venerdì 24 luglio 2015

PROBLEMA XYLELLA ULIVI: IL GOVERNO APPROVA "STATO DI CALAMITA'" che prevede anche indennizzi agli agricoltori.

Cliccare QUI per approfondimenti.

mercoledì 22 luglio 2015

ORIA - PRIMO CONSIGLIO COMUNALE 2015. VIDEO.


ORIA - XYLELLA ULIVI: ASPETTIAMOCI DISTRUZIONE ULIVI SANI NEL RAGGIO DI 100 MT DA QUELLI INFETTI.

A dirlo è stato nei giorni scorsi  il Commissario Europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis, il quale sta seguendo molto da vicino l’emergenza Xylella che sta colpendo gli ulivi nel Salento.

 "Siamo particolarmente preoccupati per il recente focolaio confermato nel Comune di Oria, che è finora l’unico conosciuto al di fuori della provincia di Lecce. 
Ho saputo che 52 alberi infetti sono stati recentemente abbattuti e me ne compiaccio. 
Spero che queste attività continuino e portino alla piena attuazione della legislazione europea senza ulteriori ritardi. A questo proposito devo ricordare la necessità di un approccio precauzionale in tutte le aree al di fuori della Provincia di Lecce. Significa che devono essere abbattuti gli alberi attaccabili dalla Xylella nel raggio di 100 metri dalle piante infette. " 

Per leggere l'intera intervista cliccare QUI 

lunedì 20 luglio 2015

EMERGENZA XYLELLA. IL SINDACO DI ORIA ASCOLTATO A LECCE.VIDEO.

Al Commissario Europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis 
Al Ministro alle Politiche Agricole On. Maurizio Martina
 Al Commissario Delegato Giuseppe Silletti 
Al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano 

Oggetto: Incontro del 20 luglio 2015 presso la Prefettura di Lecce riguardante l’emergenza della Xylella fastidiosa nella zona del Salento. 

L'intervento del sindaco di Oria.
Gli alberi d’ulivo caratterizzano da tempo immemore il paesaggio salentino e senza di essi, senza le immense distese di ulivi secolari, nello stesso immaginario collettivo, il Salento non sarebbe il Salento ma un luogo diverso, un luogo “snaturato”. Tra l’albero d’ulivo e le nostre popolazioni intercorre un legame forte che affonda le sue radici nei secoli, un legame identitario che ha a che fare con le proprie tradizioni e con la propria cultura. Tutta la nostra storia e la nostra economia avrebbero avuto uno sviluppo diverso senza questo legame, oserei dire “simbiotico”, dell’uomo salentino con l’ulivo. Il territorio di Oria, forse ancor più di altre zone del Salento e della Puglia, è caratterizzato dalla presenza di ulivi secolari e millenari di inestimabile bellezza: si tratta di veri e propri “monumenti viventi”, di “sculture naturali” uniche al mondo che, a mio sommesso avviso, andrebbero tutelati come patrimonio dell’umanità.
 Ecco perché non si può pensare che la soluzione del problema possa consistere nella estirpazione degli alberi d’ulivo! Ogni estirpazione di un albero d’ulivo costituisce una ferita profonda nell’identità e nella cultura del popolo salentino; ogni estirpazione di un albero d’ulivo si può paragonare all’abbattimento di un monumento, alla perdita irreversibile di un’importante testimonianza storica. Si potrebbe accettare a cuor leggero che delle chiese antiche o delle opere d’arte venissero distrutte? Allo stesso modo non si può accettare che degli ulivi “monumentali” vengano estirpati senza aver tentato prima tutto il possibile per salvarli, senza aver dimostrato al di là di ogni dubbio (ma in questo caso certezze scientifiche pare non ce ne siano) che l’unica soluzione possibile è, appunto, l’estirpazione. “In dubbio pro reo”, recita un’antica massima latina; “in dubbio pro ulivo”, direi io, secondo un principio di precauzione tanto caro anche al diritto europeo! Ecco perché, e lo voglio dire chiaramente, non possiamo accettare più azioni di polizia come quella avvenuta ad Oria il 7 luglio scorso, con il dispiegamento di centinaia di agenti delle forze dell’ordine, molti dei quali in assetto antisommossa, per estirpare circa 50 alberi d’ulivo. Un’azione avvenuta sul nostro territorio senza avvisare preventivamente il Sindaco e il Comando dei Vigili Urbani e notificando il provvedimento di esecuzione ai proprietari dei fondi agricoli all’alba della stessa mattina in cui sono avvenute le operazioni di espianto.
Un’azione dal sapore autoritario che ha offeso il nostro territorio e, per di più, sproporzionata ed inutilmente dispendiosa, visto che mai ci sono stati ad Oria sulla questione gravi problemi di ordine pubblico che la potessero giustificare. I nostri contadini sono notoriamente persone pacifiche e ragionevoli ed è per questo che, in futuro, auspico che ogni intervento atto ad eradicare e/o a contenere la diffusione della Xylella venga preventivamente discusso e concordato con le associazioni degli agricoltori ed attuato anche attraverso forme di collaborazione e di coinvolgimento del Comune e degli stessi proprietari dei terreni agricoli. Perché non pensare, ad esempio, a forme di incentivi economici agli agricoltori per indurli ad adottare tutti quei sistemi ecosostenibili e biologici atti ad impedire la diffusione della malattia, comunemente individuati nelle c.d. “buone pratiche agricole” (consistenti in arature, potature, ecc. ) senza obbligare all’uso massiccio di fitofarmaci e diserbanti che avvelenerebbero i nostri terreni? Perché non pensare che anche la soluzione estrema dell’estirpazione dell’albero (extrema ratio a cui sarebbe bene non dover mai arrivare) potrebbe essere meglio gestita, ed in maniera sicuramente più economica, affidandola direttamente ai proprietari dei terreni, dietro riconoscimento di un corrispettivo economico?
Si parla impropriamente da un po’ di tempo di epidemia da Xylella e di “zone infette”, ma nel caso di Oria (come nel caso anche di altre zone del Salento) ci troviamo ad avere 2, 3 o forse 20 alberi d’ulivo infetti a fronte di decine di migliaia di alberi sani tutt’attorno. Infatti, la stessa decisione europea del 18 maggio 2015, nelle premesse, paragrafo 5 in pag. 3, afferma che i casi isolati non sono sufficienti per considerare l’area come infetta laddove il batterio è radicabile dalla pianta.
Il sindaco Ferretti consegna del materiale al Min. MARTINA
 Pertanto, demarcare Oria, Veglie o altre zone simili, “zone infette” solo per qualche analisi positiva va, a mio modesto parere, assolutamente contro le direttive dell’Unione Europea.
Ancora più inaccettabile ed estremamente sproporzionata appare la misura che prevede l’abbattimento degli alberi di olivo sani che si trovino nel raggio di 100m dalla pianta infetta, sia perché la diffusione della Xylella nel Salento appare molto lenta e contenuta e sia perché si verrebbe a determinare una vera e propria desertificazione del territorio. Tale misura, infatti, per essere efficace dovrebbe comportare l’abbattimento di tutte le piante ospiti della Xylella, tra cui un lungo elenco di piante, soprattutto ornamentali, difficilmente controllabili ed, inoltre, prevedere su quei terreni colture alternative risulta alquanto difficile per le condizioni pedoclimatiche della zona che consentono di effettuare con successo solo la coltivazione della vite e dell’olivo.
 L’economia di Oria, così come quella di buona parte del Salento, è un’economia prevalentemente agricola che si basa principalmente sull’olivicoltura, mentre lo stesso sviluppo turistico del nostro territorio passa in primo luogo attraverso la tutela del nostro paesaggio tipico, caratterizzato dalla presenza di vaste distese di ulivi secolari e millenari.
E' per questo che la finalità dell’Unione Europa, del Governo nazionale e della Regione Puglia non può essere quella di estirpare gli ulivi secolari ma di curare e contenere la diffusione del batterio con misure alternative e scientificamente valide, che devono costituire la regola rispetto all’abbattimento e non l’eccezione. Distinti saluti.
 Lecce, lì 20/07/2015
 Il Sindaco di Oria Cosimo Ferretti

giovedì 16 luglio 2015

ORIA - I LECCI DI P.LORCH VANNO AL PATIBOLO .... E SALTANO FUORI RETROSCENA INEDITI! (a cura del dr. E. Pignatelli, agronomo)

 Caro Franco,
 durante l'amministrazione del sindaco Pomarico sono stato chiamato a fare "con urgenza" una perizia che spiegasse come si dovesse effettuare il trapianto degli alberi di leccio di piazza Lorch. Mi feci dare i disegni del progetto dall'ing. Claudio  Zanzarelli e dall'arch. Alessio  Carbone e, dopo aver fatto un sopralluogo, dissi: "non sono d'accordo al trapianto, ma si potrebbe fare una piccola modifica al progetto e lasciare dove sono le aiuole dei Lecci che sono sui lati paralleli a Via M. Pagano e Via Torre SS."-
 Mi risposero che era troppo tardi per le modifiche al progetto ed io replicai che non avrei mai potuto sottoscrivere che tali piante si potessero spostare con più del 10% di successo.
Così la perizia l'hanno fatta forse sottoscrivere a qualcun altro... ed il problema è stato "risolto alla radice" !

Dr. Enrico Pignatelli 
(agronomo, cittadino di Oria)

ORIA - FIACCOLATA ALLA MEMORIA DI CHI? (a cura del dr. Enrico Pignatelli, agronomo)

 Caro Franco,
oggi qualcuno ha organizzato una fiaccolata "in memoria degli alberi di ulivo abbattuti" per il problema Xylella
Siamo alle solite.
Vorrei capire chi sono gli organizzatori. Dicono che le piante abbattute stavano bene e che non presentavano evidenza di disseccamenti. Dicono che il territorio è stato depauperato di un patrimonio e che sono stati sopraffatti i diritti dei proprietari e l'autorità del sindaco. Io mi chiedo: se conoscessero il batterio Xylella ed i disastri che provoca!
Per intenderci: se oggi, facendo la dichiarazione dei redditi, scelgo il consulente che mi fa pagare zero... rispetto a quello che mi fa pagare 100, potrebbe capitare che domani debba pagare non 100 ma 1000 e con gli interessi ! Dico a tutti: siamo onesti.
Poche piante si possono anche sacrificare oggi.
Certo non ci sono certezze, ma in attesa di certezze: chi si prende la responsabilità di rischiare una propagazione del focolaio?
E le sanzioni o i blocchi commerciali che scatterebbero dall'Europa chi le pagherebbe ? Se oggi non si trovasse più traccia di Xylella ad Oria, in ogni caso, dovrebbero passare altri 5 anni per dichiarare la zona indenne dal batterio.
I cittadini e gli agricoltori di Oria, secondo me, devono lottare per uscire da tale incubo, anche con le fiaccolate, ma non per commemorare gli alberi di olivo abbattuti il 7 luglio, ma per salvare gli altri oliveti ancora sani e l'immagine di Oria che non può essere associata al batterio Xylella come Avetrana al delitto di Sara Scazzi !

Enrico Pignatelli 
(un dott. agronomo cittadino di Oria)

mercoledì 15 luglio 2015

ORIA - ALBERI DI LECCIO IN PIAZZA LORCH. FRAINTESO IL SENSO DEL COMUNICATO STAMPA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE???

Con questo post intendo rivolgere una preghiera agli amici responsabili di Oria.info; LoStrillone e CarpediemOria, affinchè con un nuovo articolo (dopo aver opportunamente sentito il sindaco Ferretti) chiariscano ai propri lettori che forse il senso del comunicato stampa di ieri 14 c.m., dell'aministrazione comunale, relativo agli alberi di leccio in piazza Lorch, non era quello di manifestare pubblicamente la volontà di impedire l'espianto e reimpianto in altro sito comunale di dette piante in questo periodo, rinviandolo al prossimo autunno. 
Ciò semplicemente per il fatto che sarebbe assurda una simile decisione in considerazione del fatto che se i lavori non terminano perentoriamente entro tre mesi (15 ottobre), oltre all'immaginabile disagio alla viabilità ed ai commercianti della zona, salterà il finanziamento pubblico e il Comune dovrebbe pagare con soldi dei cittadini l'intero importo di circa 900mila euro.
Essendo lo scrivente a conoscenza di molti particolari relativi alla vicenda, posso affermare che il sindaco ha voluto informare la città che per errori commessi da altri vedremo morire detti lecci in uno dei seguenti  modi: - A)- come da progetto: trapiantarli altrove in questo periodo per vederli morire nel giro di pochi giorni; B)- tagliarli sul posto per farne legna da ardere e risparmiare un bel po' di soldi per tutte le operazioni INUTILI di espianto, zollatura, trasporto, reimpianto in altro sito, innaffiature, etc.
Ovviamente l'opzione A)- è quella più semplice burocraticamente in quanto non comporterebbe alcuna variante al progetto, mentre l'opzione B)- sarebbe frutto di quella diligenza da buon padre di famiglia che dovrebbe caratterizzare ogni pubblico amministratore, in quanto consentirebbe un risparmio di soldi pubblici.
Questo in sintesi.
Discorso a parte andrebbe fatto circa il silenzio assordante da parte delle associazioni ambientaliste locali.

martedì 14 luglio 2015

ORIA - PIAZZA LORCH: L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE SI DIMOSTRA SENSIBILE ED ATTENTA....a differenza delle varie associazioni!


COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE COMUNALE ORIA 

"A seguito di sopralluogo effettuato in Piazza Lorch da parte del Sindaco Ferretti e delľ’Assessore  Conte  sono state evidenziate al Responsabile del procedimento ed al direttore dei lavori alcune osservazioni.
Il Sindaco  ha fatto presente che gli alberi di leccio, anche alla luce di alcune relazioni tecniche già in possesso del responsabile del procedimento, hanno pochissime possibilità di sopravvivenza se le operazioni di espianto e reimpianto saranno effettuate in questo periodo, inoltre si è fatto rilevare che per l’impianto di irrigazione non risulta alcuna previsione di collegamento ad una fonte di acqua sorgiva, ciò fa prevedere un collegamento all’impianto idrico comunale che risulterebbe non idoneo allo scopo. Entrambe le problematiche, purtroppo, sono emerse, anche dall’esperienza avuta nel recente passato con i lavori di piazza Donnolo.
 Il Sindaco per evitare che tali situazioni si ripresentassero ha ritenuto opportuno evidenziarlo ai presenti puntualizzando inoltre che tali inconvenienti non devono determinare ritardi nella consegna dell’opera per non creare ulteriori difficoltà agli operatori di zona ed all’intera comunità. Oria, lì 14.7.2015".


lunedì 13 luglio 2015

ORIA - PIAZZA LORCH E IL PARERE DI UNA DONNA CHE MI SAREBBE PIACIUTA COME ASSESSORE.

Qualche anno fa su un social network ho avuto il piacere di leggere un commento circa il progetto di riqualificazione di Piazza Lorch, ovvero quello relativo ai lavori in corso, il cui progetto esecutivo porta il nome dello STUDIO ASSOCIATO FUZIO di Bari.
Mi piacque tanto che decisi di salvarlo fra le mie cose sul p.c..
Ecco il testo:
[Senza intraprendere sterili polemiche ed essendo una giovane professionista di Oria, volevo esprimere il mio pensiero circa il progetto che è stato presentato.
 Come ha scritto già qualcuno mi chiedo come mai nel progetto venga ridotta all'osso la presenza degli spazi verdi. Ovviamente la piazza non può essere un parco urbano, ma visto che la "villa comunale", che dovrebbe essere il nostro parco urbano non viene utilizzata, perché cancellare quei pochi spazi verdi che ci sono rimasti?
Nel progetto non vedo il rispetto dei principi guida della progettazione sostenibile: dov'è la permeabilità delle superfici?, dov'è il verde elemento regolatore del microclima e mitigatore dell'isola di calore urbana? 

domenica 12 luglio 2015

ORIA - PIAZZA LORCH: È INIZIATA LA MORIA DEGLI ALBERI DI LECCIO.

Vedete quell'albero con la chioma più alta? Riuscite a vedere che le foglie sono di colore diverso rispetto a quelle degli alberi vicini? Orbene, trattasi di disseccamento causato da problemi alle radici causati dagli scavi in corso.
Tutti tacciono. Tacciono i cittadini; tacciono le forze politiche, tacciono le associazioni ambientaliste. Nessuno vede? Nessuno parla? Quasi come le famose tre scimmie, a differenza di altre città del sud e del nord Italia.
Cliccare QUI e QUI.

sabato 11 luglio 2015

ORIA - PIAZZA LORCH: CHE FINE FARANNO GLI ALBERI DI LECCIO?


Se corrispondono a verità le confidenze fattemi da un'amica chianca gli alberi di leccio che dal secolo scorso adornano Piazza Lorch (ex Piazza San Domenico, ex Piazza M. Pagano), ben presto faranno la fine di altri alberi espiantati altrove (esempio: Piazza Donnolo e Piazza Lama ).
Stando al progetto di riqualificazione, detti alberi di leccio  dovrebbero essere espiantati e trapiantati in altro sito della città, su indicazione dell'Ufficio Tecnico Comunale.
Secondo diversa configurazione rispetto all'attuale, saranno impiantati..... udite.... udite.... piante (piccole, da vivaio) della stessa essenza, ovvero.....LECCIO!
E fin qui ... diciamo ... che siamo quasi nella normalità.
Ciò che non ritengo normale è il fatto che sia il progettista che gli enti che hanno autorizzato i lavori non hanno previsto che quel tipo di alberi vanno incontro a morte sicura se non vengono espiantati (e trapiantati) in autunno/inverno.
Nè si possono rinviare di alcun mesi i lavori, stante la ristrettezza dei tempi contrattuali e la necessità di non prolungare situazioni di disagio alla viabilità e alle attività commerciali della zona.
Viene quindi da chiedersi se è giusto sprecare soldi pubblici per movimentare detti alberi ..... destinati al patibolo, oppure, se con "quella diligenza del buon padre di famiglia",  decidere di rendere pubbliche colpe e/o responsabilità di taluni soggetti, e, previo coinvolgimento di tutte le forze politiche e delle locali associazioni LEGAMBIENTE e FARE VERDE, decidere di tagliare sul posto i lecci per farne legna da ardere DA VENDERE A PRIVATI AD ADEGUATO PREZZO DI MERCATO.
I soldi risparmiati per movimentare i lecci si potrebbero spendere per acquistare piante da vivaio in vaso....cresciutelle.
Ovviamente, a mio modesto parere,  qualsiasi operazione dovrebbe essere confortata da un parere VINCOLANTE di un Ente dello Stato e non da una consulenza specialistica in materie botanico-vegetazionale, a firma di un esperto scelto dalla Direzione Lavori e/o dal Responsabile del Procedimento (Ufficio Tecnico Comune di  San Pancrazio), e ciò in analogia a questioni riguardanti Beni Culturali, Architettonici, Archeologici, etc. (antiche basole, monumenti, etc.)


giovedì 9 luglio 2015

LE LETTERE INVIATE DALL'ARNEO CON POSTA ORDINARIA: ENRICO PIGNATELLI, DOTTORE AGRARIO, CONSIGLIA DI IGNORARLE!


Vi rendo noto che gli agricoltori ed i cittadini di Oria che hanno chiesto un nostro consiglio, non prenderanno in considerazione le lettere che l' ARNEO sta recapitando in questi giorni con posta ordinaria. Se dovessero ricevere le stesse con raccomandata AR si attiveranno per decidere eventuali iniziative di contrasto. Il Comune di Oria, in ogni caso, dovrebbe dare massima divulgazione di quale posizione ha assunto nei confronti delle suddette lettere. Sarebbe gradito, con urgenza, un pubblico manifesto.
Saluti.
 dott. agr. Enrico Pignatelli

BALZELLI DEL CONSORZIO ARNEO: IL PRESIDENTE DELLA PROV. ED ALCUNE ASSOCIAZIONI SI MOBILITANO.

Il presidente della provincia di Brindisi ha scritto  a Emiliano, governatore della regione Puglia. 


Inoltre, Bruno ha convocato un'assemblea dei sindaci per la mattina di giovedì 16 luglio.

mercoledì 8 luglio 2015

AVETE RICEVUTO L'INVITO A PAGARE DAL CONSORZIO BONIFICA DI ARNEO? CHE MAIALATA !!!!


Domande: - il Sindaco e la nuova Giunta Comunale hanno i poteri per poter intervenire in difesa dei tanti cittadini ai quali con vere azioni da brigantaggio legalizzato questo fantomatico Consorzio di Arneo, dopo oltre dieci anni, torna a chiedere soldi in modo poco chiaro e trasparente?
Si son serviti dell'emergenza "Xylella" per giustificare alcune spese?
Per approfondimenti cliccare:   1, 2, 3, 4, 5.

EROE ORLANDO DE TOMMASO (ultima puntata)

Con Decreto del Presidente della Repubblica del 29.5.1963, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24.8.1963, la medaglia d'argento al V.M. alla memoria, del cap. De Tommaso, venne tramutata in oro.
Due anni dopo, con cerimonia di scopertura in data 7 novembre 1965, l'amministrazione comunale, capeggiata (ancora una volta) dal sindaco Luciano Calò, decise di sostituire la vecchia lapide con la seguente:
Dopo qualche anno, l'amministrazione comunale decise di intitolare anche una via. La scelta cadde sulla seconda traversa a sinistra di Via F.sco Milizia, lato Porta degli Ebrei, ovvero quella via che un tempo era denominata Via San'Antonio di Padova e che porta a Vico Bainsizza.

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