BORDO DEGLI AUTOBUS STP

STP. CONTROLLI SULLE LINEE EXTRAURBANE. 27 MULTE

La società Trasporti Pubblici di Brindisi è impegnata, con una serie di iniziative mirate, a realizzare interventi per contenere il fenomeno della evasione del pagamento del titolo di viaggio. Stamattina, dodici addetti all’esercizio, coordinati dal capo unità organizzativa Luigi Pasimeni, hanno effettuato controlli a bordo di venti autobus utilizzati dall’azienda sulle linee extraurbane. In particolare, il possesso del titolo di viaggio è stato richiesto ai passeggeri provenienti da diversi Comuni della provincia di Brindisi e diretti allo stabilimento Ilva di Taranto. Sono state elevate 18 contravvenzioni. Ulteriori controlli sono stati effettuati sugli autobus adibiti al trasporto alunni provenienti da Villa Castelli, Francavilla Fontana ed Oria e diretti a Brindisi. In questo caso le multe sono state nove. Altri addetti della STP hanno effettuato una verifica anche sugli autobus della linea Mesagne – Brindisi, elevando quattro contravvenzioni. La direzione di esercizio dell’azienda precisa che ulteriori controlli saranno effettuati in diverse fasce orarie ed in maniera periodica. 19/05/2008

Fonte notizia: WW.BRINDISITG24.IT

CALA CALA LA CAPPA MAGNA......

Oggi voglio raccontarvi un "culacchio" di altri tempi. Da piccolo sentivo raccontare che un tempo nel centro storico gli abitanti vicino alle proprie case avevano le gabbie con dentro polli e galline per il fabbisogno della famiglia. In occasione di un'importante ricorrenza religiosa una sera passò per le vie cittadine la processione composta da tutti i sacerdoti del paese, vescovo in testa, tutti vestiti in "alta uniforme", il cosiddetto CAPITOLO insomma. Come ben sappiamo a quei tempi i canti erano in latino e ad un certo punto qualche orecchio fino di attento osservatore, sentì intonare qualcosa di strano: "CALA CALA LA CAPPA MAGNAAAAAAAA, CA CI NO TI PARI LU CINFI CIANFIIIIIIIIIII !!!!" ed un altro sacerdote che rispose: "HA FATTU BBUENU C'HA PARLATU LU LATINUUUUUU, CUSSI' NO TI CAPESCI LU CUNTADINUUUUUUUU !!!!! Il giorno successivo ecco svelato il mistero: ad una famiglia mancava un pollo, nu iadduzzu insomma.

Qualche buontempone di arciprete aveva acchiappato il pollo e lo aveva nascosto sotto la propria CAPPA MAGNA (mantellina) per farlo scaldare (???) o per fargli compagnia a tavola il giorno dopo. Evidentemente qualcosa del pennuto bipede fuoriusciva ed il prelato che seguiva, vista la scena, con prontezza di riflessi, richiamò l'attenzione del compagno intonando quel CALA CALA..........
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venerdì 16 maggio 2008

SITO ARCHEOLOGICO DI VIA ERODOTO IN CONTINUO DEGRADO

Questa foto evidenzia in parte lo stato di abbandono del sito archeologico di Via Erodoto, nei pressi del palazzo di città. Il degrado aumenta sempre più..... il cancello è ormai aperto.... può entrare chiunque ed asportare materiale (cosa che pare è già avvenuta). Io penso che tutti noi abbiamo il dovere civico di fare qualcosa per fermare questo sfacelo, questa incuria.

Da Ntunucciu Ntramalonga RICEVO E PUBBLICO (ovvero paese che vai piccioni che trovi)

Copyright © - Francesco (Franco) Arpa

A Franco Alpa, bloggista nottedialpa, Orria, Brindisi

Caro amico mio,

ti scrivo la prisente per farti sapere che io no mi la passo tanto bene, come spero anche di te. Devi sapere che ultimamente sto soffrendo di problemi alla ghianda de la prostrata. Sapessi Franco che fastitio causa questa cazzatora ti malatia. La notte mi debbo alzare dal lietto per andare a orrinare di continuo, tanto che sbanto anche moglierima, la quale proprio aieri notte mi ha detto: “Ué Ntunù! No ti faci n’agghiu e ti ttacchi nu pappacallu a sta ciola, ah… pi la marangia ca no mi faci chiutiri uecchi mancu a mei!” Questo di notte, di giorno se esco devo tornare mediatamente a casa per fare un bisogno piccolo, perché dove la quale devi sapere che io mi mento a vergogna di andare in altri posti, anche pecché temo di cchiapparmi una malatia venarrea. Devi sapere che me ne vulo ti capo quando mi coglionano per questa soggezione. Puro canatoma Roccu si ha preso la pizzicata, mi ha detto che io forse ho sballiato quanno ero dolescende a non avermi autoerotizzato per armeno 5 vote a settimana, che dove la quale ha letto un articolo che ai scritto tu sobbra INTRANIENTI che nella Merica hanno scoperto che taccossì alli mascoli no si ngrossa la castagna della prostrata. E io gli sono risposto che si doveva fare i casi sua pecchè so io cosa sono fatto quanno ero vagnoni e di certo no lo posso contare a iddu ca eti fratello a moglierima. Bene cambiamo discorso. Devi sapere amico mio che la settimana passata io e moglierima abbiamo andati a Milano, che dove la quale nostra figlia Galerana ha dato la tesa per la laura in Spigologia alla Noversità del Bon Boccone, prendendo il voto più alto 110 e lota, che mi devi credere, coccia allu cori, non sono capito che caputiagghiu significa la lota. Abbiamo viaggiati in treno Intercito Crotone-Milano che noi abbiamo pigliato a Taranto, dove ci ha compagnato con la macchina scioscettima Pietro Jammatiristucciu. Ci siamo ssittati in uno scompartimento dove vi stava una famiglia di calabresi che andavano a Legnano per il giuramento del figlio bersalliere. Alla veramente siamo fatti subbuto amicizia con queste persone e una certa ora abbiamo tirato il mangiare fuori dalle valigge e siamo principiati a sganasciare. No ti dico come ci siamo cunzati caro Franco, assaggia questo, assaggia quello, na marangiana sott’ollio, un po’ di puccia coll’aulive dentro, una carciofa fritta, un bicchiere ti primatiu, na purpetta. No ti dico quanno poi la signora calabrese ha tirato fuori la soppressata co la Ndugna, che dove la quale quanno ho visto che erano askanti sono detto NO GRAZZIE ca se no intr’alla ritirata mi devo chiudere. Moglierima però sà data da fare a mangiari queste cose askanti, ca come tu sai le piacciono molto assai. Sia como sia la matina alle dieci abbiamo arrivati alla stazione di Milano centrale e ci stava spettando il zito di Galerana, Mbrogio, un giovanottu tanta gentili (ca ti debbo confisssari mi ha simbrato un picca recchia pi como scolettava e teneva un ricchino sopra un occhio). Insieme a lui ci siamo dirizzionati di fuori alla stazzioni per prendere una macchina a vittura. No ti dico quanta gentaglia siamo trovata fuori che spettava come noi di prendere una macchina e spetta spetta…. e spetta spetta, no vuoi ca a moglierima l’è scappato di orrinare per mezzo che si aveva infiammata la natura dabbasso con tanta cazzatora di Ndugna calabbresi askanti ca si era mangiata? Mè ditto “Ué Ntunù io l’ogghia fari ca ci no mi skatta la vissica” e sia como sia si è ncovolisciata dietro a una machina ca stava ferma e si ha liberata. No vuoi ca là vista un pizzardoni con il cantro bianco ancapo e li guanti alli mani e si ha vicinato propia mentri moglierima si stava alzando? E no vuoi che ha detto che voleva fari la contraminzione per sodiciamento solo pubblico e azzioni contro alla publica digenza? No ti dico la facci di moglierima, ci era potuto fari co lli tira nu muezzico alla recchia ……. Sia como sia lo Guardia ha tirato fori l’abbisi e il quaterno per scrivere. E no vuoi che proprio a quel momento ha volato sobbr’annoi un palummo ca ha sganciato una patacca di mberda fra mano e quaterno del pizzardone? Moglierima rossa come un pipaluro ha detto “E quello mò no è sodiciamento?” e il Guardio ha risposto: “Signora, mica posso fare la contraminzione al piccione!” e non vuoi che…… e non vuoi che moglierima, di skatto si alza la gonna e dice “E ca questo cosè allora?!” No ti dico Franco mia la frusta ca mi sono sentito, speci che vicino stava puru Mbrogio ca eti estraneo. Ti confesso che a quel momento avrebbi voluto sparire. Sia como sia il Guardio no fece più la contraminzione a moglierima. Certo che como vedi i palummi stanno da pertutto e no solo a Orria. Bene, conchiudo caro amico mio, ca sinò aqquà la sperlunghiamo molto. Ieri abbiamo tornati a Cellie Missapica e no vuoi che quando passavamo all’appiedi per la chiazza siamo viste delle persone che camminavano con le fave in mano? Dopo sono saputo da Lillino il cocino di moglierima ca il problema sono i palummi e dove la quale tu hai scritto sobbra INTRANIENTI che con una fava si cchiappano due palummi e si risolve la quistione! Mah, io alla veramenti non sono capito niente.

Bbé statti buenu. Saluti mia e di moglierima.

Affettatamente, tuo amico Ntunucciu Ntramalonga.

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